L’ex sindaco della cittadina marchigiana torna in uno dei luoghi simbolo della sua storia politica e personale
Vittorio Sgarbi è riapparso in pubblico ieri sera a San Severino Marche, dove ha votato per il referendum sulla giustizia. Il critico d’arte, ex sottosegretario di Stato alla Cultura, si è recato al seggio numero 13, allestito nella scuola della frazione di Cesolo, tornando così in una città che lo aveva visto protagonista come sindaco agli inizi degli anni Novanta.
Sgarbi si è presentato alle 21 accompagnato dalla compagna Sabrina Colle e dal suo legale di fiducia, l’avvocato settempedano Giampaolo Cicconi. Ad accoglierlo c’era la sindaca Rosa Piermattei, che ha sottolineato il significato della visita e il rapporto rimasto vivo tra il critico d’arte e la comunità locale.
L’incontro, ha osservato la prima cittadina: “ha ribadito il legame mai interrotto tra l’illustre critico d’arte e la comunità settempedana”. Un passaggio che restituisce il peso simbolico della presenza di Sgarbi in una città che continua a rappresentare un capitolo importante della sua vicenda pubblica.
Dopo aver votato, Sgarbi ha spiegato il senso della sua partecipazione al referendum, mettendo l’accento sia sul tema del quesito sia sul valore civico del voto. “Il voto ha registrato molta attenzione perché si è ritenuto che fosse un tema importante. – ha detto Sgarbi dopo aver votato, sottolineando il valore della partecipazione democratica – A San Severino Marche ho trovato persone vicine, come l’ottimo sindaco Rosa Piermattei e il mio storico avvocato Giampaolo Cicconi”.
Secondo quanto riferito dal Comune, la visita “non è stata solo un impegno politico ma anche un momento di convivialità nel segno della tradizione locale”. Un ritorno pubblico che unisce così il piano istituzionale, quello personale e quello di un legame territoriale che, almeno a San Severino Marche, continua a non essersi mai davvero interrotto.

