Terremoto Campi flegrei, la Procura di Napoli accende un faro sui fondi mai spesi per la messa in sicurezza dei costoni
La Procura di Napoli ha avviato l’acquisizione di documenti per capire quale sia la situazione della messa in sicurezza di alcuni costoni dell’area flegrea, risultati vulnerabili dopo la scossa di terremoto registrata nei giorni scorsi. Si tratta, al momento, di un fascicolo conoscitivo: non risultano ipotesi di reato formulate né persone iscritte nel registro degli indagati. Il lavoro di verifica è affidato ai magistrati della sezione “lavoro e colpe professionali”, diretta dal procuratore aggiunto Antonio Ricci. Un elemento che emerge fin da subito riguarda le risorse economiche: i fondi destinati alla messa in sicurezza dei versanti risultano infatti non ancora utilizzati.
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Tra le situazioni che saranno prese in esame dagli inquirenti c’è quanto avvenuto a Pozzuoli, in via Gerolomini, dove nei giorni scorsi si è sfiorata una tragedia. Il terremoto di venerdì sera – magnitudo 4.7, epicentro nei Campi Flegrei – ha infatti causato il distacco di una porzione del costone del Monte Olibano. I massi precipitati hanno colpito auto e motorini parcheggiati in uno spiazzo davanti a un edificio residenziale, ferendo gravemente alcune persone. Le immagini della frana, riprese da residenti e diventate rapidamente virali sui social network, mostrano grossi blocchi rocciosi cadere e in parte disgregarsi al suolo sollevando una densa nube di polvere, mentre altri massi sono rimasti integri dopo l’impatto. Le auto in sosta sono state schiacciate e l’area è rimasta avvolta per alcuni minuti in una coltre biancastra, tra la paura della gente scesa in strada.

