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L’ex amico di Vannacci: “Mi ha usato senza scrupoli. Futuro nazionale? Un partito di disertori, passo alla Lega”

Norberto De Angelis, fondatore del Mondo al contrario, parla ad Affaritaliani della rottura con il Generale

L’ex amico di Vannacci: “Mi ha usato senza scrupoli. Futuro nazionale? Un partito di disertori, passo alla Lega”

Norberto De Angelis, fondatore del Mondo al contrario: “Vannacci? Mi ha usato senza scrupoli. Ora passo alla Lega”

Ci sono amicizie che resistono a tutto, persino alla politica. E poi ce ne sono altre che proprio la politica finisce per rompere. Norberto De Angelis, fondatore del Mondo al contrario e poi presidente fino alla nascita di Futuro nazionale, oggi parla della fine del suo rapporto con Roberto Vannacci senza troppi giri di parole: “Mi ha deluso completamente”. Dopo 55 anni di amicizia, il generale che aveva aiutato a entrare in politica è diventato, ai suoi occhi, l’uomo che lo ha “usato senza scrupoli”. La storia di De Angelis, però, viene da molto più lontano della politica.

Ex campione di football americano con la nazionale, considerato tra i più forti giocatori d’Europa, a 28 anni un incidente d’auto durante una missione umanitaria in Africa lo costrinse sulla sedia a rotelle. Non si è fermato: da atleta paralimpico ha attraversato gli Stati Uniti in handbike, da Chicago a Los Angeles, stabilendo un record, ed è diventato campione italiano di danza sportiva in carrozzina. Una vita costruita sulla resistenza, anche nei rapporti umani. Forse per questo la delusione pesa ancora di più. “Creare un partito sulle persone che hanno tradito gli altri non è un bel cartellino da visita. A mio avviso, per come si è comportato, Vannacci ha tradito la fiducia della Lega completamente, fino all’ultimo giorno”, dice.

La frattura

De Angelis rivendica di essere stato uno dei primi acredere nel progetto politico del Generale: “In politica l’ho aiutato a entrare io. Era il 2019 quando creai il ‘Progetto Italia’, per promuovere le eccellenze italiane all’estero. Così lui iniziò a entrare in contatto con ambienti politici. Poi, ho fondato il ‘Mondo al contrario’. Vannacci mi chiese aiuto dopo aver ricevuto diversi attacchi sul tema della disabilità e io, essendo disabile, gliel’ho dato. Un amico fa questo: aiuta gli altri amici”. La frattura, racconta, è arrivata col tempo.

“Quando mi sono accorto che cominciava ad abusare di questa mia lealtà senza dare nulla in cambio, neanche a livello verbale, gli ho chiesto per tre anni di passare una sera insieme. Non me ne ha mai dato modo. Non mi ha mai dato tempo di parlare per fare un discorso di progettualità”, spiega De Angelis.

E ancora: “Io ero il responsabile legale e non mi fidavo di tante persone che avevamo vicine. Volevo delle tutele. Ma lui non voleva. A un certo punto mi sono detto: se non mi dai la possibilità di comportarmi come vorrei, allora basta”. Nel mirino di De Angelis c’è soprattutto quella che considera una contraddizione politica del generale: “Ha sempre accusato il governo Meloni, salvo poi rinnovargli la fiducia. Finché sei all’opposizione puoi dire quello che vuoi, ma quando sei al governo è diverso. I Cinque Stelle facevano gli stessi discorsi, poi quando hanno avuto la possibilità di mettere in atto le loro idee si è visto cosa è successo. Finché devi parlare è un conto, quando c’è da agire…”.

E aggiunge: “Al di là degli slogan, quali sono le azioni reali che sta facendo? Io non le conosco. Sta calcando l’orma dell’uomo d’onore, ma sta creando un partito di disertori, di chi nella vecchia politica non ha raggiunto gli obiettivi. Gente che non era arrivata da nessuna parte e che ora entra dalla porta di servizio grazie a Vannacci”.

Amicizia finita

Nonostante tutto, De Angelis riconosce al generale un talento politico fuori dal comune. “Non c’è nessun politico che abbia fatto quello che ha fatto lui. Veniva invitato ovunque, vendeva libri e così ha fatto campagna elettorale. Non investendo soldi, ma ricevendoli. Lui è una persona intelligente, è un Generale. Il suo obiettivo è andare da A a B, dimenticandosi di tutto quello che c’è in mezzo. Spazza via chi lo ostacola. Mi avevano detto che nell’esercito lo chiamavano ‘la ruspa’”, dice De Angelis.

Ormai, comunque, la scelta è fatta. “Ho fatto la tessera della Lega. Non voglio più avere a che fare con Futuro nazionale. Perché quando uno tradisce, c’è poco da fare. Lui e Salvini si sono aiutati a vicenda. Ma con me ha negato l’evidenza dei fatti fino all’ultimo giorno, non è stato veritiero. Ora sto con la Lega. Io non vado con il carro dei vincitori: sto con chi è in difficoltà. E a mio avviso non meritano quello che gli è stato fatto”. Poi la chiusura, definitiva: “La nostra amicizia? Finita”.

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