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Meloni vola nel Caucaso per blindare gas e petrolio: perché l’Azerbaigian diventa decisivo per l’Italia

Missione tra Armenia e Azerbaigian nella crisi di Hormuz. Roma punta su energia, rotte commerciali e nuovi investimenti

Meloni vola nel Caucaso per blindare gas e petrolio: perché l’Azerbaigian diventa decisivo per l’Italia

Baku resta decisiva per l’Italia: da lì passa una quota rilevante di gas e petrolio nazionale

Il mantenimento dell’unità europea in una fase dove si incrociano più fattori di crisi e una sicurezza energetica da rafforzare, a fronte della chiusura dello Stretto di Hormuz, sono i temi al centro della missione nel Caucaso del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

Il capo del governo partecipera’ domani, nella capitale armena Erevan, all’ottava riunione della Comunità Politica Europea, per poi volare in serata a Baku, per una visita ufficiale su invito del presidente dell’Azerbaigian, Ismail Aliyev. Istituita nel 2022 dopo l’invasione russa dell’Ucraina, la Comunità Politica Europea è un foro di dialogo informale che ha l’obiettivo di allargare lo spazio di confronto e cooperazione oltre i 27 Stati membri della Ue.

Tra le 47 nazioni che ne fanno parte vi sono non solo la stessa Ucraina e i Paesi balcanici candidati all’adesione ma anche Turchia, Armenia, Azerbaigian e Georgia, attori significativi di una regione unita al territorio comunitario da numerose sfide, che passano dalla tutela delle rotte commerciali alla lotta ai traffici illeciti. Non è quindi un caso se a margine del vertice si svolgerà la seconda riunione della Coalizione europea contro le droghe, copresieduta insieme al presidente francese, Emmanuel Macron, con la presentazione delle iniziative previste per il 2026. La sessione plenaria del vertice della Comunità Politica Europea sara’ aperta dall’intervento introduttivo del primo ministro armeno, Nikol Pashynian, e del presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa, presente insieme alla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, e la presidente dell’Europarlamento, Roberta Metsola. Prenderanno quindi la parola il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, e il premier canadese Mark Carney.

La presenza, per la prima volta, di Ottawa in qualità di ospite esterno è una novità da sottolineare, in quanto mostra come il Canada, deterioratisi i rapporti con Washington, guardi all’Europa come un interlocutore sempre più stretto. Seguiranno, prima della sessione conclusiva, una discussione su “Maintaining European unity and coherence in times of polycrisis” e due tavole rotonde tematiche parallele su resilienza democratica e minacce ibride e su connettivita’ e sicurezza economica nella transizione verde.

La successiva missione a Baku, sottolineano fonti italiane, si inserisce nella strategia che il governo di Roma sta portando avanti per rafforzare la sicurezza energetica dell’Italia e proteggere le famiglie e le imprese italiane da shock esterni, in particolare nello scenario attuale, segnato dalla crisi iraniana e dal blocco dello Stretto di Hormuz.

Una strategia che ha portato, in queste settimane, Meloni prima in Nord Africa e poi nei Paesi del Golfo. L’Azerbaigian e’ una pedina fondamentale per la sicurezza energetica dell’Italia, che è il primo mercato di destinazione dell’export azero. Baku è il secondo fornitore di petrolio e gas dell’Italia e soddisfa, rispettivamente, il 17% e il 16% del fabbisogno nazionale di queste materie prime. Le importazioni di gas azero avvengono attraverso il Corridoio meridionale del gas, di cui il Trans-Adriatic Pipeline (TAP) rappresenta il tratto finale.

Dal 2020 al 2025, sono stati trasportati in Italia via TAP circa 45 miliardi di metri cubi. In un contesto internazionale segnato da elevata incertezza e instabilità, che incide sulla tenuta delle catene di approvvigionamento e sulla sicurezza dei flussi energetici, Meloni e Aliyev avranno modo di approfondire le modalità per consolidare la relazione che lega Roma e Baku, lavorando sulla qualità del partenariato lungo tutta la filiera, spiegano ancora le fonti. Meloni e Aliyev si confronteranno quindi sulle modalità per sviluppare ulteriormente il partenariato bilaterale, anche attraverso l’organizzazione, nella seconda metà dell’anno, di un Business Forum a Baku, con l’obiettivo di far emergere nuove opportunita’ di investimento in una nazione che vede già una forte presenza economica italiana.

Nel corso dei colloqui saranno, inoltre, affrontate le principali questioni internazionali, dalla guerra in Ucraina al conflitto in Iran, fanno sapere ancora le fonti. I due leader potranno fare il punto, infine, sul processo di normalizzazione dei rapporti tra Azerbaigian e Armenia e sullo stato del dialogo tra l’ex repubblica sovietica e l’Unione Europea, orientato a relazioni politiche ed economiche sempre più forti.

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