Il senatore della Lega Bergesio: “Scendiamo in piazza con trattori e motociclisti per chiedere la sospensione del Green Deal europeo. L’Accelerate EU? Un passo timido”
“Remigration summit? Una definizione che ha l’obiettivo di dare alla manifestazione un sapore negativo e allontanare le persone. Noi parliamo di buon senso e di rispetto delle regole. Non è un summit teorico, ma una piazza che chiede il ripristino della legalità e della sicurezza, nonché robuste dosi di buonsenso che a Bruxelles mancano. Penso all’agricoltura. Non a caso avremo in piazza decine di trattori”. Così, ad Affaritaliani, il Senatore leghista Giorgio Maria Bergesio chiarisce le finalità dell’evento atteso per domani, che porterà in piazza, tra gli altri, i motociclisti e i trattori, per denunciare le politiche del Green Deal, rivelatesi un totale fallimento.
“La presenza di trattori e motociclisti è il simbolo dell’Italia che produce e che non ci sta a farsi schiacciare. Chiediamo la sospensione del nuovo Green Deal europeo e degli ETS, che incidono pesantemente sui costi. Siamo di fronte a un’Europa che, con la scusa dell’ambiente, vuole distruggere una parte strategica del nostro settore industriale, tra cui l’automotive e l’agricoltura. In momenti di crisi, chi governa deve fare scelte coraggiose, come il taglio delle accise per contrastare situazioni emergenziali, anche se gli organismi internazionali come il Fmi lo ritengono imprudente. La politica deve difendere il potere d’acquisto delle famiglie“, dice Bergesio.
Non appare sufficiente, in quest’ottica, nemmeno l’ “Accelerate Eu”, che ha l’obiettivo di fornire ai Paesi membri una serie di misure per fronteggiare la crisi energetica. Si tratta, per il senatore, di un “passo troppo timido”: “Per risolvere davvero la crisi serve sovranità energetica ed un ritorno al pragmatismo. Non possiamo dipendere dai capricci dei mercati esteri o da imposizioni green che alzano le bollette. L’Italia deve poter decidere il proprio mix energetico per garantire costi sostenibili a famiglie ed imprese, mettendo fine alle speculazioni. Chiediamo alla Commissione UE decisioni urgenti, rapide ed efficaci: meno teoria tecnica e più risposte politiche per chi oggi vive in uno stato di disagio”.
Il Patto di stabilità
Tra le richieste, poi, la sospensione del Patto di stabilità: “Non possiamo permettere che la rigidità burocratica strangoli la nostra economia. Chiediamo lo stop al Patto di stabilità per permettere all’Italia di fare operazioni a tutela dei cittadini per abbattere i rincari delle bollette o dei carburanti. Vogliamo un’Europa più efficiente, con meno burocrazia, più dinamica e capace di intervenire immediatamente per dare la possibilità agli Stati di agire e risolvere le problematiche interne. La politica deve avere il coraggio di fare valutazioni che vadano oltre la semplice prospettiva tecnica dei burocrati, rispondendo al disagio reale dei cittadini e delle imprese. L’Europa deve smettere di agire come un ragioniere che impone austerità e iniziare a funzionare come un motore di sviluppo”, sottolinea il leghista.
Le politiche europee sul clima, ree di star penalizzando molti settori produttivi, necessiterebbero di una revisione a livello europeo, da compiersi il prima possibile: “Serve una revisione radicale basata sul pragmatismo, non sull’ideologia. La transizione deve essere ecologica ma anche sociale ed economica. Anche se i segnali di consolidamento fiscale sono positivi e il cammino di risanamento prosegue, la crescita resta la priorità. Dobbiamo proteggere il lavoro dei nostri agricoltori e dei nostri operai da decisioni prese a Bruxelles lontano dalla realtà, garantendo che le situazioni eccezionali globali non creino contraccolpi insostenibili per il nostro sistema”.
La finalità della manifestazione
La mobilitazione, punta a riportare al centro, nelle parole del senatore, “l’Italia e gli italiani”: “Andiamo a Milano per gridare che vogliamo tornare ad essere padroni a casa nostra. Scendiamo in piazza senza paura, perché servono misure concrete: più sicurezza e difesa dei confini e tutela dei nostri prodotti messi in pericolo da accordi irresponsabili o con aspetti molto insidiosi come il Mercosur”, sostiene. Uno dei temi centrali resta quello dell’immigrazione incontrollata, che “genera degrado e diventa terreno fertile per la criminalità”. Da qui la proposta di rimpatri più rapidi ed espulsioni certe per i detenuti stranieri, in una visione che distingue tra chi entra illegalmente e chi, invece, arriva “per lavorare e rispettare le leggi”. “Dire ‘no’ alla clandestinità significa dire ‘sì’ alla sicurezza dei cittadini e alla dignità di chi viene in Italia regolarmente per lavorare, rispettando le nostre leggi e la nostra cultura”, sottolinea Bergesio.
Poi l’affondo al Sindaco Beppe Sala, che ha espresso un giudizio critico sulla manifestazione: “Il Sindaco Sala farebbe meglio ad occuparsi dei problemi di Milano, dai prezzi degli affitti alle stelle alla sicurezza che manca ovunque, per non parlare del traffico ormai insostenibile e dei continui balzelli. Invece di criticare chi scende in piazza democraticamente, dovrebbe chiedersi perché i cittadini si sentono così distanti dalle sue politiche. La sua è la solita arroganza della sinistra che attacca il popolo quando non sa dare risposte concrete”.

