Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Politica » Gay Pride, la replica di Colamarino: “Io ‘fascista rosso’? Pascale fa da megafono alla destra, non è la benvenuta”

Gay Pride, la replica di Colamarino: “Io ‘fascista rosso’? Pascale fa da megafono alla destra, non è la benvenuta”

A distanza di poche ore dalle dichiarazioni rilasciate da Francesca Pascale, arriva la replica del fondatore del Presidente del Circolo Mario Mieli. Le sue parole ad Affaritaliani

Gay Pride, la replica di Colamarino: “Io ‘fascista rosso’? Pascale fa da megafono alla destra, non è la benvenuta”

Roma Pride, Mario Colamarino rincara la dose: “Francesca Pascale sostiene posizioni incompatibili con le nostre istanze, ecco perché non è stata invitata”

Infiamma la polemica sul Roma Pride, in programma nella Capitale il prossimo 20 giugno. Ad accenderla sono state le dichiarazioni rilasciate sul Corriere da Mario Colamarino, Presidente del Circolo Mario Mieli, che durante la presentazione della manifestazione ha comunicato il mancato invito a Francesca Pascale. Netta la replica della fondatrice dei Gay Conservatori Liberali, che ha accusato Colamarino di essere un “fascista rosso”. A farle eco Vladimir Luxuria e il Presidente dell’Associazione Morris Battistini. A distanza di qualche ora arriva però anche la replica di Colamarino.

LEGGI ANCHE: Francesca Pascale: “Io esclusa dal Gay Pride perché di destra? Tanto ci vado lo stesso. Colamarino un fascista rosso”

“Durante la conferenza stampa del Roma Pride 2025 qualche giorno fa, una giornalista mi ha chiesto se tra gli ospiti della Pride Croisette, il festival culturale organizzato dal Circolo di Cultura Omosessuale ‘Mario Mieli’, ormai giunto alla sua decima edizione, ci sarebbe stata anche quest’anno Francesca Pascale. Ho risposto di no. Non per ragioni personali, ma perché rispetto allo scorso anno, quando era stata nostra ospite, intervistata da Alessio Marzilli, il quadro politico è cambiato: Pascale ha fondato un movimento di ‘gay conservatori e liberali’ che, di fatto, si colloca dentro un perimetro politico di destra e sostiene alcune posizioni incompatibili con molte delle istanze contenute nel nostro documento politico di quest’anno”, sottolinea Colamarino ad Affaritaliani.

“I ‘gay conservatori e liberali’ possono chiamarmi ‘fascista rosso‘ — definizione che, oltre a tutto, è anche storicamente assurda — quanto vogliono. Ma il punto resta: chi oggi sceglie di fare da megafono alla destra di governo — una destra che quotidianamente ci attacca, ci discrimina e prova a cancellare le nostre esistenze e i nostri diritti — non può aspettarsi automaticamente che gli stendiamo il tappeto rosso”, prosegue. Poi l’affondo finale: “Ho sentito che andranno al Pride di Tel Aviv: gli auguro buon viaggio. Ma facciano attenzione al ministro Itamar Ben-Gvir“.

LEGGI LE NEWS DI POLITICA