Politica
"Vannacci? A oggi vale il 2%. Metà voti dalla Lega, metà da FdI. E Meloni non può ignorarlo, ecco cosa rischia ora la premier"
Più che i numeri, il vero nodo sarà il suo impatto politico e la capacità di radicarsi nel dibattito e sul territorio nei prossimi mesi

Vannacci, per l'Istituto Piepoli vale il 2%. Gigliuto: "Voti da Lega e Fratelli d'Italia, una grande sfida per Giorgia Meloni"
Futuro Nazionale, la nuova creatura politica di Roberto Vannacci, muove i primi passi: le prime stime parlano già di un piccolo ma significativo seguito, mentre circolano diverse ipotesi sul suo potenziale elettorale. Se YouTrend pone la "lista Vannacci" al 4,2% in termini di intenzioni di voto - un risultato salutato con entusiasmo dal Generale, che sottolinea su Instagram "una partenza non male per un partito che ancora non è iscritto" -, l'Istituto Piepoli - pionere e innovatore nelle ricerche di marketing, con oltre 60 anni di attività - rivede la stima al ribasso.
"Il nostro sondaggio lo stima al 2%, un risultato ottenuto proprio nella settimana dell’annuncio", dice ad Affaritaliani Livio Gigliuto, Presidente dell'Istituto di ricerca. "In ogni caso, tutte le rilevazioni risultano credibili e assolutamente verosimili, anche se non identiche. Stiamo fotografando un fenomeno che ancora non ha ufficialità: l’opinione pubblica ne ha sentito parlare, ma è qualcosa di appena nato. È solo l’inizio e nelle prossime settimane capiremo le reali dimensioni del fenomeno", spiega Gigliuto.
Ma da dove proviene questo 2%? "Circa la metà, quindi l'1%, arriva dalla Lega. Deriva da quegli elettori del Carroccio che alle Europee hanno votato per il Partito sostenendo Vannacci e che ora viene 'trascinata' dal nuovo fenomeno. L’altra metà del consenso proviene invece da una quota marginale di elettori di Fratelli d’Italia, che potremmo definire 'delusi' dal profilo moderato che Meloni ha dato al partito", spiega il sondaggista. Voti che, però, FdI potrebbe facilmente recuperare prendendoli dal "consenso del centro, direzione verso la quale sembra si stia orientando". Inoltre, prospetta Gigliuto, "alcuni elettori di Forza Italia potrebbero spostarsi verso FdI, e la presenza di Vannacci potrebbe rappresentare un polo spostato ancora più a destra del partito di Giorgia Meloni, che potrebbe quindi essere percepito come più moderato".
Il significato politico dell'"operazione Vannacci"
Il vero tema, spiega Gigliuto, non è tanto l’impatto numerico dell’operazione Vannacci, quanto il suo significato politico. "Stime a parte, il punto centrale è un altro: quale impatto potrà avere, per la prima volta, un’opposizione di destra all’interno proprio del centrodestra? Nella storia recente, la coalizione ha sempre mostrato un fronte compatto e unito, e questo è stato il suo punto di forza, contrapposto alle divisioni più affini al Dna della sinistra", ci racconta Gigliuto.
Per la prima volta, invece, siamo di fronte a una dinamica diversa, che potrebbe avere conseguenze dirette sul Presidente del Consiglio: "Il rumore di fondo generato da questa nuova formazione potrebbe intaccare il racconto solido di Meloni. Questa vicenda rappresenta una sfida importantissima per la Premier, che dovrà gestirla senza compromettere il proprio racconto politico". Come lo farà? "Tenendo Vannacci fuori, inglobandolo, o costruendo un’opposizione di destra con cui dialogare? Tutto è ancora da capire e resta nelle mani di Meloni. Di certo, l'azione di Vannacci inciderà sul dibattito politico", spiega il Presidente dell'Istituto.
Il bacino potenziale
Nella stessa ricerca, Gigliuto ha intercettato il "bacino potenziale" del nuovo partito, che include quella fetta di persone che non escludono di poter votare in futuro il partito. "Emerge un dato interessante: questo bacino è del 6-7%, che è una percentuale molto alta, considerando che i partiti faticano generalmente a catturare una quota così ampia di pubblico", spiega il sondaggista.
Resta da capire quale direzione prenderà Vannacci: "Andrà verso la conquista di questo bacino, resterà sulla quota iniziale o si sgonfierà? Dipenderà dalla sua capacità di restare al centro del dibattito, e non solo oggi, ma anche tra otto mesi. Lì dovrà dare prova del suo talento comunicativo, ma anche della sua capacità di costruirsi". Del resto, un partito ha bisogno di sezioni locali, radicamento territoriale, consiglieri, presenza nelle regioni. "Strutturarsi è la sua grande sfida. Ha un anno, e non è moltissimo", conclude Gigliuto.
