Nitto Palma“E’ l’inevitabile conseguenza di una sentenza ingiusta con la quale, in assenza di prove, si è giunti a una condanna irrevocabile nei confronti del presidente Berlusconi”. Francesco Nitto Palma, presidente della commmissione Giustizia del Senato ed esponente di spicco del Pdl, intervistato da Affaritaliani.it commenta l’interdizione per due anni a Silvio Berlusconi.
“A mio avviso – spiega l’ex Guardasigilli – si pone adesso un ulteriore profilo di incostituzionalità del decreto Severino, il quale fissa, senza che ciò fosse previsto nella legge delega, il tetto minimo dell’incandidabilità a sei anni, anche nel caso in cui l’interdizione dai pubblici uffici dovesse essere di durata inferiore ad anni tre. Penso che il decreto Severino necessiti di un’ampia rivisitazione non potendosi davvero affermare, a tacere dell’eccesso di delega, che il tetto minimo dell’incadidabilità a sei anni, o quello maggiore dipendente da una interdizione ai pubblici uffici a 4 o 5 anni, non rappresenti in realtà l’esclusione dalla vita politica di un soggetto con indubbie conseguenze sui diritti di elettorato passivo riconosciuti dalla nostra Costituzione. Mi auguro – conclude Nitto Palma – che il presidente Berlusconi reagisca a questa ennesima ingiustizia e, forte della sua tempra e delle sue indubbie capacità, possa trovare un rinnovato impegno per portare il Centrodestra alla vittoria”.
Alberto Maggi
