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Politica
Il Pd: "Avanti con i coronabond. Il Mes tedesco? Capitolo chiuso"

Europa del Nord contro Europa del Sud. Germania contro Italia. Che cosa sta accadendo all'Unione europea dopo il fallimento del Consiglio europeo di ieri chiamato a dare risposte (che non ha dato) all'emergenza coronavirus? Affaritaliani.it lo ha chiesto al responsabile Esteri della segreteria nazionale del Partito Democratico, Emanuele Fiano.

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I media tedeschi parlano di una Merkel "irritata" con il premier Conte dopo il Consiglio Ue di ieri. Che cosa pensa dell'atteggiamento della Germania e dei Paesi del Nord Europa?
"Una premessa: rispondo solo con affermazioni positive. Ieri il governo italiano ha lavorato per l'Europa e non per se stesso. L'Unione si fonda sul principio di solidarietà ed è in casi straordinari come questo che deve emergere. I primi giorni della crisi, voglio ricordare, hanno visto qualche fatto positivo come l'annullamento del Patto di Stabilità e la possibilità per tutti gli Stati di fare quello che ha fatto l'Italia, cioè aumentare il debito pubblico. Cosa che prima non era consentita. E' evidente a tutti che di fronte all'emergenza coronavirus c'è bisogno di un'immissione di liquidità nei sistemi economici dei Paesi europei e che va fatta rapidamente. Permettere solo di far crescere l'indebitamento pubblico non è un principio accettabile. Dai resoconti che leggiamo, la riunione di ieri del Consiglio Ue non è stata facile ma c'è una novità importante. Quando in passato altri governi dicevamo che andavano in Europa a sbattere i pugni erano sostanzialmente soli, ieri invece si è rotto un fronte. Non è vero che tutti i Paesi del Nord Europa sono contro l'Italia, basti pensare al Belgio e al Lussemburgo. E persino la Francia per la prima volta ha firmato un documento diverso da quello di Germania, Olanda e Austria. Il blocco dei nove Stati, tra i quali i principali sono Italia, Francia e Spagna, affermano con forza che quello che è stato fatto nella prima fase non basta. Non chiediamo che venga risolto il problema strutturale del debito pubblico italiano, ma di immettere liquidità senza condizioni trovando insieme la forma migliore. Certo che non siamo usciti dal vertice Ue con quello che voleva l'Italia, ma questo vale anche per la Merkel che sostanzialmente ci voleva dire 'avete ottenuto la liberalizzazione del debito e ora vedete voi'. Adesso ci sono altri quindici giorni per trovare una soluzione condivisa. Salvini sbraita ma non credo che le alternative offerte nei mesi che era al governo o dai suoi alleati in Ue ci stiano aiutando. Si tratta di una tessitura complessa e delicata in un frangente nel quale né Prodi, né Berlusconi, né Salvini si sono mai trovati".

Insomma, del Mes con le condizioni prima del coronavirus per il governo italiano non se ne parla...
"Il premier lo ha detto chiaramente, anche nella riunione di ieri. C'è una frase importante che è stata detta da Conte, da Sanchez e nei giorni scorsi anche da Macron: gli strumenti del passato in questa condizione completamente nuova non possono essere usati. Comunque occorre che l'Europa parli all'unisono perché se sono interconnesse le economia di Stati Uniti e Cina volete che non siano interconnesse quelle di Italia e Germania? Suggerisco a tutti prudenza".

Il governo italiano andrà avanti con i coronabond o è una battaglia ormai persa?
"Andremo avanti anche se si capisce che la risposta oggi della Merkel non è positiva. Qualche giorno fa abbiamo visto quell'uscita non felice della signora Lagarde, poi però la presidente della Bce ha fatto trapelare che un'emissione singola e una tantum di eurobond potrebbe anche esserci. Se non si usano gli strumenti innovativi in situazioni di emergenza non capisco quando si dovrebbero utilizzare...".

Liberation ha scritto che la Germania ha deciso di prendersi la sua “libra di carne”, ovvero far pagare i debiti all’Europa del Sud, Italia in testa, conducendo la nuova guerra mondiale su due piani: sanitario ed economico. E' così?
"Mi sembrano parole esagerate, siamo in un momento nel quale bisogna capire quanto spirito nazionale è rimasto e quanto spirito comune europeo c'è. E' un bivio per l'Italia e per tutti i Paesi europei. Rimango fiducioso anche se la trattativa sarà dura".

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