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salvatore barbera@Tommaso5mani

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salvatore barbera
Come vi finanziate?
"In Italia, dove siamo presenti con un team di 3 persone, siamo ancora nella fase di startup e in questo primo anno siamo stati completamente finanziati da Change.org internazionale. In altri paesi offriamo alle organizzazioni no profit la possibilità di lanciare petizioni sponsorizzate. In questo modo aiutiamo chi lavora sui temi sociali a mettersi in contatto con coloro che sono interessati a sostenerli. È un metodo simile ai video sponsorizzati su YouTube, i link sponsorizzati su Google o i tweet sponsorizzati su Twitter, ma su Change.org tutto gira intorno ai temi sociali. In pochi anni Change.org è arrivata in 18 paesi con oltre 180 persone di staff a livello globale. Un modello di business sociale che ha funzionato e che potrebbe essere da esempio per un paese come il nostro dove le startup, tanto più se sociali, riescono difficilmente ad emergere e crescere".

Quali altri casi 'simili' a quello di Calderoli o Borghezio ci sono, ci sono altri politici 'nel mirino'?
"Ogni giorno nascono petizioni indirizzate a politici e la maggior parte di queste sono estremamente propositive. Un esempio? La campagna Riparte il futuro lanciata da Libera ha raccolto su Change.org oltre 250.000 adesioni e proprio questa settimana verrà discussa e votata alla Camera la modifica della legge contro la corruzione. Per questo stiamo lavorando affinché Change.org possa incentivare il dialogo tra cittadini e decisori e permettere a quest'ultimi di rispondere in tempo reale alle richieste che gli vengono poste. Abbiamo grandi novità in arrivo nei  prossimi mesi. Continuate a seguirci".

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Politica

Di Tommaso Cinquemani
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salvatore barbera
"Già in 100mila hanno firmato per le dimissioni di Calderoli. Il pubblico online vuole dimostrare che il razzismo non può essere accettato in nessuna sua forma". Salvatore Barbera è il direttore di Change.org, la piattaforma web per lanciare petizioni online. Il 21 maggio ha ottenuto le dimissioni di Mario Borghezio, reo di aver insultato la ministra Kyenge, consegnando al presidente dell'Europarlamento, Martin Schulz, 130mila firme. Ad Affari spiega: "Change.org serve a dare la possibilità alle persone di far sentire la propria voce". E aggiunge: "E' un'occasione per i politici di ascoltare le richieste che arrivano dalla società civile".


La petizione per le dimissioni di Calderoli ha raccolto in poche ore 31 mila adesioni, come si spiega questo successo?
"La petizione sta volando e sono state superate le 100.000 firme in meno di 24 ore. Questa è sicuramente una delle petizioni che è crescita più velocemente da quando Change.org è sbarcata in Italia un anno fa. Ma non è l'unica a trovare grande consenso su questo tema: poche settimane fa una petizione che chiedeva sanzioni contro l'eurodeputato Borghezio, per le sue dichiarazioni razziste sulla appena nominata Ministra Cecile Kyenge, aveva raccolto 130.000 firme e aveva portato all'espulsione di Borghezio dal suo stesso gruppo, gli euroscettici dell'EFD".

Insomma, gli italiani sono sensibili su questo tema…
"C'è un chiaro interesse nel pubblico online di mobilitarsi sui temi dell'integrazione e per mostrare che il razzismo non può essere accettato in nessuna sua forma, soprattutto da parte di chi ricopre posizioni istituzionali. E Change.org serve proprio a dare la possibilità alle persone di attivarsi, far sentire la propria voce ed esercitare il potere di cambiare le cose".

Come lei ha ricordato con una petizione contro l'eurodeputato Borghezio, Change.org ne ha ottenuto l'espulsione dal gruppo europeo. Raggiungerete lo stesso obiettivo con Calderoli?
"Change.org è una piattaforma che raccogliere le istanze di miglia di cittadini e organizzazioni in tutto il mondo. Non siamo noi a vincere, ma coloro che decidono di lanciare una petizione e, raccogliendo il sostegno di altre persone online, creare quel cambiamento che gli sta a cuore".

Come definirebbe il suo lavoro?
"Il nostro lavoro è quello di fornire a tutti i migliori strumenti per far sentire la propria voce, mettere loro in contatto con chi vuole sostenere la loro istanza e, grazie alla nostra esperienza in mobilitazione online, aiutarli a vincere. È davvero una grande soddisfazione vedere così tante persone riuscire ad ottenere quello che loro vogliono".

Change.org ha una speciale 'amicizia con Stefano Corradino, come mai?
"Sia nel caso di Borghezio che di Calderoli è stato lui a lanciare la petizione. Corradino è il direttore di Articolo21, un'associazione di giornalisti, giuristi ed economisti che da anni si battono per difendere il principio della libertà di espressione. Non posso sapere se questa petizione riuscirà ad ottenere l'obbiettivo che si prefigge, ma conoscendo bene Corradino so che lui farà di tutto per vincere questa campagna, che in meno di un giorno è diventata la campagna di oltre 100.000 persone".

Change.org è la risposta al sempre maggiore distacco tra popolo e governanti?
"Da quando Change.org è arrivata in Italia un anno fa sono state lanciate miglia di petizioni che sono state firmate da oltre 1milione e 300mila persone e molte di queste erano richieste alla politica o alle istituzioni. Questi sono numeri impressionanti che mostrano come i cittadini vogliano partecipare in modo sempre più attivo alla discussione politica lanciando le proprie proposte e raccogliendo il sostegno di migliaia, talvolta centinaia di migliaia, di persone online. Si tratta di una nuova forma di partecipazione politica e sociale che riduce, piuttosto che aumentare, il distacco tra cittadini e decisori. L'obiettivo di Change.org è dare alle persone il potere, attraverso la nostra piattaforma, di ottenere quel cambiamento che vogliono vedere nella propria comunità, nella propria vita".

Che relazione ci potrebbe essere tra la tecnologia-internet e il processo legislativo italiano?
"Le petizioni sono sempre esistite nelle democrazie, ma gli strumenti che il web ci mette oggi a disposizione aumentano in modo drammatico la facilità per chiunque di lanciare una petizione e raccogliere in pochissime ore un numero impressionante di adesioni. A mio avviso siamo di fronte ad una vera e propria rivoluzione nel modo in cui i cittadini possono partecipare alla vita politica del Paese e incidere sul processo legislativo".

Internet spazzerà via la 'vecchia politica'?
"Questa è in primo luogo una grande occasione per i politici e le istituzioni di ascoltare le richieste che arrivano dalla società civile, sentire il polso del Paese sui vari temi e anche trovare nuove idee per risolvere i problemi. Un esigenza che trova conferma nei molti politici che ci contattano per mettersi in contatto con i promotori delle petizioni e che viene perfettamente espressa dalle parole della Presidente della Camera Laura Boldrini in questo suo tweet:


Come vi finanziate?
"In Italia, dove siamo presenti con un team di 3 persone, siamo ancora nella fase di startup e in questo primo anno siamo stati completamente finanziati da Change.org internazionale. In altri paesi offriamo alle organizzazioni no profit la possibilità di lanciare petizioni sponsorizzate. In questo modo aiutiamo chi lavora sui temi sociali a mettersi in contatto con coloro che sono interessati a sostenerli. È un metodo simile ai video sponsorizzati su YouTube, i link sponsorizzati su Google o i tweet sponsorizzati su Twitter, ma su Change.org tutto gira intorno ai temi sociali. In pochi anni Change.org è arrivata in 18 paesi con oltre 180 persone di staff a livello globale. Un modello di business sociale che ha funzionato e che potrebbe essere da esempio per un paese come il nostro dove le startup, tanto più se sociali, riescono difficilmente ad emergere e crescere".

Quali altri casi 'simili' a quello di Calderoli o Borghezio ci sono, ci sono altri politici 'nel mirino'?
"Ogni giorno nascono petizioni indirizzate a politici e la maggior parte di queste sono estremamente propositive. Un esempio? La campagna Riparte il futuro lanciata da Libera ha raccolto su Change.org oltre 250.000 adesioni e proprio questa settimana verrà discussa e votata alla Camera la modifica della legge contro la corruzione. Per questo stiamo lavorando affinché Change.org possa incentivare il dialogo tra cittadini e decisori e permettere a quest'ultimi di rispondere in tempo reale alle richieste che gli vengono poste. Abbiamo grandi novità in arrivo nei  prossimi mesi. Continuate a seguirci".

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