Esimio Don Roberto Saviano,
Esultiamo, oppure no, per l’elezione di donna Rosy Bindi, pasionaria Pd anti-Renzi, alla Presidenza della commissione Antimafia, con il voto contrario di quegli infamoni dei servi prezzolati del Cav.?
Rosy? Si tratta, indubbiamente, di un’esperta e attempata, oltre che affascinante, politica, con profonde radici nel Sud, conoscitrice del fenomeno mafioso molto di più rispetto a gentucola di sinistra come Sciascia, Chiaromonte, Lumia e Alinovi. Oltre che strenuamente antimafiosa, Bindi considera, giustamente, quel delinquentone di Berlusconi più pericoloso di Totò Riina e colluso con i boss come il suo degno ex collaboratore, don Marcello dell’Utri.
E’vero: Rosy è toscana, ma lo statista di Bettola, Pigi Bersani, alle ultime elezioni, l’ha nominata deputata delle Calabrie. E, nelle contrade calabre, mentre scrivo, sono in corso incontenibili manifestazioni di giubilo per festeggiare la ambita poltrona, assegnata a nonna Bindi ! E, poi, cercano il pelo nell’uovo i deputati e i giornalisti, che avrebbero visto bene alla Presidenza dell’Antimafia il deputato montiano, Andrea Vecchio, siciliano.
Cosa dite? Vecchio è un imprenditore, che ha subito non pochi attentati, per aver denunciato le cosche, ed è stato cacciato dalla giunta di don Raffaele Lombardo, poi stangato per concorso esterno con i clan. Bazzecole, quisquilie, pinzillacchere, avrebbe osservato Totò. E poi Vecchio è troppo…vecchio, ha 74 anni, non ha nè il prestigio nè il fascino di Rosy. E non ha un buon rapporto con l’Udc di Totò Cuffaro, un partito che conta, in Sicilia, su dirigenti di specchiata moralità e fermamente rigorosi nell’impegno antimafia. Ossequi, fieramente antimafiosi, ca va sans dire, che la prego di estendere, don Roberto, a un protagonista, indomito quanto lei, anti-camorra, don Ciotti che, quando appare in Tv, fa tremare di paura i boss più sanguinari.
Pietro Mancini
