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Politica
Elezioni regionali, verso il 5 a 2. Renzi perde la Liguria


Elezioni regionali 2015: mentre si continuano scrutinare le schede, le percentuali ballano e in taluni casi si ribaltano. Secondo le proiezioni dell'Istituto Piepoli la Campania potrebbe tornare nelle mani del Pd ma un testa a testa al cardiopalma consegna un risultato in continuo divenire. Il Veneto rimane ben saldo nelle mani della Lega mentre in Umbria si riconferma il Pd dopo che sembrava potesse farcela a sorpresa il Centrodestra. Nel complesso, in un riepilogo nazionale non definitivo, il Partito Democratico avrebbe il 23,7% dei voti, al secondo posto si piazzerebbe il M5S col 18,4%, poi - come terzo - la Lega Nord (12,5) che supera così Forza Italia (10,7) e che potrebbe consentire a Matteo Salvini di chiedere a Silvio Berlusconi la guida del nuovo centrodestra. In coda Fratelli d'Italia col 3,9 per cento.
 
In Campania, dunque, il candidato del Pd, Vincenzo De Luca, con le proiezioni sarebbe in vantaggio col 39,1% delle preferenze contro il 37,2% di Stefano Caldoro, governatore uscente in quota centrodestra. Al terzo posto, Valeria Ciarambino (M5S) col 20,1 per cento. Ma lo scrutinio reale delle schede è lentissimo e l'ex sindaco di Salerno, 'impresentabile' secondo la lista nera stilata dalla commissione Antimafia, non può ancora cantare vittoria.
 
In Liguria il testa a testa iniziale tra Raffaella Paita (centrosinistra) e Giovanni Toti (centrodestra), finisce col Pd che cede la Regione a Forza Italia. Alice Salvatore del Movimento 5 Stelle si gioca il secondo posto col 21,9 per cento delle preferenze. Va detto, inoltre, che se si considerano i singoli partiti e non le coalizioni - e se le percentuali saranno confermate - proprio in Liguria il Movimento guidato da Beppe Grillo sarebbe il primo partito sul territorio col 24,9 per cento (21,4% al solo Pd). Un primo posto, in solitaria, che varrebbe anche in Puglia e Campania. Ancora in Liguria (ma anche in Umbria e Toscana), la Lega supera di gran lunga le preferenze di Fi.
 
In Toscana il governatore uscente Enrico Rossi (Pd) avrebbe superato il 40% necessario ad assicurarsi la vittoria al primo turno e si attesterebbe a quota 45 per cento. Al secondo posto Claudio Borghi, candidato della Lega Nord e di Fratelli d'Italia (21,3 per cento) davanti ai grillini e Forza Italia sotto il 10 per cento.
 
In Umbria il centrosinistra riconferma la presidente uscente dem, Catiuscia Marini, mentre nelle primissime proiezioni sembrava davanti lo sfidante di centrodestra Claudio Ricci.
 
In Veneto, il presidente uscente Luca Zaia (Carroccio) è in forte vantaggio col 47 per cento. Molto distanziata la candidata del Pd Alessandra Moretti (23%): un flop per il partito di Matteo Renzi. Al terzo posto Flavio Tosi, ex Lega, col 13 per cento. Male qui il M5S.
 
In Puglia, Michele Emiliano (Pd) si attesta al 44% seguito dalla candidata grillina Antonella Laricchia (21%), Francesco Schittulli (fittiani, FdI e moderati di Area Popolare) al 20,1%, Adriana Poli Bortone (Fi e Noi con Salvini) al 12,7 per cento. Emiliano, che sulla riforma della scuola di Renzi non ha lesinato critiche, ha poi annunciato che intende nominare Laricchia assessore . "Io lo farò - ha detto - vediamo se lei accetterà".
 
Nelle Marche, sarebbe il candidato del centrosinistra Luca Ceriscioli a incassare il 38,9% delle preferenze. Al secondo posto Gianni Maggi (M5S) col 23,3% seguito da Francesco Acquaroli (Fdi-Lega) col 19% e soltanto al quarto posto Gian Mario Spacca, governatore uscente, eletto nel 2010 col Partito democratico e oggi di nuovo in corsa per il suo terzo mandato con l'appoggio di Forza Italia. A lui appena il 13% dei voti.

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