Ministro delle Riforme: salto del… Quagliariello, come ai tempi della cotta per il primo ministro… Napolitano, Mario Monti.
In realtà, don Gaetano ha lasciato Berlusconi, temendo che il Cavaliere, escludendolo dalle liste FI per il nuovo Parlamento, lo avrebbe relegato in panchina, come Conte fa, quasi sempre, con il quasi omonimo Quagliarella, riserva della Juventus.
E, a proposito di calcio e politica, Napolitano sia imparziale e obiettivo, al contrario degli arbitri che, nelle ultime 2 giornate, hanno favorito la Juventus: goal regolare, annullato al Chievo, e rete di Pogba, con Tevez, in fuorigioco, convalidata nel derby ai bianconeri.
Il Capo dello Stato non si comporti come Scalfaro che, odiando il Cavaliere, non sciolse le Camere, dopo il ribaltone, nel 1995, del primo esecutivo berlusconiano, favorendo la nascita del governicchio Dini, che era stato, con Silvio premier, ministro del Tesoro. Il Quirinale accerti se ci sono le condizioni per la continuazione della legislatura, con governi stabili, senza ricorrere agli aiutoni degli Scilipoti di turno che, più che salvare l’Italia dalla crisi economica, sono interessati a salvare poltrone e stipendioni.
E nonno Giorgio si convinca che aprire le “gabine” elettorali e consultare gli elettori non è un fatto patologico. No, Re Napolitano, ricorrere al voto anticipato è di gran lunga preferibile al varo di governicchi con maggioranze pasticciate e confuse.
Pietro Mancini
