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Referendum, Valditara non ha dubbi: “Sì come scelta di libertà, con il No vincerebbe massimalismo’

Così il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ieri sera nel corso del confronto a Roma, ‘Io voto sì’, organizzato da Lettera150

Referendum, Valditara non ha dubbi: “Sì come scelta di libertà, con il No vincerebbe massimalismo’

Referendum, Valditara non ha dubbi. Le parole del ministro

“Vogliamo veramente un cambiamento nell’amministrare una giustizia che è fondamentale per la vita di tutti i cittadini? E allora io credo che noi dobbiamo veramente fare una scelta: quella della libertà, della trasparenza, dell’efficienza, dell’indipendenza fino alla scelta della Costituzione che significa una magistratura che sia soggetta soltanto alla legge, che non sia politicizzata, che non risponda a logiche di casta”.

Così il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ieri sera nel corso del confronto a Roma, ‘Io voto sì‘, organizzato da Lettera150. Rivolgendosi poi ai tanti democratici che stanno a sinistra, aggiunge: “la battaglia contro questa riforma tradisce una visione, una riflessione, una battaglia politica che la sinistra riformista ha sempre avuto in passato il coraggio di fare e che ha portato anche a riforme importanti. Oggi la sinistra riformista conta molto poco. Oggi in questo Partito Democratico c’è una svolta massimalista che ha preso piede se qualcuno dovesse fare qualche paragone avrebbe voglia di rimpiangere Enrico Berlinguer rispetto a Elly Schlein e Luciano Lama rispetto a Landini“.

“Questa sinistra riformista, se vuole veramente contare per l’avvenire, avere un suo ruolo, poter non essere schiacciata dal massimalismo e dall’estremismo, in questa occasione, il 22 e il 23 marzo, può veramente lanciare un segnale”, prosegue Valditara.

“Se dovesse vincere il ‘no’, vincerebbe il massimalismo, l’estremismo, vincerebbe la contumelia, l’insulto, la delegittimazione della persona. Vincerebbero coloro che danno del bandito ad un avversario politico. E noi – conclude il ministro – non lo vogliamo proprio perché noi siamo sinceri democratici, perché amiamo la nostra Costituzione e perché rispettiamo i nostri giudici e i nostri procuratori della Repubblica, perché vogliamo che la magistratura torni ad essere un corpo autorevole, rispettata. Battiamoci per il sì, il 22 e il 23 marzo”.