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Politica
Meloni: "Taglio del cuneo e governo più forte". Ma è scontro su Rai e Fuortes
Foto LaPresse

La premier: "Taglio del cuneo fiscale il 1° maggio. E con le nomine governo più forte". Ma c'è la grana Rai con Lega e Fi

"Crediamo che i primi a dover dare l'esempio debbano essere quelli come noi che, in fondo, sono dei privilegiati, dunque ho deciso di tenere un Consiglio dei ministri in questa giornata dove tanti italiani saranno comunque sul posto di lavoro, tra le forze dell'ordine, tra chi si prende cura dei malati negli ospedali, nei trasporti, nei ristoranti, negli alberghi, nei luoghi della cultura, compresi i tecnici impegnati in Piazza San Giovanni nel Concertone del Primo Maggio. E una giornata importante che il governo dedicherà al lavoro, prendendo decisioni sul lavoro". Così il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un'intervista a 'Milano Finanza'. 

Come riporta Il Corriere della Sera, il programma del 1° maggio prevede il taglio del cuneo fiscale "sulle retribuzioni fino a 35 mila euro lordi, con un vantaggio in busta paga che, nella seconda parte dell’anno, potrebbe raddoppiare rispetto a quello già ottenuto nella prima parte, e dall’altro tagliare il Reddito di cittadinanza, in particolare per i cosiddetti «occupabili» che, al massimo, potrebbero prendere 350 euro al mese per non più di 12 mesi non ripetibili (sempre che le ultime modifiche in corso alla bozza non inaspriscano ancora di più la stretta)".

Sulle nomine: "Sono soddisfatta, è stato un ottimo lavoro di squadra del governo che ne esce rafforzato. Abbiamo indicato i nuovi amministratori guardando alla competenza e non all'appartenenza. E per la prima volta nella storia delle grandi aziende quotate e partecipate dallo Stato abbiamo una donna amministratore delegato. Eni, Enel, Leonardo, Poste e Terna sono aziende diverse che hanno tutte un obiettivo comune: ottenere risultati economici solidi e duraturi nell'interesse della nazione che rappresentano in tutto il mondo. Queste aziende e i loro amministratori hanno di fronte sfide enormi in uno scenario sempre più competitivo. La missione del governo è quella di creare le condizioni migliori per favorirne la crescita, garantirne l'indipendenza, dare impulso agli investimenti in Italia e alla capacità di penetrazione nei mercati internazionali", dice Meloni sempre a Milano Finanza.

Ma secondo Repubblica proprio sul fronte nomine c'è la grana della Rai, dove si starebbero complicando i piani di Meloni. "Complice la rivalità di Matteo Salvini, deciso a rendere la vita sempre più difficile alla premier, quello che avrebbe dovuto essere l’ultimo atto dell’era Fuortes — il varo del bilancio 2022 e dell’accordo con la Fondazione Fiera Milano, caro alla Lega, per spostare il centro di produzione al Portello — potrebbe rivelarsi un semplice step gestionale dell’ad insediato da Draghi", sostiene Repubblica.

"L’accordo raggiunto ai primi di marzo con la presidente del Consiglio prevedeva difatti l’uscita anticipata da Viale Mazzini subito dopo il Cda del 20 aprile, in cambio di un altro incarico altrettanto prestigioso. Senonché, strada facendo, le cose si sono ingarbugliate al punto che l’avvicendamento sulla tolda della Tv pubblica, sognato da Meloni in tempo per confezionare i nuovi palinsesti autunnali, potrebbe slittare a data da destinarsi", conclude Repubblica.

Pnrr, Meloni: "Ritardi ereditati ma non perderemo opportunità"

"Sul Pnrr sento e leggo cose che non esistono. Come il ministro Fitto ha già spiegato in diverse sedi istituzionali, governo e maggioranza stanno lavorando con la commissione europea per risolvere alcuni problemi strutturali del piano". Così il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un'intervista a 'Milano Finanza'. "Ma il Pnrr, sia chiaro, non è un problema, ma una grande opportunità che il governo non si lascerà sfuggire, nonostante errori e ritardi che ha ereditato. Per questo siamo al lavoro per rimodulare il piano e risolvere le criticità, puntando su quei progetti per i quali i finanziamenti possono essere spesi entro la scadenza del piano", ha aggiunto.

Meloni: "Fondo sovrano strada giusta per sostegno imprese"

"Abbiamo il dovere di difendere la competitività delle nostre aziende e dobbiamo aiutare il sistema produttivo in maniera tale da non creare disparità all'interno del mercato unico. Per questa ragione pensiamo che un fondo sovrano per sostenere le imprese sia la strada giusta. Un fondo sovrano nazionale, aperto al contributo di privati, può essere lo strumento adatto a rilanciare gli investimenti, convogliando l'enorme risparmio italiano verso fini produttivi, per lo sviluppo industriale e tecnologico della nazione". Così il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un'intervista a 'Milano Finanza'. "Borsa Italiana è una società strategica per l'interesse nazionale, motivo per cui Fratelli d'Italia nella scorsa Legislatura ha evidenziato in Parlamento tutti i rischi che sarebbero potuti derivare per il sistema Italia da questa operazione - ha ggiunto -. Con il disegno di legge a sostegno della competitività dei capitali adottiamo una serie di interventi nell'ambito del quadro normativo dei mercati finanziari italiani per una maggiore semplificazione, razionalizzazione e ammodernamento: vogliamo promuovere il sistema e le imprese che operano al suo interno. Queste norme renderanno Piazza Affari più competitiva e le imprese saranno incoraggiate a restare in Italia, un ambiente creativo unico al mondo". 

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cuneo fiscaledeffuorteslegameloni





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