Dopo la pesante sconfitta elettorale umbra, l’idea di un’alleanza strutturale fra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico potrebbe essere già naufragata. Non che all’interno delle forze di governo si sia mai creduto a una vittoria della regione nel cuore degli Appennini, ma una débâcle così pesante azzoppa tutte le buone intenzioni finora, timidamente, manifestate. Probabilmente l’unico a crederci è stato il segretario dem Nicola Zingaretti. Non Di Maio, riluttante all’alleanza e costretto, dalle condizioni generali, a convergere su un unico candidato per la Regione Umbria con lo scopo di giocarsela contro un Centrodestra, mai così in salute, e mai così radicale.
A pochi minuti dalle prime proiezioni ufficiali, nella notte, il Movimento 5 Stelle scriveva in un post su Facebook, “Il patto civico per l’Umbria lo abbiamo sempre considerato un laboratorio, ma l’esperimento non ha funzionato” – e ancora – “Il Movimento nella sua storia non aveva mai provato una strada simile. E questa esperienza testimonia che potremo davvero rappresentare la terza via solo guardando oltre i due poli contrapposti” – poi la presa di coscienza di non esser più quella fabbrica di consenso che nel marzo 2018 aveva sovvertito gli ordini gerarchici politici – “Dalla formazione del primo esecutivo ci è stato subito chiaro che stare al Governo con un’altra forza politica – che sia la Lega o che sia il Pd – sacrifica il consenso del Movimento 5 Stelle”.
“L’Umbria ha scelto nel segno della discontinuità. Non leggo questo dato elettorale in chiave nazionale, perche’ penso che gli elettori umbri abbiamo deciso rispetto a quello che era il loro interesse di rottura con il passato, non scordiamoci che c’e’ stato un presidente di Regione del Pd che e’ stato denunciato dal M5s…”. Afferma il coordinatore di Italia Viva, Ettore Rosato, intervistato dal QN. Rosato sostiene che la foto di Narni e’ stata un errore: “Non e’ un caso se noi non c’eravamo, siamo degli osservatori esterni rispetto a questa tornata elettorale, noi stiamo costruendo un soggetto alternativo alla Lega, ma in questo caso i problemi legati a questa tornata elettorale umbra erano fin troppo noti”. Ma nonostante il risultato, a suo avviso, “il governo dura perche’ da’ un segnale diverso sulla crescita e sullo sviluppo di questo Paese, non su altro, su qualche voto regionale che nasce da esigenze puramente locali…”. “Vedo il governo impegnato a garantire stabilita’ ed evitare nuove tasse, dunque Conte al momento non e’ in discussione. Il nostro impegno e’ quello di arrivare alla fine della legislatura e non mi pongo, al momento, problemi che non ci sono”, conclude Rosato.
“Ogni qual volta un’amministrazione viene sciolta per motivi gravi, il partito che subisce lo scioglimento ne paga i danni. Pensavamo di poter contenere i danni, io non sono convinta che li abbiamo contenuti”. Cosi’ Monica Cirinna’ dai microfoni di ‘L’Italia s’e’ desta’ su Radio Cusano Campus “Abbiamo l’Emilia, abbiamo altre possibilita’ per rialzare la testa, speriamo di farlo presto. L’alleanza di governo in questo momento – ricorda la senatrice Pd – e’ l’unica possibile, considerando il numero dei parlamentari. Siamo passati dall’unica possibile di centrodestra all’unica possibile di centrosinistra, con l’unico perno purtroppo che e’ il M5s, che nasce come movimento di protesta e poi si rende conto che il governo e’ un’altra cosa, un gruppo di persone molto litigioso al suo interno – attacca – che si trova a gestire una roba che loro non sono in grado di gestire“.
“Il Pd – rivendica – sta facendo un lavoro lento di ripartenza, di ritorno sui territori. Bisogna ritornare tra la gente, per strada, nei circoli. Io giro di continuo e mi dicono sempre: meno male che qualcuno ci ascolta. C’e’ una rabbia sociale enorme e chi prova questa rabbia si sento tanto solo, la parola chiave che il Pd deve affrontare e’ solitudine. La parola d’ordine e’ radicalita’, che vuol dire coraggio e verita’. Dire con coraggio e chiarezza: io sto con i lavoratori, con le persone sfruttate, con chi si sente solo”. “E’ evidente – conclude – che la linea centrista e neoliberista voluta da Renzi ci abbia danneggiato, facendoci perdere una parte di elettorato. Ora pero’ che con Zingaretti e’ cambiata un’epoca e sono felice che ci sia l’alleanza con Leu, che ci sia la possibilita’ di parlare con Civati e il mio amico Fassina, questa e’ l’alleanza di sinistra che puo’ riportare quell’elettorato di lavoratori traditi nel Pd. Sono convinta che recupereremo tutti gli elettori di sinistra che ci hanno chiesto unita’ e ci chiedono di essere presenti su alcuni temi”.
‘QUESTO NON E’ ILMOVIMENTO, BASTA CON I SUOI FRUTTI AVVELENATI’
“Questo non è il Movimento 5 Stelle per cui abbiamo lavorato tanti anni e con tanta fatica”. Parola del senatore M5S Mario Michele Giarrusso, che in un duro post su Facebook commenta senza giridi parole la disfatta elettorale del Movimento in Umbria. Il parlamentare siciliano punta il dito contro alcuni suoi colleghi, ai quali riserva parole al vetriolo. “Ogni volta che un attivista vede uno Spadafora, un Buffagni o una Castelli, viene colto da conati di vomito e fugge via disgustato. Dobbiamo dire basta a questi frutti avvelenati e da chi li ha coltivati, sostenuti e difesi”. Poi un attacco anche nei confronti del direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio, che Giarrusso non cita pur postando il titolo di un suo editoriale: “Adesso il cretino dirà che la colpa è degli elettori, ovvero sempre di qualche altro. E continuerà col suo giornaletto a sparare cazzate stupide senza voler vedere la realtà”.

