Luca Signorelli, il cittadino di Modena che sabato 16 maggio ha inseguito e neutralizzato Salim El Koudri — il 31enne che aveva travolto otto pedoni con la sua auto in via Emilia Centro — ha raccontato a Fuori dal Coro i momenti immediatamente successivi all’impatto. Un racconto che aggiunge al coraggio dell’inseguimento la dimensione umana di chi si è trovato davanti a una scena di violenza senza sapere esattamente cosa fare.
“Sangue che schizzava da tutte le parti”
“Scena orribile. Sangue che schizzava da tutte le parti”, ha detto Signorelli. Il suo primo impulso è stato quello di soccorrere una delle vittime investite dall’auto: “Il primo pensiero è stato quello di fermare l’emorragia di questa donna”. Ma subito è arrivato il dubbio: “Dopo ho pensato: cosa faccio? Non sono medico. Si potrebbero fare dei danni a mettere le mani”. Signorelli ha poi spiegato di occuparsi di automazione industriale e di star preparando un concorso come insegnante tecnico di laboratorio — non un medico, non un soccorritore, un cittadino normale che si è trovato a dover scegliere.
L’inseguimento e le coltellate
Mentre cercava di aiutare la donna, El Koudri è fuggito. Signorelli lo ha inseguito. L’aggressore ha tirato fuori un coltello e ha sferrato due fendenti: uno al cuore, che Signorelli è riuscito a evitare, e uno alla testa, che lo ha colpito. Nonostante la ferita, Signorelli ha bloccato il polso dell’aggressore e lo ha neutralizzato. In quattro o cinque persone lo hanno poi immobilizzato fino all’arrivo della polizia, circa dieci minuti dopo.
Il plauso di Mattarella e Meloni
La premier Giorgia Meloni lo ha ringraziato di persona in ospedale, dove si è recata insieme al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per verificare le condizioni dei feriti. Mattarella gli ha detto che aveva compiuto un gesto eroico. Signorelli ha commentato: “Ho fatto vedere che l’Italia non è morta”.
