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Politica
Renzi rimasto col cerino in mano, Letta lo "tromba": da Italia Viva a "sola"
Matteo Renzi

Elezioni, ora i parlamentari (disperati) riaprono le agende e cominciano le chiamate seriali per non rimanere soli 

E alla fine di tutti i giochi chi è rimasto con il classico cerino in mano (lasciamo stare gli uccelli paduli perché siamo personcine a modo) è proprio lui Matteo Renzi con i suoi sodali che ora si interrogano seriamente se mai ce la faranno a superare lo sbarramento del 3% che gli regalerebbe qualche eletto. Poca roba comunque: tagli, ritagli e frattaglie.

Del resto quelli che hanno seguito l’ex premier nella scissione dal Partito democratico, l’hanno fatto perché non avevano alternative e rimanere nella casa madre per loro avrebbe significato essere tagliati fuori dai giochi. I più furbi se ne sono accorti subito, come Patrizia Prestipino, che è rimasta con Letta sebbene per un periodo di tempo sia stata una “renziana” convinta con un meraviglioso vestito rosso con cui lo “conquistò”. Un altro che non ha ceduto a esiziali lusinghe, è stato il suo portavoce dal 2014 a l 2018 a Palazzo Chigi, il misurato Filippo Sensi, ex Rutelli.

Uno che invece non ha altra scelta che continuare a cantare le lodi del suo capo è il coreografico Luciano Nobili, anche lui ex Rutelli, che ha vinto un terno al lotto con il “populismo bianco” di Matteo, ma che avendo litigato con tutti ora non è certo in una buona condizione per bussare a qualche uscio politico o più semplicemente lavorativo.

Anche perché con il taglio dei parlamentari c’è pochissima trippa per gatti e i mici sono micioni di grande stazza e affamatissimi.

Per ora Renzi la sta prendendo con livido aplomb e diplomazia perché in politica, come nella vita, “non si sa mai”, ma certo che le cose per lui e i suoi cari, a cominciare da Maria Elena Boschi, si sono messe proprio male e rischia di sparire politicamente di scena anche perché i suoi contatti “atlantici” sono sempre più flebili e gli Usa guardano al loro interlocutore naturale progressista e cioè ad Enrico Letta.

Se hanno qualche cosa da dare non è al fiorentino e sono passati i tempi belli delle cenette transatlantiche alla casa Bianca con Obama, Roberto Benigni e consorte.

A proposito, il comico toscano da quando ha preso una trombata pantagruelica con il referendum che voleva cambiare la “Costituzione più bella del mondo” è sparito di scena, accortosi dell’immane figuraccia. Si sarà rifugiato all’Inferno con l’amata Divina Commedia.

Insomma, come la vicenda di Gianfranco Fini insegna chi lascia l’”azienda”, per dirla alla Bersani, finisce sempre male.

Ora Renzi è rimasto solo nel suo progetto di un terzo polo liberale, che del resto era lo stesso di Francesco Rutelli con la sua Alleanza per l’Italia, perché Carletto Calenda dopo averlo illuso e perfuso di chiacchiere alla stretta finale se l’è bevuto, per usare un gergo un tantino malavitoso.

Letta Nipote dice che la trattativa è “ancora aperta” e c’è spazio per tutti, Renzi però ha controbattuto che lui non è un “Di Maio qualsiasi” a riprova che il bulletto di Rignano sull’Arno perde il pelo (forse) ma non il vizio (sicuro).

L’ex premier ha però aperto le ostilità incominciando ad attaccare il segretario del Pd definendolo “Enrico uomo delle tasse”, pover’uomo (Renzi) che altro gli resta da fare se non alzare un po’ il costo del suo tornito collo?

Per quell’ironia di cui solo la Storia è capace ora un bel “Matteo stai sereno” glielo propina proprio Letta, gustando sadicamente il gioco del gatto con topo, come solo un democristiano di lungo corso sa fare.

Italia viva, il suo micro partitino, è data al 2,6% e il suo destino è molto incerto. Invece una cosa è certa, il progetto politico di Renzi è definitivamente fallito, nonostante tutta la frenesia che anima il suo leader.

Si è trattato solo di una delle tante meteore che infinocchiano regolarmente gli elettori italiani che se ne innamorano perdutamente. Non per niente da noi il fascino dell’Uomo Solo al Comando gode ancora di un certo seguito.

Intanto, nel dubbio, gli attuali parlamentari -ricordiamolo eletti col Pd- riaprono l’agendina dei numeri telefonici e con disperazione acuita dall’afa di questi giorni cominciano le chiamate seriali a raffica come quel personaggio di un film di Verdone che, rimasto solo a Ferragosto, cerca disperatamente chiunque per non rimanere solo.

In effetti, più che Italia viva, il partitino di Renzi si dovrebbe chiamare Italia sola.

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