Flotilla, attivisti rilasciati da Israele e arrivati in Italia
Dopo tanta attesa, finalmente l’arrivo a Fiumicino. Parlano di torture subite, sia fisiche che psicologiche e di aver vissuto per 48 ore in un campo di concentramento. Sono i racconti degli attivisti della Sumud Flotilla arrivati a Roma. “A chi hanno rotto costole, a chi hanno molestato sessualmente ma è stata anche una tortura psicologica. Per andare al porto mi hanno chiuso in una gabbia di ferro di un metro, dove non si vedeva nulla e fuori i cani che abbaiavano e graffiavano sul ferro”, è la testimonianza di Antonella Mundu, toscana. “Se prima eravamo tornati umiliati ma sostanzialmente integri, stavolta torniamo letteralmente con le ossa rotte”, è invece il laconico commento di Luca Poggi, di 28 anni. “Mi hanno buttato a terra, riempito di botte in quattro, mi mettevano fascette sulle mani stringendole e poi le staccavano via tirandole. Ma ancora, cercavano di farmi uscire la spalla, oppure mi prendevano per i capelli e mi alzavano su tipo trofeo”, sono invece le descrizioni di Marco Montenovi, 43enne di Ancona. Attorno a loro un centinaio tra simpatizzanti, amici e parenti, che con slogan e applausi li hanno accolti per il rientro a casa.
Ricci (Pd): “Meloni in imbarazzo su Israele, metta finalmente le sanzioni”
Nethanyau è un criminale di guerra e il governo Meloni è in imbarazzo: metta finalmente le sanzioni a Israele”. Così l’europarlamentare del Pd, Matteo Ricci. “Quello che è successo agli italiani della Flotilla succede in maniera ancora più grave tutti i giorni al popolo palestinese. È ora di dire basta. – ha aggiunto – Il governo italiano non ha riconosciuto lo Stato palestinese come hanno fatto altri governi europei, ha partecipato come osservatore al Board of Peace di Trump e Netanyahu che in realtà è un Board of business dove vogliono solo spartirsi la Palestina, e oggi si limita a mettere le sanzioni a un singolo ministro israeliano: sta diventando una cosa quasi ridicola. O si mettono le sanzioni all’intero governo israeliano e si interrompono i rapporti commerciali, o si continua a condividere una politica scelerata, che ha portato anche alla guerra in Iran che pagano famiglie, industrie e cittadini europei a caro prezzo con la benzina alle stelle e non solo. Il governo non può continuare a difendere l’indifendibile portando avanti una mera politica retorica del non condivido ma non condanno”.
Flotilla, Fratoianni: “Il governo deve sanzionare Israele”
“Adesso siamo seri: il governo italiano per per la prima volta ho usato parole che non aveva mai usato contro il governo di Tel Aviv e io dico meno male non è mai troppo tardi. Ma dopo il meno male e il finalmente c’è un altro passo necessario perché le parole non siano solo un esercizio retorico ed ipocrita e cioè atti concreti”. Lo afferma Nicola Fratoianni di Avs dai microfoni de La7 nel corso di Omnibus. “L’idea di sanzionare solo Ben Givr – prosegue il leader rossoverde -indica il fondamento dell’errore: perché Ben Givr non è un’eccezione, non è un errore del sistema. È lo stesso ragionamento che fa il governo Meloni quando dice “sanzioniamo i coloni violenti in CisGiordania”, ma i coloni possono essere violenti o meno violenti ma sono tutti illegali, perché sono autori di un’occupazione illegale, che peraltro il governo Netanyahu sta alimentando, sostenendo e persino autorizzando ulteriori colonie. Allora il punto è che il governo Meloni deve sanzionare Israele, il governo israeliano tutto. Bisogna prendere atto – conclude Fratoianni – che Israele in questo momento e il suo governo si comportano come uno Stato terrorista. E bisogna immaginare una reazione della comunità internazionale che assomigli a quella che per anni ha circondato il Sudafrica dell’apartheid”.

