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Politica
La Dc 'tira' ancora: 6.8% in Calabria. Rotondi: “Il sovranismo non esiste"

È tornata la Dc? Affaritaliani.it lo ha chiesto a un democristiano doc come Gianfranco Rotondi che dopo il buon risultato ottenuto in Calabria (6.8%), acquisisce maggiore entusiasmo nella riorganizzazione, già avviata, dei moderati italiani. Si va verso il congresso nazionale del nuovo Partito del Popolo

È tornata la Democrazia Cristiana? Si può dire?

“Diciamo che il nuovo Partito del Popolo viene lanciato in orbita dal risultato calabrese. Percepivamo un ‘onda’ ma non credevamo superasse le aspettatvive”.

Comparando il voto in Calabria fra la lista Unione di Centro (lo scudo crociato) che prende il 6,84% e quella della Lega che prende il 12,17% (3 volte meno il risultato dell'Emilia-Romagna), emerge un dato più che discreto per i democristiani.

“Lo scudo crociato è stato messo sulla scheda e non c’è ancora il lancio del network nazionale come non c’è nessun parlamentare locale; Lega e Forza Italia hanno molti autorevolissimi parlamentari locali, lo Scudo crociato nessuno. Va dato atto allo Scudo crociato di essere ancora un punto di riferimento per l’elettorato moderato”.

È un simbolo che tira ancora…

“È il simbolo ma anche il progetto politico per il Sud, una terra in cui la politica si capisce prima che si parli”.

Quando ci sarà una strutturazione vera e propria?

“Domani ci vedremo con Cesa (Lorenzo ndr) per mantenere il ritmo che ci siamo dati: ci saranno 20 assemblee regionali che replicheranno la convention dei 150 costituenti e poi il congresso nazionale. Domani ci saranno più informazioni”.

In Calabria vince il Centrodestra ma per la Lega è una sconfitta?

“Sommando lo scudo crociato, Forza Italia e la lista Santelli, l’area del Partito Popolare Europeo è arrivata ai risultati di quello che fu il Popolo delle Libertà”

Sono stati battuti i sovranisti in Calabria…

“La Calabria dice Partito Popolare Europeo, si torna in uno schema in cui conta l’area di centro”

Quindi Salvini è forte ma senza i popolari in alcune zone non si vince…

“Col proporzionale che si profila questi discorsi perderanno d’interesse”.

Qualcuno ha già detto che con la vittoria in Emilia Romagna il Partito Democratico cambierà strategia sul sistema elettorale scegliendo il maggioritario.

“No perché col maggioritario rischia, col proporzionale si mangia tutta la posta”.

Per come aveva preparato la partita in Emilia Romagna, Salvini, ha subito una sconfitta netta…

“È una sconfitta rispetto a una domanda che ha posto Salvini al Papeete: “Datemi i pieni poteri” e gli emiliano non gliel’hanno dati. Ma in assoluto non è una sconfitta perché la Lega ha in Emilia Romagna un consenso che un tempo non aveva. Direi che il proporzionale comincia a convenire anche alla Lega”.

In Emilia Romagna la Lega ha perso perché ha polarizzato troppo lo scontro?

“Il sovranismo non esiste. Esiste il voto democristiano, forzista e liberale. Il voto sovranista non ha un punto di riferimento. Appena in Calabria abbiamo alzato le bandiere il voto è venuto, in Emilia Romagna Forza Italia si è ‘appecoronata’ alla Lega. Se l’area di centro alza la voce anche nel Nord, cambiano i risultati”.

 

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