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Guerra, sicurezza e il nodo di Hormuz: si chiude la missione nel Golfo di Meloni. La Premier sui social: “Unico obiettivo è difendere l’interesse nazionale”

Si è chiusa la missione nel Golfo di Giorgia Meloni, un viaggio breve ma ad alta intensità politica che la stessa presidente del Consiglio ha voluto spiegare direttamente in un video diffuso sui social

Guerra, sicurezza e il nodo di Hormuz: si chiude la missione nel Golfo di Meloni. La Premier sui social: “Unico obiettivo è difendere l’interesse nazionale”

Dalla guerra al nodo Hormuz: Meloni chiude la missione nel Golfo e rivendica “l’interesse nazionale”. Le tappe del viaggio

Si è conclusa negli Emirati Arabi Uniti la missione nel Golfo di Giorgia Meloni, un viaggio che la presidente del Consiglio ha raccontato direttamente in un video pubblicato sui social, spiegandone motivazioni e obiettivi. Proprio da Abu Dhabi, dove ha incontrato il presidente Mohammed bin Zayed Al Nahyan, Meloni ha tirato le fila della visita nella regione, ribadendo che la scelta di recarsi nel Golfo risponde a una linea precisa del governo: difendere l’interesse nazionale. Nel messaggio, la premier ha sottolineato come quell’area sia centrale non solo per la sicurezza internazionale, ma anche per il futuro economico dell’Italia. Non una visita simbolica, ma – nelle sue parole – un intervento concreto per “dare una mano” e difendere gli interessi italiani in una fase di forte instabilità internazionale.

Nel messaggio registrato al termine della missione, Meloni ha chiarito la linea che ha guidato l’intero tour: la tutela dell’interesse nazionale come bussola, sia sul piano interno che nelle relazioni internazionali. Da qui la scelta di recarsi personalmente nel Golfo, un’area che la premier considera decisiva non solo per gli equilibri geopolitici, ma anche per la sicurezza energetica ed economica dell’Italia. Il viaggio si è sviluppato in tre tappe – Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti – tutte accomunate da un duplice obiettivo: esprimere solidarietà a partner colpiti dalle tensioni con l’Iran e contribuire, al tempo stesso, alla gestione della crisi.

Le tappe del viaggio

La prima tappa a Gedda ha visto l’incontro con il principe ereditario Mohammed bin Salman. Al centro del confronto, oltre agli sviluppi del conflitto con l’Iran, anche il tema della stabilità regionale e degli approvvigionamenti energetici. In questo contesto, è emersa come prioritaria la necessità di garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, passaggio strategico per il commercio globale di energia.

A Doha, dove Meloni ha incontrato l’emiro Tamim bin Hamad Al Thani, il focus si è spostato anche sulla gestione delle conseguenze immediate della crisi. La premier ha ringraziato il Qatar per il supporto nell’evacuazione dei cittadini italiani e ha ribadito la disponibilità dell’Italia a contribuire alla riabilitazione delle infrastrutture energetiche, elemento cruciale per la stabilità dei mercati. Il confronto ha incluso anche temi più ampi, come la sicurezza alimentare, le infrastrutture critiche e la gestione dei flussi migratori.

Ultima tappa negli Emirati Arabi Uniti, con l’incontro con il presidente Mohammed bin Zayed Al Nahyan. Anche qui Meloni ha sottolineato la vicinanza italiana a un Paese considerato partner strategico, affrontando insieme le prospettive del conflitto e le condizioni per una possibile de-escalation. Ancora una volta, al centro del dialogo, la sicurezza delle rotte energetiche e il rafforzamento della cooperazione nei settori chiave di energia, difesa e sicurezza.

A rendere la missione ancora più significativa è stato anche il contesto: si è trattato della prima visita nella regione da parte di un leader di area UE, G20 e NATO dall’inizio della crisi, organizzata con il massimo riserbo per ragioni di sicurezza. Una scelta che evidenzia il tentativo dell’Italia di ritagliarsi un ruolo attivo in uno scenario sempre più complesso. Il viaggio nel Golfo si inserisce in una strategia ampia, volta a rafforzare il posizionamento internazionale dell’Italia intervenendo nei dossier più sensibili, a partire dall’energia e dalla sicurezza. Un viaggio quindi non solo diplomatico, ma strettamente legato alla sicurezza e alla tenuta economica dell’Italia, oltre che al rafforzamento dei rapporti con partner considerati strategici.

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