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Famiglia nel bosco, Roccella contro l’allontanamento: “Va sospeso. Separare i bambini dai genitori è una misura estrema”

La ministra Roccella chiede di sospendere l’allontanamento dei figli nel caso della famiglia nel bosco. Separare i bambini dai genitori è una misura estrema

Famiglia nel bosco, Roccella contro l’allontanamento: “Va sospeso. Separare i bambini dai genitori è una misura estrema”
Ministro roccella

Per la ministra prima di dividere i figli dai genitori serviva una valutazione sugli effetti del provvedimento e non una decisione immediata

La ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità Eugenia Maria Roccella interviene sul caso della famiglia nel bosco e chiede di sospendere il provvedimento che dispone la separazione di Catherine Trevallion dai suoi tre figli.

In un’intervista a La Verità, la ministra si associa alla posizione espressa dalla Garante per l’infanzia. ”Io non posso che associarmi a questa richiesta della Garante: la richiesta di sospendere questo provvedimento e di un approfondimento sugli effetti che potrebbe avere sui bambini. Mi sembra veramente un passaggio di buon senso educativo, di tutela minima nei confronti di questi bambini. Non credo che questo offenda la magistratura o il tribunale. Non mi sembra che quella di una sospensione, nell’ottica della tutela del migliore interesse del minore, sia una richiesta offensiva o strabiliante”.

Roccella contesta soprattutto il metodo seguito nel caso esaminato dal Tribunale dei minori dell’Aquila. ”In questo caso c’è stata una mossa radicale che, per altro, interviene su una situazione in cui già c’è stata una separazione e sicuramente ci sono stati traumi – sottolinea – Parliamo di un’ulteriore separazione dei bambini, anche dalla struttura in cui sono stati in questi mesi. Sembra davvero che in questo caso non si abbia come stella polare il migliore interesse dei minori. A mio parere, prima si dovrebbe accertare quali potrebbero effettivamente essere le ricadute di un atto su questa famiglia e poi, eventualmente, si dovrebbe decidere quale misura prendere. Non mi sembra un percorso accettabile quello di prendere prima i provvedimenti e poi, successivamente, verificare quali siano le ricadute” .

La ministra è tornata sulla vicenda anche a Sky Tg24, ribadendo la sua contrarietà a una misura così incisiva. Separare i genitori dai figli è davvero una misura estrema”. Poi ha aggiunto: “Quello che ha chiesto la Garante per l’infanzia – ha aggiunto – è davvero il minimo sindacale: prima di separare i bambini dai genitori bisognava fare una valutazione e non dopo”.

Nel secondo passaggio dell’intervento televisivo, Roccella insiste sul peso umano e istituzionale di una decisione di questo tipo. “Separare i bambini dai genitori – ha aggiunto Roccella – è una decisione molto pesante. L’idea di essere trasportati in una condizione del tutto diversa, tra l’altro, anche dal proprio stile di vita è già abbastanza traumatico. Ma la separazione dai genitori è davvero una decisione molto forte da parte dello Stato”.

La ministra indica anche in quali casi, a suo giudizio, uno strappo del genere può essere giustificato. “Io penso che si separano i bambini dai genitori – ha sottolineato – in condizioni di rischio. Rischio veramente forte, di rischio per la vita, di rischio di abusi”.

Per questo, conclude, servono soluzioni meno traumatiche e meno drastiche. “Credo che ci siano strumenti meno brutali di intervento e che la separazione dai genitori, che è traumatica, deve essere – ha concluso – l’ultima spiaggia, non la prima”.

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