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Politica
Murgia teologa della domenica fa ridere. Einaudi pubblica un libraccio tossico

Murgia è credente (in che?) e vuole utilizzare la sua credenza per creare appunto un “mondo inclusivo e non patriarcale”

 

Michela Murgia di professione femminara prezzolata da giornali ed editori ha colpito ancora: ha sganciato da poco un librazzo dal titolo delirante: “God Save the Queer” e dispiace che la Longanesi si presti a tali operazioni di cultura a bassissima frequenza.

Tuttavia è uscito un articolo propagandistico su La Stampa che garantisce un divertimento assicurato perché l’intervistatrice della “scrittrice” e nientepopodimeno che Annalisa Cuzzocrea, la “giornalista col caschetto biondo che fa dormire il mondo” e che sembra appena uscita da un fumetto di Martin Mystère degli anni ’80.

Nell’intervista la Murgia sfrutta il libro per spararle grosse.

La pensatrice pare purtroppo afflitta da una sindrome che si chiama fuga delle idee per cui affastella rapidamente una serie di concetti che non c’entrano nulla l’uno con l’altro ma che per lei, solo per lei, hanno un senso logico, ma per gli altri desolatamente solo uno topologicamente magico.

Intanto scopriamo che la Murgia è credente (in che?) e vuole utilizzare la sua credenza (non il mobile di sua nonna) per creare appunto un “mondo inclusivo e non patriarcale” e per far questo cita a sproposito nei pezzi del Vangelo che deve aver letto su Topolino e che riguardano a suo dire, la famiglia. Secondo lei Cristo sarebbe un “profeta Queer” che opportunatamente truccato zompettava per la Galilea facendo occhioni ai locandieri e –se ho capito bene- anche alle locandiere, ma bisognava vedere come si svegliava per saperlo.

La poveretta cita pure San Paolo amico delle donne facendo finta di non sapere che fu il più grande nemico di esse che confinò in un angolo delle chiese per impedire che il loro chiacchiericcio infastidisse gli uomini.

Non sa neppure che lo stesso Santo delle Genti a chi gli chiedeva del sesso diceva che era meglio non farlo ma se proprio si doveva si prendesse almeno una donna. Con questa frase è evidente che San Paolo considera il sesso femminile poco più di una “pozzetta biologica” in cui l’uomo spurghi, ma lei finge di non saperlo.

Ma chi sono ‘sti “Queer”?

Vediamo come li definisce la Treccani dei poveri, cioè Wikipedia:

"Queer" è un termine generico utilizzato per indicare coloro che non sono eterosessuali e/o non sono cisgender”. Un quesito logico spiazzante.

Scommetto che non c’avete capito una mazza e allora vediamo cosa sia il ”cisgender”:

“Il termine cisessualità (in inglese cisgender, a sua volta italianizzato in cisgenere) indica le persone la cui Identità di genere   corrisponde al genere e al sesso biologico alla nascita”.

Illuminazione!

Il “Cisgender” è una persona normale.

Oddio ma si potrà ancora dire o rischiamo? Penso che per ora, visto che il liberticida ddl Zan è stato incessato dal Parlamento si possa ancora dire, ma occorre tenere la guardia alta.

Dunque non si è ancora affatto capito che cacchio sia ‘sto Queer ma poi più avanti si capisce che è gente che ha identità “liquida” e che quindi dipende come si sveglia al mattino e potrebbe essere un po’ maschio, un po’ femmina, o entrambi, così da farsi la barba solo da un lato ed avere il rossetto dall’altro, insomma una sorta di arlecchino sessuale inventato a tavolino per il puro gusto di prendere per i fondelli il mondo. Naturalmente tale roba viene dagli Usa, potevano dubitarlo?

Ma la Murgia non si riesce a trattenere e posseduta come una pitonessa dal dio si parla addosso. Una brutta crisi.

Ad un certo punto cita pure Rosi Bindi, poi Nilde Iotti, poi Tina Anselmi e dice che la Meloni non ha fatto niente per le donne perché fa tutto solo per lei e non ha il concetto di “sorellanza”, ma c’ha quello almeno di “compagnia”, meglio se dell’anello, dico io.

Ed infatti si vede come funzionano bene le “sorelle” a sinistra che si scannano in continuazione per accoppiarsi con il maschio alfa che in genere ha l’ipostasi nel segretario del partito. Poi, nell’insalata di parole, improvvisamente compare pure la tecnologia e la Murgia novella Einstein ci rende dotti ed edotti anche sulla Fisica e la realtà virtuale. Si ferma un attimo con l’occhio strabuzzato e la testa inclinata come Toninelli quando era posseduto da un pensiero. Forse –pensa la Cuzzocrea- è finita e me ne posso andare. Ed invece no. La Murgia stava solo ricaricandosi con alcuni fotoni di scarto provenienti da dimensioni ignote e così raddrizzata la capoccia ricomincia a sparare a mitraglietta ringalluzzita alquanto.

Per colpa di queste “identità liquide”, di questi MastriLindi che ha nel suo pantheon, dice che sono venuti fuori Trump, Orban, i “polacchi” (li ha presi tutti in un solo mazzo), e naturalmente pure Zio Vladimiro Putin che ha imprigionato quelle liquide delle Pussy Riot che suonavano nude nella Chiesa di Cristo Salvatore a Mosca e le ha mandate a prendere un po’ di fresco appunto alla “pussy”, in Siberia.

Poi la Murgia si tace e la crapa questa volta gli scende sull’altra spalla. La Cuzzocrea guarda l’orologio e spera che sia veramente finita. C’ha voglia di tornare al suo attico radical chic -con il permesso ztl bene in mostra- a mangiare le tartine salmonate. Ma la Murgia stava facendo una volgare quanto crudele finta. Carpiti altri fotoni secondari da Saturno ricomincia a mitragliare senza ritegno la povera bionda caschettata.

E così dice che “dio è femminista”, che Gesù ce l’aveva con la Madonna e che era un libertino. Poi improvvisamente l’insalata di parole vira pure su Giuseppe Conte mentre la CreaCuzzo dice che Conte è quello dei decreti sicurezza quando faceva il fascio con il governo giallo – verde. Ma la Murgia già non l’ascolta più e salita su un tavolino della redazione arringa, mentre il povero Massimo Giannini pensa che poi se gli scassa il computer lo deve ripagare lui a quei taccagni degli Agnelli.

E dice allora che la Meloni è pericolosa perché finge di supportare la legge 194 sull’aborto mentre in realtà farà di tutto per contrastarla. Cerca di intervenire di nuovo la biondacascata ma la Murgia imperiosa la mette a tacere con un minaccioso indice davanti alla bocca, fa occhioni, e riprende la logorrea, mentre Giannini cerca di calmarla.

Questa volta ce l’ha con le donne di sinistra che hanno appoggiato la Meloni e cioè – pensiamo noi - con Concita De Gregorio che da scaltra pisana ha fiutato rapida l’aria che tira, non quella di Fazio.

La Cuzzo e Giannini non sanno più come fermarla ma in lontananza si sente provvidenziale una sirena. I due, dopo un’occhiata complice, le saltano addosso all’unisono e l’incappucciano come un salame mentre lei si dimena e continua a parlare: “Falcao doveva andare al Milan e non alla Roma! Me l’ha detto mio cuggino di Bahia”, sono le ultime parole che si sentono flebili in lontananza.

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michela murgia





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