ensione alta nel confronto tra Marianna Aprile e Pietro Senaldi.
Aprile punta il dito su una “fase due” del conflitto d’interessi, evocando il modello di Silvio Berlusconi e sostenendo che oggi non serva più “scendere in campo”: “Basta avere la fideiussione sul partito e il numero della premier”.
Senaldi ribatte citando Carlo De Benedetti e i suoi rapporti con il Partito Democratico, rilanciando: “Convocava Matteo Renzi a casa sua”.
Aprile insiste sulla differenza tra influenza e controllo diretto: “Non è la stessa cosa”.
Il risultato è uno scontro serrato, tra accuse implicite e paragoni pesanti, che riporta al centro il nodo irrisolto tra politica, potere economico e controllo dei partiti.
