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Politica
Renzi corre verso le elezioni. Ma Mattarella scioglierà le Camere?


Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)


Ufficialmente Matteo Renzi dichiara di avere i numeri al Senato, di essere tranquillo e di andare avanti. Ma il ko sul canone Rai ha fatto suonare più di un campanello d'allarme a Palazzo Chigi. Il premier - secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it - si sarebbe sfogato con i suoi più stretti collaboratori: "O la sinistra Pd si allinea e mi lascia governare o al primo incidente in Aula dopo l'estate vado alle elezioni e non ne ricandido nemmeno uno".

L'ex sindaco di Firenze non ne può più dei distinguo e delle prese di posizione dei vari Bersani e Bindi (solo per fare due nome) contro la linea del Nazareno. L'ingresso di Verdini nella maggioranza e quel flirt nascosto ma mai tramontato con Silvio Berlusconi hanno mandato in fibrillazione la minoranza dem. Sulle riforme istituzionali come sulla Rai si rischia l'incidente. I verdiniani dell'Ala sono una decina a Palazzo Madama ma i dissidenti del Pd sono tra 20 e 25 e quindi i numeri sono risicatissimi. Renzi non ha nessuna voglia di dover contrattare continuamente con i singoli senatori che non obbediscono alla linea del partito e del governo.

Ed ecco la svolta: minacciare il ritorno alle urne, con il cantiere della Tsipras italiana ancora tutto da costruire e senza un leader spendibile, per costringere la minoranza interna a più miti consigli. E se davvero non ci fosse unità sui temi chiave, dalle riforme ai provvedimenti economici, come ha detto il ministro Boschi, l'ipotesi delle elezioni anticipate diventarebbe improvvisamente d'attualità. Bisogna vedere però se Sergio Mattarella è pronto a sciogliere le Camere, anche e soprattuto con una legge elettorale diversa per Montecitorio e Palazzo Madama, o se invece il Quirinale, in caso di dimissioni dell'attuale esecutivo, non cerchi prima un'altra soluzione.

Che potrebbe anche essere quella avanzata in un'intervista ad Affaritaliani.it del senatore grillino Mario Michele Giarrusso di Graziano Delrio premier. Un fedelissimo di Renzi, apprezzato anche dalla sinistra interna, stimato dai centri di Alfano e che potrebbe ottenere il consenso perfino di Forza Italia. Il mese di agosto sarà fitto di trattative e consultazioni informali e a settembre si capirà se Renzi andrà avanti o se si apriranno nuovi scenari politici completamente differenti.

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