E’ praticamente fatta. Probabilmente già nella giornata di oggi, secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it, arriveranno le dimissioni di Matteo Renzi da segretario del Partito Democratico. L’ex premier starebbe prendendosi qualche ora di tempo soltanto per definire con i big del Nazareno come gestire i prossimi passaggi. Quasi certamente la soluzione sarà quella del traghettatore modello Franceschini o Epifani.
Il 20% – spiegano fonti dem – era la linea sotto la quale Renzi non poteva, e non può, accettare di restare segretario. Non solo, lo stesso segretario aveva sempre detto in campagna elettorale che il Pd sarebbe stata la prima forza parlamentare e invece, numeri alla mano, i dem sono addirittura il terzo gruppo alla Camera e al Senato, superati perfino dalla Lega di Matteo Salvini.
L’analisi che viene fatta al Nazareno, però, non vuole addossare tutte le responsabilità su Renzi, che comunque essendo il capitano paga per tutti. “Qui siamo di fronte ad una crisi della sinistra europea e mondiale, dopo l’elezione di Trump e il tracollo dei socialdemocratici in Germania e dei socialisti in Francia”, spiega un parlamentare dem rieletto. “Ed evidentemente non abbiamo capito quanto accaduto non solo in Italia”.
Trovare il successore di Renzi sarà però un compito difficilissimo visto che Marco Minniti e Dario Franceschini sono out avendo clamorosamente perso nei loro collegi uninominali. Anche l’ipotesi Gentiloni non è quanto praticabile perché il flop elettorale è imputabile in parte al governo al carica.
Su una cosa al Nazareno non hanno dubbi, al di là degli appelli del Governatore pugliese Michele Emiliano. “Abbiamo governato sei anni e questi sono i risultati. E’ giusto che andiamo all’opposizione. Per il governo tocca ai 5 Stelle e al Centrodestra, Lega in testa, certo non a noi”, scandisce la fonte dem.
