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Politica
Il non voto la scelta saggia e rivoluzionaria


Questo non vuol essere e non è un articolo-bilancio di due mesi ormai devastanti e terribili, segnati da un "omicidio colposo", a carico di tal Stefano Moro come disposto dal Pm della Procura di Roma, Roberto Felici, che ha spezzato la vita brillante di un medico 35enne, Riccardo Patrignani, all'ultimo anno della specializzazione in anestesia al Policlinico Umberto I di Roma.

Purtroppo è la perdurante deformazione professionale, ancora viva, di giornalista che prevale su tutto: essa, se pulita, impedisce sempre di non vedere e di non tacere quanto si muove e si è mosso attorno al campo visivo e uditivo, appunto un brutale e cruento evento, sia in positivo: la straordinaria partecipazione di tantissime belle persone e l'attenzione non scontata di molti media e sia in negativo: una versione assurda e inventata di uno scooter che sarebbe andato a sbattere, il 7 aprile scorso, contro un furgone a noleggio della Hertz, immessosi da una rampa laterale con tanto di stop non rispettato sul Muro Torto di Roma, da parte di chi dovrebbe tutelare e garantire sempre l'accertamento della verità dei fatti, nel caso specifico il corpo dei vigili urbani.

Una amara vicenda personale che non è restata rinchiusa nel privato ma, giorno dopo giorno, è diventata di dominio pubblico, è assurta a fatto culturale e politico, che per la forte spontaneità intrinseca, è assai indicativo: dice che è dal coinvolgimento, non richiesto, della gente su temi evidentemente molto sentiti, come l'accertamento della verità e la giusta giustizia, insomma dalle piccole cose, che si possono costruire e si costruiscono le grandi! Come dire, la dimensione personale e familiare di quanto accaduto del tutto imprevisto e imprevedibile, ha investito direttamente e coinvolto tantissime belle persone comuni nella richiesta della verità dei fatti e della conseguente giusta giustizia.

Di fronte a ciò, che senso ha, allora, discettare all'infinito di ricette economiche o di ideologie politiche, come anche di equità e giustizia sociale, se poi nel piccolo, nel quotidiano, vengono deliberatamente e quasi "diabolicamente" calpestati e negati i più elementari diritti alla verità, alla sicurezza e alla giustizia, da chi è preposto a garantirli e tutelarli? Che senso ha riempire pagine e pagine dei media o bombardare i telespettatori di talk show tanto urlati quanto sensazionali, senza che nè gli uni nè gli altri trasmettino quei contenuti attinenti la reale vita quotidiana delle persone?

E' tutto ciò - a costo cadere nell'antipolitica, indigesta Giorgio Napolitano e ai benpensanti del suo reame - il "teatrino (osceno) della politica" e dei suoi furbi servi - siano vassalli, valvassori o valvassini - che, per mestiere, lucrano prebende e priveligi! Si chiamino Matteo Renzi o Pippo Civati, Nichi Vendola o Maurizo Landini, Massimo D'Alema o Pierluigi Bersani - sugli altri meglio per dignità stendere un velo pietoso - ognuno ha un ruolo, una funzione, una parte precise da espletare e recitare sul palcoscenico del teatrino (osceno) della politica al fine di perpetuare l'inganno di una falsa contrapposizione: tutto cambi perchè nulla cambi!

Una riprova? Nessuno, ma proprio nessuno, riesce mai a dire la sua sulla laicità intransigente e invalicabile dello Stato rispetto all'invadenza, all'entrata a gamba tesa della Chiesa in ogni istituzione pubblica, scuola e università, ospedale e tribunale che sia, e fin dentro le camere da letto delle persone, per comandare un modello di vita basato solo e soltanto sul credere ciecamente a ciò che è o sarebbe il Male, ombra del Divino e ciò che è o sarebbe il Bene che giustificherebbe l'esistenza del Bene. Tutto a prescindere dall'essere esseri umani con una propria identità, un proprio originale pensiero.

Che c'entra tutto questo con il brutale, cruento, impredibile evento? C'entra eccome: è il rigetto di pelle di una versione, lo scooter è andato a sbattere contro il furgone, data come verità indiscutibile dall'autorità costituita che non può nè deve esser mai messa in mora! Poteva anche essere, tutto sommato, più un'invenzione il rigetto della versione lo scooter è andato a sbattere contro il furgone, di quanto apparentamente fosse inizialmente la versione dell'autorità costituita: la comparsa di un testimone oculare, una coraggiosa ed onesta avvocatessa che ha deposto: il conducente dello scooter che procedeva davanti di mezzo metro non ha colpa alcuna, è stato travolto dal conducente del furgone che si è immesso a velocità non consentita e senza rispettare lo stop, sul Muro Torto. Come pure la testimonianza di un ragazzo: dopo il tremendo impatto in terra non c'erano rottami di alcun tipo e genere. E allora come si spiega una versione oscena come lo scooter è andato a sbattere?

Di queste oscenità dovute a sbadataggine, svogliatezza, imperizia, se ne vedono tante e spesso se ne subiscono ogni giorno gli effetti negativi senza che la Politica dica e faccia qualcosa: meglio, una cosa la fa: riempire, con l'aiuto dei propri vassalli, valvassori e valvassini, le pagine dei media e i palinsesti delle tv di parole, parole, parole per perpetuare l'inganno di una falsa contrapposizione a cui non si può che rispondere con l'unica scelta saggia e laica, quindi rivoluzionaria, del "non voto" o dell'astensione dal voto. Non si può continuare con la storiella trita e ritrita del voto al meno peggio: equivale a accettare il dogma il Male è l'ombra del Divino per il trionfo del Bene.

di Carlo Patrignani

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