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Politica
Caso Gentile, il sottosegretario: "Contro di me solo fango"

"La macchina del fango partita dalla mia regione ha contaminato anche i grandi giornali. Credo alla loro buonafede e per questo, ritengo doveroso fare chiarezza sulle ingiuste e infamanti accuse di cui sono vittima da 10 giorni. Sono trasparente e con me lo e' la mia famiglia". Lo afferma in una nota il sottosegretario alle Infrastrutture, Antonio Gentile, intervenendo sulla vicenda delle pressioni che sarebbero state fatte nei confronti de "L'ora della Calabria" per non pubblicare la notizia di una indagine che riguarderebbe il figlio del senatore.

"Mio figlio, che e' un brillante penalista - aggiunge il senatore del Nuovo centro destra - e' stato messo alla gogna sulla base di un niente e io, addirittura, sono stato accusato di avere bloccato l'uscita di un quotidiano che non leggo e che e' espressione della corruttela piu' truce. Non ho mai chiesto a nessuno di bloccare notizie su presunte indagini che riguarderebbero mio figlio e di cui lo stesso non e' a conoscenza". A dimostrazione delle sue tesi, Gentile aggiunge: "Querelando, ho sottolineato la mia totale estraneita' alla vicenda della mancata uscita della velina su mio figlio che, peraltro, era gia' stata ampiamente pubblicata lo stesso giorno dall'Ora di Calabria che poi oscuro' (!) incredibilmente la pagina come io ho riportato nella querela medesima. Inoltre, la stessa notizia figurava su Il Corriere della Calabria (corrieredellacalabria.it) che e' un settimanale cartaceo con edizione online, con evidenza massima. Occorre poi sottolineare che la notizia (calunniosa) del coinvolgimento di mio figlio a un'inchiesta e' stata riportata su Gazzetta del Sud del 19 febbraio (con locandine annesse) che e', come noto, il giornale storico della Calabria e quello piu' letto e diffuso. Tale notizia compariva sia nella prima pagine che in quelle regionali". Il senatore Gentile afferma ancora: "Il quotidiano L'ora di Calabria, prima Calabria Ora e poi testato da Paese Sera, e' fallito due volte. Il suo editore, Piero Citrigno, e' un signore condannato a 4 anni e 8 mesi di reclusione per usura, condanna che sta scontando ai domiciliari, e' indagato per altri presunti gravissimi fatti di speculazione, per estorsione ed e' oggetto di una confisca di 100 milioni di euro da parte della DDA che ha riguardato anche i beni di suo figlio Alfredo, attuale editore de L'Ora di Calabria. Con questi personaggi - prosegue - non ho rapporti, come testimoniano le pagine intrise di veleno delle testate che lo pseudoeditore accompagna al fallimento e che chiunque puo' consultare nelle biblioteche". Sono almeno cinque anni che sono oggetto delle sue intimidazioni, da quando trascinai il centrodestra alla vittoria di Scopelliti. Anche in questo caso ho prodotto querele che hanno determinato rinvii a giudizio per diffamazioni varie che i giornali, purtroppo, non riportano". "Questo 'signore', lo sappiano i direttori dei grandi quotidiani, la Fnsi, l'Ordine e l'Inpgi - rincara il sottosegretario - e' stato rinviato a giudizio per violenza privata nei confronti del povero Alessandro Bozzo, un giornalista che si e' tolto la vita dopo che lo stesso Citrigno lo aveva obbligato, secondo la Procura della Repubblica di Cosenza, a firmare un contratto capestro di 800 euro mensili, nonostante fosse redattore ordinario. I giornalisti che lavorano con Luciano Regolo percepiscono 5-600 euro mensili , i loro contributi non vengono pagati, il loro futuro e' purtroppo opacizzato". "Sono questi i miei detrattori. Gli stessi - dichiara Gentile - che rappresenterebbero la liberta' di stampa addirittura per il Corriere, per Repubblica, per il Sole 24 ore, per il Giornale, per un quotidiano diretto dal figlio di un eroe, ucciso barbaramente da chi, sulle colonne di Repubblica, si erge ad intellettuale nonostante sia stato condannato a 22 anni di carcere".

Galan, Gentile? Un errore che non stupisce - "Chi cercava silenzio, si ritrova in mezzo alle grida. La nomina del sottosegretario Gentile e' un errore per il Governo Renzi. Ma, considerato chi gli avra' imposto questo nome, non mi stupisce affatto". Lo dichiara in una nota Giancarlo Galan (FI)

Cicchitto, non capiamo le ragioni di attacchi a Gentile - "Non capiamo le ragioni degli attacchi al senatore Gentile che e' coinvolto in una vicenda chiaramente determinata da scontri politici e personali di carattere locale". Lo dichiara, in una nota, Fabrizio Cicchitto. Per l'esponente del Nuovo centrodestra, "nel merito, non c'e' alcuna prova che il senatore Gentile abbia ispirato l'intervento dell'editore sul direttore del giornale. E tantomeno c'e' neanche lontanamente la prova che il senatore Gentile sia intervenuto per bloccare la tipografia", osserva. "Il senatore Gentile nel merito ha fatto una querela e offre una ricostruzione dei fatti di segno totalmente opposto dalla quale non risulta in alcun modo che egli abbia direttamente o indirettamente leso la liberta' di stampa - prosegue Cicchitto - contro di lui c'e' quindi uno scatenamento immotivato del tutto pretestuoso, determinato solamente da speculazioni di basso conio". "Se un sottosegretario si dovesse dimettere con queste motivazioni significa che viviamo nel mondo dell'arbitrio. Aggiungiamo anche che e' stupefacente che simili prediche vengano da ambienti politici che da questo punto di vista ricordano molto da vicino la parabola della trave nel proprio occhio e della pagliuzza nell'occhio altrui", osserva ancora il parlamentare. "E' singolare quindi che, come sempre avviene, il fuoco venga indirizzato in una sola direzione quando, se si dovessero seguire criteri di tipo giustizialista, ci sarebbero argomenti oggettivi in altre: ma questo sia chiaro non e' la nostra posizione", conclude.

Santanche' (FI), Cicchitto difende l'indifendibile - "Vorrei ricordare all'amico Cicchitto - che ha peraltro anche scritto un libro su l'uso politico della giustizia - che vent'anni di persecuzione giudiziaria ai danni di Berlusconi sono sotto gli occhi di tutti". Lo sottolinea in una nota Daniela Santanche' (FI). "Pertanto non gli fa onore mettere sullo stesso piano la vicenda Berlusconi - tutta politica - col caso Gentile - molto 'singolo' e molto locale", osserva e parla di tentativo di difendere l'indifendibile.

Bindi, Renzi e Alfano revochino subito nomina Gentile - La nomina del sottosegretario Antonio Gentile "deve vedere da subito un impegno da parte del presidente del Consiglio nel revocarla e direi anche dal ministro dell'Interno". Lo ha detto la presidente della commissione Antimafia Rosy Bindi (Pd) ospite di Maria Latella su Sky Tg 24. E ha aggiunto: "Possono dare prova di avere a cuore gli interessi del Paese piuttosto che quelli del proprio partito". Per Bindi il neo-sottosegretario per le Infrastrutture e i Trasporti "non puo' restare al suo posto" perche' "quella telefonata e' inquietante", ha osservato riferendosi all'intervento che il senatore di Ndc avrebbe fatto per impedire l'uscita di un articolo sull''Ora di Calabria' riguardo a un'inchiesta che coinvolgeva il figlio.

Sacconi su 'caso Gentile',uscire da trappole pregiudizio - "Il 'non caso' Gentile nasce dai soliti noti che per vent'anni hanno viziato la democrazia italiana con l'uso sistematico del pregiudizio e del sospetto nei confronti dell'avversario politico di turno". Lo afferma Maurizo Sacconi, presidente dei senatori del Nuovo Centrodestra in una nota, e spiega: "Oggi dobbiamo confidare di essere in grado di isolare queste forme improprie di condizionamento della vita democratica per affermare almeno le piu' elementari regole dello Stato di diritto e della tutela della dignita' della persona da ogni indimostrata maldicenza, con conseguente giudizio sommario". Insiste Sacconi: "Troppe volte abbiamo assistito al prodursi di danni certi, immediati e irreversibili a persone riconosciute poi totalmente estranee ai fatti. Questo e' un elemento non secondario della discontinuita' cui e' chiamata oggi la politica tutta se vuole essere base costituente di una nuova stagione istituzionale, di un nuovo umanesimo politico fondato sul rispetto e sulla ricerca della verita' nelle piccole come nelle grandi cose".

Schifani, non accettiamo patenti indegnita' su Gentile - "Sul sottosegretario Gentile non abbiamo intenzione di accettare patenti di indegnita' o di prestare il fianco a polemiche infondate". Lo dichiara il presidente di Nuovo Centrodestra, Renato Schifani, secondo cui "e' in atto un'operazione mediatica e politica violenta, palesemente fondata sul nulla, e rispetto alla quale il Nuovo Centrodestra non si fara' influenzare". "Un'operazione - aggiunge - che, e' giusto ricordare, nasce da Il Giornale, a dimostrazione che noi siamo considerati i veri nemici di Silvio Berlusconi e non paradossalmente il Partito Democratico, che su questa vicenda cerca di scaricare i suoi malesseri interni". Schifani invita "gli attuali detrattori del senatore Gentile a prendere visione dell'articolatissima querela che lui stesso ha tempestivamente presentato per denunciare i protagonisti di questa grande macchinazione". "Nessuno - fa notare puo' mettere in dubbio la trasparenza e la storia di Gentile, come dimostra il suo excursus politico con ruoli di prestigio quali la partecipazione alla Commissione Antimafia, al governo e fino a ieri all'Ufficio di presidenza del Senato. Gli italiani si aspettano che le forze di maggioranza si concentrino sulla ricerca di soluzioni immediate per uscire dall'emergenza economica e finanziaria del Paese, e non certo simili sterili dibattiti interni su chi abbia i titoli per far parte del governo, anche perche' in questo caso il dibattito dovrebbe essere molto piu' ampio e non riguardare certamente soltanto una singola persona".

Quagliariello (Ncd), su Gentile Pd stia ai fatti - "La polemica che si sta sviluppando intorno al presunto 'caso Gentile' denota superficialita' e inconsapevolezza della corsa a precipizio che di questo passo si sta compiendo verso la barbarie e l'asservimento della politica a operazioni di altra natura". Lo dichiara Gaetano Quagliariello, coordinatore nazionale del Nuovo Centrodestra. "Invito i colleghi del Pd - prosegue - a stare ai fatti. Al sottosegretario Gentile, senza che vi sia notizia di alcun suo coinvolgimento o interessamento, viene addebitata la mancata uscita in edicola di un quotidiano calabrese per impedire la divulgazione di una notizia riguardante suo figlio peraltro gia' riportata da altri organi di stampa locale". Secondo Quagliariello: "Vengono imputate a Gentile presunte pressioni sulla scorta di telefonate non riconducibili a lui e svoltesi invece tra terze persone in un contesto segnato da conflittualita', pendenze e situazioni molto pesanti dal punto di vista giudiziario. Questo e' il quadro, a fronte del quale il senatore Gentile ha presentato ampia querela contestando radicalmente la ricostruzione dei fatti, ha inviato tutta la documentazione al presidente Grasso e si e' detto disponibile a ogni tipo di chiarimento in ogni sede. In un Paese normale - afferma ancora Quagliariello -, esponenti di partito che sanno cosa sia la lotta politica e a quale livello possano spingersi le manovre e le provocazioni, ci penserebbero su non una ma cento volte e come minimo approfondirebbero gli elementi di fatto prima di intraprendere una crociata come quella a cui sembrano appassionarsi alcuni colleghi del Pd". Quagliariello rileva ancora: "In caso contrario, non solo si creerebbe un pericoloso precedente, ma nel momento nel quale (a mio avviso giustamente) si difende in nome del garantismo la presenza al governo di persone oggetto di indagini, si darebbe prova di un autentico strabismo non rispettoso neanche del lavoro della magistratura che peraltro, al momento, vede il senatore Gentile come querelante. Vorrei che a nessuno sfuggisse il pericolo che si corre avallando a occhi chiusi, e senza alcun approfondimento dei fatti, attacchi mediatici di questo tipo. Attenzione: rischiamo di compiere un ulteriore passo verso l'imbarbarimento della lotta politica, che d'ora in poi sarebbe esposta alla merce' di chiunque avesse la potenza di orchestrare mediaticamente un 'caso', a prescindere dal suo ancoraggio alla realta'. Questo e' l'invito che rivolgiamo al Pd. Lo facciamo sul caso Gentile - conclude il coordinatore Ncd - come lo avremmo fatto per chiunque altro, di qualsiasi parte, si fosse trovato in una situazione del genere".

Siddi (Fnsi), segnali contraddittori per liberta' stampa - "Le dichiarazioni del presidente Renzi sull'impegno a tutela dei giornalisti minacciati dalle mafie, autentici eroi civili, hanno una grande rilevanza ed e' un segnale importante. La composizione finale della sua squadra evidenzia tuttavia per la liberta' di stampa alcuni segnali contraddittori, e altri fonte di inquietudine sui quali sara' bene si faccia presto chiarezza al massimo livello". Ad affermarlo e' il segretario della Fnsi, Franco Siddi, in un editoriale sul sito di Articolo21. "Non si puo' infatti non evidenziare - premette Siddi - come, il riconfermato sottosegretario alla giustizia Ferri sia autore di decine di querele contro giornali e giornalisti e che l'altro sottosegretario Costa sia stato spesso protagonista in parlamento di proposte di legge restrittive sul diritto di cronaca". "Tutto cio' e' poco rassicurante per il ruolo di garanzia richiesto - prosegue il segretario della Fnsi - a destare inquietudine e' invece la nomina del sottosegretario Gentile sul quale si allunga l'ombra di un'iniziativa dello stampatore de 'L'Ora di Calabria' per bloccare la pubblicazione di un servizio relativo al coinvolgimento, in un'inchiesta giudiziaria, su affari pubblici a carico del figlio. Spettera' alla magistratura acclarare se ci sia stato anche l'intervento diretto del senatore o se semplicemente si sia trattato di 'consigli' per non entrare in collisione con una figura del sistema politico e di potere calabrese". Per Siddi "in ogni caso la vicenda che ebbe come epilogo la mancata stampa di un numero del giornale a causa di un 'incidente' alle rotative era e rimane motivo di riflessione e di valutazione di opportunita' per quanti hanno responsabilita' al massimo livello nella vita istituzionale del Paese sulle condizioni di esercizio della libera stampa, nello specifico in Calabria. In tempi cosi' difficili far coincidere i buoni propositi con altrettante buone biografie delle persone incaricate di alte funzioni pubbliche sarebbe quantomai opportuno. Non appare, almeno politicamente, opportuno il contrario". "L'augurio - conclude il segretario Fnsi - e' che il governo, nel suo complesso, diradi le ombre e che da subito intanto, il nuovo sottosegretario all'Editoria Lotti e il viceministro alle Comunicazioni Giacomelli si facciano interpreti di un'azione rassicurante per il rilancio del settore e per la valorizzazione del servizio pubblico radiotelevisivo".

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