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D’Orso (M5S) ad Affaritaliani: “Da Bartolozzi parole eversive e violente. Nordio non può minimizzare: va revocato l’incarico”

Parla ad Affaritaliani Valentina D’Orso, capogruppo M5S in Commissione Giustizia alla Camera

D’Orso (M5S) ad Affaritaliani: “Da Bartolozzi parole eversive e violente. Nordio non può minimizzare: va revocato l’incarico”

Caso Bartolozzi, parla D’Orso (M5S): “Parole gravissime, il Ministro Nordio le revochi l’incarico”

A pochi giorni dal referendum sulla separazione delle carriere, una tempesta politica travolge il Ministro della Giustizia Carlo Nordio. A scatenare il caos sono le parole di Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del Guardasigilli, che durante un dibattito televisivo ha esortato a votare “Sì” per “togliersi di mezzo la magistratura“, definita un insieme di “plotoni di esecuzione”.

Mentre Nordio prova a gettare acqua sul fuoco, parlando di un’espressione “interpretata in modo improprio”, l’opposizione alza le barricate e chiede dimissioni immediate. A fare chiarezza sulla linea del Movimento 5 Stelle è Valentina D’Orso, capogruppo in Commissione Giustizia alla Camera, che ad Affaritaliani ha dichiarato: “Il ministro Nordio non può in alcun modo ridimensionare queste parole gravissime: deve revocare l’incarico alla Bartolozzi”.

Onorevole, che cosa ne pensa delle parole di Giusi Bartolozzi sulla magistratura definita come ‘plotoni d’esecuzione’?

“Sono parole eversive e violente, ulteriormente gravi perché pronunciare dalla capo di gabinetto proprio del ministero della Giustizia e, peraltro, da una appartenente alla magistratura. Il ministro Nordio non può in alcun modo ridimensionare o rettificare queste parole gravissime, deve immediatamente invitare Bartolozzi a lasciare il suo incarico o deve essere lui a revocarle l’incarico. Bisogna però dare atto a Giusi Bartolozzi del fatto che le sue sono parole sincere, autentiche. Così come lo erano quelle di Nordio quando disse che la riforma converrebbe a chiunque vada al governo e serve a far riacquistare alla politica il suo primato sulla magistratura.

Mentre Meloni suda sette camicie per provare a imbrogliare i cittadini, loro confessano candidamente che la riforma serve al centrodestra per consumare una vendetta contro la magistratura, per liberarsi dell’ostacolo dei giudici che impongono a tutti, anche a chi governa, il rispetto della legge. Gli autori di questa riforma sono ostili alla Costituzione perché è l’argine ai loro deliri di onnipotenza e sono ostili alla magistratura che è garante della applicazione delle norme nazionali, europee e internazionali, cioè tutte le fonti sovraordinate rispetto alle norme che può emanare il Governo. In questo senso vanno interpretate le continue invettive della premier Meloni contro una magistratura che – a suo dire – remerebbe contro le scelte del Governo”.

Che cosa dovrebbero votare gli italiani secondo lei, e perché?

“La posta in gioco al referendum è quella che ho appena esposto: abbiamo un Governo che, solo perché i partiti che lo sostengono hanno vinto le elezioni, peraltro rappresentando una minoranza del popolo italiano, crede di poter stare al di sopra di tutto e di tutti, al di sopra della Costituzione, al di sopra delle norme europee, al di sopra dei Trattati internazionali.

L’ultimo argine ad un potere altrimenti incontrollato è mantenere una magistratura libera, indipendente, fedele alla sola Costituzione. Per questo bisogna votare No, spazzare via una riforma pensata per abbattere la magistratura, e metterci al lavoro per risolvere i problemi veri della magistratura e della giustizia di tutti i tribunali italiani”.

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