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Chi è Ida Cuffaro, la nipote di Totò eletta sindaca. Una “dynasty” che dura da 21 anni

La nuova prima cittadina di Raffadali (Agrigento), ha appena 27 anni

Chi è Ida Cuffaro, la nipote di Totò eletta sindaca. Una “dynasty” che dura da 21 anni

Chi è Ida Cuffaro, la nipote di Totò eletta sindaca

Raffadali è un comune italiano di 11 744 abitanti della provincia di Agrigento in Sicilia. Noto nella storia per essere stato feudo della nobile famiglia dei Montaperto. Ma nel più recente passato questo Comune è diventato feudo dei Cuffaro. La famiglia di Totò, infatti, l’ex Presidente della Regione Sicilia, amministra Raffadali da ben 21 anni. E nelle elezioni appena concluse per eleggere il sindaco, i cittadini non si sono smentiti e hanno scelto ancora un Cuffaro. Questa volta ad essere eletta con oltre il 76% dei voti è stata Ida, nipote di Totò.

Ida Cuffaro, 27 anni, è la figlia di Giuseppe Cuffaro. Si è laureata in Giurisprudenza ed è madre di tre figli. La nipote di Totò lavorava come assistente al Centro per l’impiego. Ma da ieri è ufficialmente la nuova sindaca di Raffadali. Negli ultimi anni ha collaborato con l’attuale amministrazione gestendo la comunicazione istituzionale dello zio Silvio che è sindaco del paese agrigentino e ha già fatto 3 legislature, con una breve interruzione, più una da vice sindaco: da 21 anni è amministratore di Raffadali. “Grazie a tutti – ha detto mentre stappava la bottiglia di spumante -, questo risultato è vostro”. Nel comitato di via Nazionale il primo a congratularsi con lei è stato proprio lo zio Silvio Cuffaro, sindaco in carica che nelle prossime ore gli consegnerà la fascia tricolore.

I problemi giudiziari dello zio Totò

Totò Cuffaro, l’ex presidente della Regione Sicilia, è stato condannato in via definitiva a 7 anni di reclusione il 22 gennaio 2011 dalla Corte di Cassazione per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra e rivelazione di segreto istruttorio. Lo zio di Ida ha scontato quasi cinque anni di carcere, è stato scarcerato nel dicembre del 2015. Per lui è scattata anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Proprio qualche giorno fa si è appreso di una richiesta di patteggiamento a tre anni. L’accusa in questa nuova inchiesta è di corruzione. Dovrebbe scontare la pena con lavori socialmente utili, quindi non in carcere.