Scontro in Aula: Schlein parla di “scusa tecnica”, FdI rivendica la tutela dei conti pubblici
La Camera ha di fatto affossato la proposta di legge sostenuta dalle opposizioni che puntava a incrementare l’indennità di maternità e a introdurre un congedo paritario per i padri. Il provvedimento, con prima firmataria la segretaria del Partito democratico Elly Schlein, è stato fermato in Aula dopo l’approvazione di una serie di emendamenti soppressivi presentati dalla commissione Bilancio in seguito a rilievi sulle coperture finanziarie. Le votazioni hanno così determinato la “reiezione del complesso del provvedimento”.
Nel corso del dibattito a Montecitorio, Schlein ha contestato duramente la scelta della maggioranza, definendo la motivazione tecnica un pretesto politico: “Vi trincerate oggi dietro una scusa tecnica, quella che mancherebbe le coperture, però lo sapete che è solo una questione di volontà politica perché le avete trovate per fare il ponte sullo Stretto di Messina, per fare delle prigioni vuote in Albania, allora siete ipocriti e non è la prima volta che scegliete di comprimere gli spazi della nostra opposizione e delle nostre proposte unitarie. L’avete fatto anche sul salario minimo”.
Per la leader dem, la maggioranza “ha affossato una proposta concreta che potrebbe migliorare la vita di milioni di famiglie italiane, un congedo paritario, 5 mesi pagati al 100% per entrambi i genitori, riguarderebbe anche le lavoratrici e lavoratori autonomi”.
Sul fronte opposto, la relatrice del testo in commissione Lavoro, Marta Schifone (FdI), ha respinto le accuse rivendicando la linea del governo sul tema famiglia e natalità e richiamando i rilievi tecnici: “La famiglia e la natalità sono al centro dell’agenda politica del governo Meloni e di Fratelli d’Italia. La relazione tecnica della Ragioneria generale dello Stato è chiara: le coperture della proposta di legge sul congedo parentale delle opposizioni sono inidonee e il provvedimento ‘non può essere verificato positivamente’. Non è una questione politica, è una questione di responsabilità verso la tenuta dei conti pubblici e verso le famiglie italiane”.
Schifone ha poi insistito sul tema delle risorse: “Presentare proposte senza coperture adeguate non è tutelare le famiglie: è fare propaganda sulla loro pelle. Noi continuiamo a lavorare con serietà e con i fatti, come abbiamo sempre fatto”.

