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Politica
"Inserire l'aborto nella Carta Ue. Allevamenti intensivi, stop ai sussidi"
Benedetta Scuderi

"Dalla destra propaganda retrograda"

Benedetta Scuderi, 32enne consulente per i servizi di sostenibilità aziendale, è candidata di Alleanza Verdi e Sinistra alle Europee nella circoscrizione Nord-Ovest e co-portavoce dei Giovani Verdi europei. Da anni si batte per la giustizia climatica e sociale, la parità di genere e il diritto alla casa. Affaritaliani.it l'ha intervistata alla vigilia delle elezioni europee (nella foto con Elina Pinto, Verdi europei).


Scuderi, lei ha affrontato la campagna elettorale muovendosi sui mezzi pubblici, qual è il segnale che vuole dare?
È una scelta che testimonia un percorso, in continuità con le battaglie fatte finora come attivista e co-portavoce dei Giovani Verdi europei. Adesso, con le elezioni dell’8 e 9 giugno, abbiamo la possibilità di portare soluzioni concrete in Europa. Penso al nostro Piano da 200 miliardi per la decarbonizzazione. Una cifra che comprende ben 30 miliardi per l’Italia e che è ottenuta con un contributo minimo dai grandissimi patrimoni, quelli tra i 4 e 5 milioni di euro. In questo modo è l’Europa a supportare una transizione giusta, che non pesi su imprese e cittadini. Proprio il trasporto pubblico, insieme a quello su ferro, è il modello su cui basare la nuova mobilità, aumentando le vie ferroviarie e investendo sull’elettrico anche attraverso la riconversione di competenze e strutture aziendali. In Italia si deve prendere una direzione diversa, ma la propaganda retrograda di Meloni e Salvini vuole che tutto rimanga com’è mentre il mondo va avanti, facendoci perdere terreno. Noi invece lavoriamo in Europa affinché l’Italia si faccia trovare pronta. 

Come si può conciliare la transizione ecologica con esigenze che, specialmente sul piano industriale, molto spesso vanno nella direzione opposta?
Con una vera e propria transizione industriale. In Italia la nostra vocazione industriale sta diminuendo per colpa di poca pianificazione e una delocalizzazione sempre più forte. La transizione ecologica può essere anche in questo senso una grande opportunità. C'è un’industria a vocazione verde che rappresenta già un’eccellenza. Penso ad esempio alla Lombardia, che si distingue nel settore del riuso e riciclo delle materie prime per rinnovabili e batterie e nell'innovazione tecnologica, o alla potenzialità che il Piemonte potrebbe avere nella mobilità sostenibile. L’Ue deve pianificare e investire in questa direzione, con un Piano di transizione industriale europeo che metta al centro le peculiarità dei territori e che investa su ricerca, innovazione e transizione delle competenze. Soprattutto per donne, giovani e gruppi più discriminati o vulnerabili, ricostruendo un settore industriale che guardi al futuro. Per altro verso, dobbiamo abbandonare modelli come quello degli allevamenti intensivi, che fanno male agli animali, alle persone e all’ambiente. Ecco perché spingeremo per lo stop totale ai sussidi pubblici a questi allevamenti, a favore invece della transizione ecologica nell’agricoltura e delle pratiche agricole rigenerative e biologiche. 

In molte zone d’Europa i nazionalismi stanno prendendo piede, voi come rispondete?
La nostra Europa non è quella delle Nazioni, ma un’Unione politica delle persone e dei diritti. Nazionalismi simili a quelli di Meloni e Salvini ci portano indietro e rischiano troppo spesso di mettere in discussione lo stato di diritto come sta succedendo nell'Ungheria di Orban, di cui ci sono pericolosi accenni anche nel nostro Paese. In Ue si prendono decisioni fondamentali per la nostra vita, dobbiamo rafforzare ancora di più democrazia e partecipazione. Ad esempio eliminando per alcune decisioni il potere di veto che gli Stati singoli hanno all'interno del Consiglio e che spesso ostacola importanti passi avanti, dando più poteri al Parlamento europeo e puntando ad arrivare a un'Europa federale. Così, ad uscirne rafforzato è pure il rapporto tra Istituzioni europee e cittadini. 

Nel suo programma parla di femminismo, ma come si trasforma in decisioni concrete in Europa?
La prima: inserire il diritto all’aborto nella Carta fondamentale europea. Inoltre ci battiamo affinché venga previsto il reato di stupro a livello Ue, intendendosi per stupro qualsiasi rapporto privo di consenso. Sul piano della giustizia di genere, poi, la nostra proposta è chiara: serve un congedo parentale obbligatorio e di uguale durata per entrambi i genitori.






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