Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Politica » Carburanti, Urso: “Prezzi in calo da tre giorni”. Poi avverte: “Pronti a intervenire sugli extraprofitti e a sospendere il Patto di stabilità”

Carburanti, Urso: “Prezzi in calo da tre giorni”. Poi avverte: “Pronti a intervenire sugli extraprofitti e a sospendere il Patto di stabilità”

Il ministro collega i ribassi al confronto con le società del settore ma lancia l’allarme sui negoziati falliti in Pakistan e sui rischi legati a Hormuz

Carburanti, Urso: “Prezzi in calo da tre giorni”. Poi avverte: “Pronti a intervenire sugli extraprofitti e a sospendere il Patto di stabilità”

Il governo rivendica il calo dei listini in Italia, ma teme effetti più pesanti su energia, materie prime e crescita europea

Il governo prova a raffreddare il fronte carburanti, ma guarda con forte preoccupazione a quello che sta accadendo sul piano internazionale. Adolfo Urso, a margine dell’inaugurazione del Vinitaly, ha spiegato che il prezzo dei carburanti è “in calo da tre giorni, progressivamente, in linea con l’andamento dei mercati internazionali” e che questo sarebbe avvenuto in Italia prima che negli altri Paesi europei.

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy ha collegato il ribasso all’incontro avuto giovedì pomeriggio con le principali società operanti nel Paese. In quella sede, ha detto, il governo ha richiamato “l’esigenza di adeguare subito i prezzi da loro consigliati all’andamento dei mercati internazionali. Senza indugi”. Secondo Urso, il risultato si sarebbe visto subito sui listini italiani.

Alla rivendicazione sul calo dei prezzi si affianca però un messaggio molto più prudente sul quadro generale. Il ministro ha spiegato che le notizie arrivate dalla conclusione negativa del primo round negoziale in Pakistan impongono cautela. “Purtroppo le notizie che giungono sulla conclusione negativa del primo round negoziale in Pakistan ci inducono ad essere molto cauti, direi preoccupati su quello che potrà accadere nelle prossime ore e nei prossimi giorni. Quindi, massima attenzione e, per quanto ci riguarda, certamente pronti a intervenire”.

Urso ha poi alzato il livello dell’avvertimento anche sul terreno dei profitti. Il governo, ha detto, potrebbe intervenire contro eventuali guadagni ingiustificati. “Ove si verificassero – ha spiegato – l’ho detto con chiarezza, trasparenza e determinazione alle compagnie aeree che ho riunito giovedì pomeriggio, anche alla luce di quanto il presidente del consiglio aveva già detto in Parlamento: ove si verificassero profitti ingiustificati si interverrà come abbiamo fatto nel settore energetico col decreto bollette”.

Il ragionamento del ministro va però oltre il prezzo alla pompa. Arrivando a Verona, Urso ha spiegato di essere “molto preoccupati del fatto che sia fallito il primo round negoziale ancorché si è annunciato che proseguiranno le trattative” e ha invitato a guardare non solo ai prodotti energetici ma anche alle altre filiere toccate dal blocco sullo Stretto di Hormuz.

Nel suo intervento ha citato espressamente le materie prime e alcuni comparti particolarmente sensibili, dai fertilizzanti alla microelettronica, osservando che un eventuale peggioramento della crisi potrebbe produrre effetti più ampi del previsto sull’economia mondiale, europea e italiana. Il passaggio più pesante riguarda proprio l’ipotesi che il blocco perduri o si allarghi a “un blocco navale dell’intera area”, scenario che secondo Urso potrebbe spingere l’Europa verso una recessione.

Da qui anche il messaggio rivolto alla Commissione europea. “Massima attenzione, pronti a intervenire e lo diciamo anche alla Commissione europea. Se queste fossero le condizioni dobbiamo valutare insieme la sospensione del patto di stabilita’ ed altri interventi emergenziali a cui l’Europa non si puo’ certamente sottrarre”.

Il quadro, quindi, resta doppio. Da una parte il governo rivendica di aver ottenuto un raffreddamento dei prezzi dei carburanti. Dall’altra prepara il terreno a misure più dure, sia contro eventuali extraprofitti sia, in caso di peggioramento dello scenario internazionale, sul fronte delle regole europee e degli strumenti straordinari di sostegno.

LEGGI TUTTE LE NOTIZIE DELLA SEZIONE POLITICA