La Lazio ha scelto Gennaro Gattuso per il dopo Sarri. Il tecnico toscano è vicino all’Atalanta, ma prima deve chiudere la rescissione con Lotito. In Serie A si muove il mercato degli allenatori: tra le prime nove, solo quattro panchine sembrano già al sicuro.
Sarri tratta l’uscita con Lotito, Gattuso prepara lo staff per Roma
La Lazio ha scelto Gennaro Gattuso. Il club biancoceleste ha accelerato nelle ultime ore per non farsi trovare scoperto davanti all’addio ormai vicino di Maurizio Sarri, che ha già un accordo con l’Atalanta. Prima dell’annuncio, però, il tecnico toscano dovrà chiudere la partita con Claudio Lotito sulla rescissione del contratto.
Il valzer delle panchine di Serie A è cominciato. Sarri verso Bergamo, Gattuso verso Formello. Un doppio movimento che può sbloccare anche altre situazioni, in un campionato in cui molte big stanno ridisegnando la guida tecnica. Delle prime nove in classifica, solo quattro sono certe di proseguire con lo stesso allenatore o con una panchina già definita: l’Inter con Chivu, il Como con Fabregas, la Roma con Gasperini e la Juventus con Spalletti.
Per la Lazio il primo tassello è Gattuso. Il tecnico calabrese è stato spesso accostato al club di Lotito negli ultimi anni e tra i due esiste un buon rapporto. L’intesa dovrebbe essere su un biennale con opzione per la stagione 2028-2029, con un ingaggio da poco meno di due milioni. Pronto anche lo staff che potrebbe seguirlo nella Capitale: il vice Riccio, il match analyst Sangermani e l’allenatore dei portieri Perrone. Altri innesti potranno essere definiti dopo l’uscita formale di Sarri. Resta da sistemare la parte economica del divorzio. L’epilogo appare segnato, ma ballano mensilità arretrate e premi. Lotito punta a risparmiare, Sarri ha sul tavolo un contratto importante con l’Atalanta, superiore ai tre milioni a stagione fino al 2029. Proprio la prospettiva bergamasca può spingere il tecnico a chiudere in tempi rapidi, anche con qualche rinuncia personale. Lo staff, invece, non intende fare passi indietro sulle somme dovute.
Solo dopo la chiusura tra Sarri e la Lazio potrà arrivare l’annuncio di Gattuso. Per Lotito è un vecchio pallino. Per la piazza, invece, non è una scelta semplice da digerire. L’ambiente biancoceleste vive una fase di forte tensione con la società e una parte dei tifosi guarda sempre di più al boicottaggio dello stadio.
Gattuso arriva da un’esperienza complicata con la Nazionale italiana. Ha voglia di rilanciarsi, ma troverà una Lazio da ricostruire. La contestazione verso il club rischia di pesare anche sul nuovo allenatore, soprattutto se il mercato dovesse muoversi con margini stretti. Il 15 giugno è atteso il verdetto della nuova commissione sui conti, passaggio che potrebbe incidere sulle possibilità operative della società.
Sul piano tecnico, Gattuso ripartirebbe dal 4-2-3-1. Conosce già diversi giocatori della rosa o del giro biancoceleste. Ha convocato in Nazionale Provedel, Rovella e Zaccagni, profili che possono tornare utili nel suo sistema. Ha allenato Gigot al Marsiglia e Romagnoli al Milan, anche se il difensore viene considerato tra i possibili partenti.
La sua valutazione della rosa sembra diversa da quella di Sarri. Alcuni giocatori che hanno chiesto la cessione potrebbero ripensarci. Altri, finiti ai margini, potrebbero trovare spazio con il nuovo allenatore. La Lazio entra così nei giorni decisivi. Il cambio in panchina è il primo passo. Il resto dipenderà dal mercato, dai conti e dalla capacità di Gattuso di reggere subito una piazza in ebollizione.

