Bignami: “No alle lezioni da chi si inchina alle mafie”. Proteste in Aula
“Non accettiamo lezioni da chi fiancheggia chi prende a martellate i poliziotti” o “da chi è andato a inchinarsi ai mafiosi passando davanti alle loro celle mentre andava da Cospito”. Così nell’Aula della Camera il capogruppo di FdI Galeazzo Bignami rivolto ai banchi delle opposizioni. “Se voi aveste un po’ della moralità che ha dimostrato Giorgia Meloni, un po’ della sua schiena dritta forse ci risparmiereste qualche parola”, ha affermato Bignami. Durante il suo intervento si sono levate urla di protesta da alcuni deputati delle opposizioni, ripresi dal presidente di turno. Il deputato dem Federico Fornaro, successivamente in un richiamo al regolamento ha protestato: “Un conto è una dialettica dura, un conto è accusare dei colleghi di essersi inchinati a mafiosi, con riferimento ad una visita dei colleghi del Pd fatta nel diritto delle prerogative parlamentari. Deve fermare queste parole e stigmatizzarle”, ha affermato rivolto al presidente di turno. Proteste dalla maggioranza anche durante l’intervento del dem.
Malan: “Santanchè seguirà indicazioni della premier, fatti personali”
Quanto alla ministra Santanchè, come tutti i ministri seguirà le indicazioni del presidente del Consiglio, ma non prendiamo lezioni da chi ha limitato i diritti degli italiani con Dpcm e per evitare il passaggio parlamentare”. L’ha detto in Aula, al Senato, il capogruppo di Fratelli d’Italia, Lucio Malan, rivolgendosi alle opposizioni che poco prima avevano chiesto di discutere la mozione di sfiducia alla ministra del Turismo ribadendo anche la richiesta che la premier Giorgia Meloni torni in Aula a riferire. Dopo le parole di Malan, che ha accusato le minoranze di “menzogne e mistificazioni” durante la campagna per il referendum, in Aula ci sono stati momenti di tensione con urla e accuse incrociate e che il vicepresidente Gian Marco Centinaio ha cercato di contenere minacciando di sospendere l’assemblea. Malan ha poi ricordato che la presidente del Consiglio “è venuta in aula 10 giorni fa” e che “le tre questioni di Andrea Delmastro, Giusi Bartolozzi e Daniela Santanchè sono estranee all’attività del governo. Non è una questione politica ma situazioni personali che nulla hanno a che fare con la vita del governo”.
Opposizioni depositano anche alla Camera mozione di sfiducia su Santanchè
Una mozione di sfiducia alla ministra Santanchè è stata depositata questa mattina alla Camera e sottoscritta da tutte le forze di opposizione. “La Camera – si legge nella mozione sottoscritta da tutti i capigruppo dei partiti di opposizioni – premesso che l’articolo 94 della Costituzione attribuisce a ciascuna Camera il potere di revocare la fiducia mediante mozione motivata, la responsabilità politica dei singoli ministri costituisce elemento essenziale del corretto funzionamento dell’Esecutivo e del rapporto fiduciario con il Parlamento, Considerato che: – la Presidente del Consiglio dei ministri, con dichiarazione resa nel tardo pomeriggio del 24 marzo c.a. ha pubblicamente auspicato le dimissioni della Ministra del turismo Daniela Garnero Santanché; tali dichiarazioni evidenziano il venir meno del rapporto fiduciario tra la Presidente del Consiglio e la Ministra, determinando una situazione di oggettiva incompatibilità con la permanenza in carica; la mancata assunzione di responsabilità mediante dimissioni volontarie, a fronte di una esplicita presa di distanza del vertice dell’Esecutivo, configura una grave anomalia istituzionale; – tale situazione compromette la credibilità dell’azione di governo e arreca pregiudizio all’immagine delle istituzioni; visto l’articolo 94 della Costituzione e visto l’articolo 115 del Regolamento della Camera dei deputati, esprime la propria sfiducia alla Ministra del turismo, senatrice Daniela Garnero Santanchè, e la impegna a rassegnare le proprie dimissioni”.
La mossa dei 5S
“Abbiamo depositato la mozione di sfiducia contro Daniela Santanchè e ne chiediamo la calendarizzazione urgente. Siamo stati i primi a farlo due anni fa, quando esplosero gli scandali che la riguardavano mentre Giorgia Meloni continuava incredibilmente a difenderla. Serviva evidentemente la sconfitta clamorosa al referendum per scaricare Santanchè. Chiediamo a Fratelli d’Italia e alla maggioranza di essere conseguenti, dando dare seguito a ciò che la stessa Meloni, con ritardo mostruoso, chiede. Santanchè deve lasciare la poltrona. Subito”. Così il capogruppo M5S al Senato Luca Pirondini.

