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Politica
Festival del Lavoro, Meloni: "Aiuti agli autonomi". Salvini: "Meno burocrazia"
Matteo Salvini - Giorgia Meloni (Lapresse)

L’Italia è uno dei Paesi con il più alto tasso di disoccupazione e l’anno della pandemia non ha certo aiutato a sanare questa grande “ferita”. Secondo la ricerca della Fondazione studi dei Consulenti del lavoro, presentata in occasione del Festival del Lavoro 2021, nei prossimi mesi “circa un milione di occupati, tra dipendenti e autonomi, è convinto di perdere il lavoro”. In modo particolare si parla di 620.000 contrattualizzati e quasi 400.000 indipendenti. A questi si aggiungono poi 1,8 milioni di persone che attualmente non lavorano, poiché in cassa integrazione o con le attività chiuse. 

Nel corso dell’evento è intervenuta Giorgia Meloni, Presidente di Fratelli d’Italia, che ha parlato della necessità di sanare al più presto il gap delle diseguaglianze e rimodellare quanto prima la scelta dei percorsi accademici, iniziando da una riforma culturale. “Il tema delle diseguaglianze è una questione che Fratelli d’Italia ha posto sul tavolo già prima della pandemia. Da molto prima abbiamo segnalato che il Paese di fatto non difende i lavoratori, o meglio difende solo quelli già tutelati”, ha dichiarato Giorgia Meloni.

“Gli autonomi sono esclusi da qualsiasi diritto. Chi durante il Covid ha potuto vivere grazie ai sussidi ha retto il colpo (in parte), ma i liberi professionisti no. Fratelli d’Italia già dal decreto “Cura Italia” ha proposto un sistema di ammortizzatori sociali sia per gli autonomi che per i professionisti calcolato sugli stessi parametri della cassa integrazione”, continua Meloni. “Non è più consentito fare finta di niente. Nel Recovery c’è l’intenzione di allargare la platea, vedremo come avverrà. Se vogliamo difendere il mondo del lavoro, non abbiamo soldi da perdere”, ha detto Giorgia Meloni. 

Mentre sulle politiche attive, sulla formazione e sulle “skillsmatch”, per il Presidente di Fratelli d’Italia il Paese è molto indietro. “Se è vero come è vero che c’è un’intenzione, come diceva il ministro Gelmini, di una riforma degli istituti tecnici, serve innanzitutto una battaglia culturale. Da ormai troppo tempo è stato spiegato ai giovani che se avessero scelto il liceo avrebbero avuto un futuro brillante, ma non è così. La riforma dei nostri percorsi accademici deve passare anche da una minore demagogia delle materie”, afferma Giorgia Meloni. Infine, sul reddito di cittadinanza “non è un incentivo al lavoro”, ha concluso la leader di Fratelli d'Italia. 

Nel corso del Festival è intervenuto anche Matteo Salvini, segretario nazionale della Lega, che ha fatto il punto sul piano di Recovery, definito come “un’occasione unica ed epocale” da non perdere, sulla necessità di smaltire la burocrazia di appalti e burocrazia e la tutela, in epoca “post-bellica”, di quota 100

“Ieri sono intervenuto in aula per passare dalle parole ai fatti: bisogna cambiare la normativa sugli appalti, seguendo l’esempio di quella europea, sicuramente più snella. Chi sostiene che non ci sono limiti vive su Marte. Il modello Genova ha permesso la costruzione del Ponte in tempi record, a mio avviso, se applicato alle grandi opere garantirebbe il successo”, ha dichiarato il leader della Lega Matteo Salvini.

“Il Recovery Plan con cui abbiamo lavorato con orgoglio, modificando la bozza, ha bisogno di meno burocrazia e lentezza, e più efficienza. Per mettere in circolo 200 miliardi di fondi bisogna riformare la normativa degli appalti insieme alla giustizia, oppure non si va da nessuna parte. Speriamo che anche l’opposizione segua il nostro ragionamento: privato non vuol dire corruzione. Più tempo ci mettiamo a realizzare un’opera, più è facile che si inseriscano i malintenzionati”, ha sottolineato il leader della Lega. 

Su quota 100 invece “in questo periodo post-bellico tagliare i diritti a lavoratori e pensionati penso sia fuori discussione. L’Europa pre-Covid chiedeva la cancellazione di quota 100, l0italia post-Covid deve tutelare la possibilità di scegliere”, ha precisato Salvini. “Quota 100 non è un obbligo ma un’opzione: è la possibilità di andare in pensione al 62esimo anno di età con 38 anni di contribuiti”, ha continuato Matteo Salvini. “Il mio obiettivo è quota 41. Penso che chiunque abbia la possibilità di scegliere cosa fare della propria vita. Le pensioni sono fondamentali”, ha dichiarato il leader della Lega Matteo Salvini. 

Infine, sull’incentivo dei percorsi scolastici più tecnici il leader della Lega ha affermato: “Se non fai il liceo, sei uno studente di serie b, è una frase che va sorpassata. L’Italia senza libere professioni e imprese non sarebbe il paese che è”. Per concludere, alla domanda se l’alleanza di Centro destra si confermerà alle prossime amministrative, Salvini ha risposto con un “ovviamente sì”. 

Tra gli ospiti anche Renato Brunetta, Ministro per la Pubblica Amministrazione, che ha fatto il punto sulla svolta digitale del mondo del lavoro. "Per la Pubblica Amministrazione la cosa rilevante riguarda i concorsi: siamo passati dalla burocrazia ottocentesca ai bandi digitali. In questo modo riduciamo i tempi, passando dai quattro cinque anni ai tre mesi”, ha affermato Renato Brunetta. “Entro l’anno riusciremo a stoccare tutti concorsi bloccati dalla pandemia, in questo modo riusciremo a portare alla normalità il sistema”, afferma Brunetta. "La semplificazione credo sia il primo approccio per la Pubblica Amministrazione", ha concluso il Ministro. 

Antonio Tajani, Vicepresidente e coordinatore di Forza Italia, nel suo intervento ha fatto il punto sulle riforme necessarie per la ripartenza del Paese. "Riformare il mondo del lavoro, che in questo anno ha perso un milione di posti, è la prima cosa da fare. E questo come? Trovando un modalità per creare nuovi impieghi. A mio avviso la politica si deve occupare di questo”, ha affermato Tajani. “Io insisto su chi intraprende perché chi fa ciò crea lavoro: bisogna agevolare quindi l’accesso al credito e ridurre la pressione fiscale”, ha dichiarato il Vicepresidente di Forza Italia. “Serve una politica industriale competitiva, ma anche a misura d’uomo e d’ambiente. Tutto parte dall'impresa, dobbiamo lavorare su quello", ha ultimato Antonio Tajani. 

Infine, è arrivato il contributo di Carlo Cottarelli, economista e autore del libro “All’inferno e ritorno: per la nostra rinascita sociale ed economica”, che ha fatto il punto sul grosso "se" rappresentato dalla ripresa economica legata alla campagna vaccinale. "Io credo che il rimbalzo possa essere abbastanza rapido, per quanto riguarda i beni", ha affermato Cottarelli. "Ciò che ora stenta a decollare è il turismo, settore basato sullo spostamento delle persone, perchè ancora pesa il problema sanitario", ha sottolineato l'economista.  "Entro la fine di questo anno sono sicuro che torneremo  ai livelli del 2019", ha concluso Cottarelli. 

 

 

 

 

 

 

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