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Politica
Immigrazione, Luttwak: Italia succube della Chiesa e del Papa



Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)


Edward Luttwak, politologo americano di fama internazionale, analizza in esclusiva per Affaritaliani.it i temi caldi della politica italiana. Prima di tutto Matteo Renzi. "Fin dall'inizio del suo mandato a oggi è sempre stato apprezzato negli Stati Uniti, in Europa, in Giappone e in tutto il mondo per la sua voglia di cambiamento. Una sforzo che i suoi precedecessori non hanno nemmeno tentato di fare, visto che avevano altri obiettivi ma non quelli di fare le riforme, dalla burocrazia all'abbassamento dei costi della politica, che all'Italia servono tantissimo. Renzi, invece, ha fatto un vero sforzo. Ma è stato criticato rapidamente e continua ad esserlo per non essere a capo di una squadra forte e quindi in grado di aiutarlo a gestire questo immenso lavoro che ha di fronte. Il primo ministro ha preferito circondarsi di gente debole e percepita debole. Lui è giovane e li ha scelti ancora più giovani. Lui è poco esperto e li ha scelti ancora meno esperti. La guerra è difficile se si ha una squadra debole. Renzi continua ad essere premiato per la sua buona volontà ma è anche criticato per essersi creato lui stesso un handicap. Ad esempio Enrico Letta non andava escluso e nella sua squadra dovevano esserci figure pesanti e non deboli".

Netto il giudizio su Silvio Berlusconi: "Tutti noi stiamo invecchiando", afferma Luttwak. E Beppe Grillo? "L'accusa contro di lui è quella di aver catturato lo spirito di cambiamento ma di averlo messo in un imbuto, o in una scatola, e di averlo buttato a mare. Per cambiare bisogna fare anche dei compromessi ma lui ne ha fatti pochi. Obiettivamente Grillo è stato ed è un conservatore".

Articolato il giudizio di Luttwak su Matteo Salvini. "E' imprevedibile e alcune sue idee sul Medio Oriente e sull'Iran sono fantasie. Il leader della Lega può essere criticato su molte cose tranne sul fatto che rappresenti accuratamente la voce di una parte della popolazione italiana, molto attiva, che vuole lavorare molto e che non intende essere assistita dallo Stato. Salvini non può essere considerato insignificante, è certamente molto importante".

Poi l'emergenza immigrazione. "Il concetto italiano di immigrazione, che tutti vengono indiscriminatamente e senza controlli, riflette la politica della Chiesa cattolica. Ma gli interessi del Vaticano non sono quelli della Repubblica italiana. Nello scontro tra la Chiesa e la Lega un cittadino italiano può essere solo con Salvini. Se invece qualcuno si identifica come puro cattolico è contro Salvini perché la Chiesa dice di aprire le porte a tutti. Secondo la Santa Sede quello che pensa lo Stato italiano non conta e il governo di Roma non ha il diritto di proteggere il proprio territorio. La Chiesa potrebbe anche decidere di accogliere 50 milioni di musulmani perché in Italia, per ragioni sue e misteriose, questa è la sua politica. Ma non sono gli interessi dello Stato italiano. I governo della Repubblica Ceca e della Slovacchia, ad esempio, hanno detto che accettano solo profughi siriani cristiani, questo significa rispettare la volontà democratica. Se in Italia faccessero un referendum sull'immigrazione tutti sarebbero contrari alla politica attuale del governo che, però, è succube della Chiesa. Papa Francesco è andato a Lampedusa per invitare tutti a venire in Italia e in Europa. Centinaia di volte in Africa hanno visto alla tv le immagini di questo signore vestito di bianco che li invitava a venire in Europa e questa è la loro ovvia interpretazione delle cose".
 

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