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Politica
Sardine a Roma: "Siamo i partigiani del 2020". Dai lettori no al loro decalogo

Le Sardine riempiono piazza San Giovanni a Roma con, fonti della questura, 35 mila di persone. Tante le famiglie con bambini al seguito arrivate non solo da Roma ma da tante città italiane, da Bologna fino a Taranto e altre città del sud. La gente sta affluendo ancora dalle vie limitrofe verso il lato della piazza dove è posizionato il tir riadattato a palco da dove si susseguono gli interventi. Tanti i cartelli con il simbolo delle sardine e anche banchetti con i nuovi gadget del movimento. Non si sono visti, invece, bandiere o simboli dei partiti. Finora tutto si è svolto pacificamente.

"Siamo i partigiani del 2020", scandiscono le Sardine dal palco della manifestazione di piazza San Giovanni a Roma. Mentre "Basta razzismo" e "via i decreti sicurezza", sono gli slogan cantati dai ragazzi africani delle 'sardine nere'. E qualcuno ha cantato anche "Odio la Lega". Sardine in piazza anche in diverse città europee, da Londra a Berlino, passando per Parigi e Bruxelles.

SARDINE: "VEDERE CONTE? NON ORA, DOPO LE REGIONALI"

"E' apprezzabile che da parte di Conte ci sia stata una apertura" ma "non c'è bisogno in questo momento di un incontro fisico. Quella è la fase 3, in cui chiuso il capitolo regionali saremo pronti per sederci al tavolo. Da febbraio inizieremo a ragionare sui temi". Lo dice Mattia Santori, leader delle Sardine, rispondendo alle domande dei giornalisti in piazza San Giovanni. "Da sempre abbiamo chiesto un linguaggio rispettoso, vogliamo che la politica ritorni a essere qualcosa di complesso. Andiamo a parlare prima che il sovranismo arrivi". A chi gli chiede di Casapound, l'organizzatore del movimento risponde: "Dopo quella frase travisata", pronunciata da uno degli organizzatori, "non c'è stato uno a cui non si siano rizzati i capelli. L'antifascismo è un valore per noi". "La nostra sfida è mantenere la spontaneità", prosegue. "Non c'è un vertice e una assemblea, ma solo tante persone che hanno bisogno" di sentirsi parte di una comunità, ha aggiunto, dicendo che "non dormo da tre settimane".

SARDINE: DI STEFANO (CASAPOUND), 'NON ANDREMO A CANTARE BELLA CIAO'

No, non andremo a cantare Bella Ciao... Hanno parlato i quattro leader chiudendo a qualsiasi cosa... A questo punto non ci interessa". Così, interpellato dall'Adnkronos, Simone Di Stefano, uno dei leader di CasaPound, mette la parola fine alla querelle sulla partecipazione del movimento alla manifestazione della Sardine che si terrà oggi a piazza San Giovanni. "A San Giovanni non andremo - chiarisce Di Stefano - Quanto accaduto è la dimostrazione che non si vuole dialogare ma solo essere contro. E' la certificazione che questa piazza, questa sinistra, non va da nessuna parte: vorrebbe essere nuova, fresca e frizzante, ma, se si riduce a stare in piazza e cantare Bella Ciao, non serve allo scenario politico italiano e a noi non interessa. Alla fine, quella delle sardine si è rivelata la solita piazza della sinistra radicale, niente di nuovo. L'ennesimo bluff".

IL DECALOGO DELLE SARDINE NON CONVINCE I LETTORI DI AFFARITALIANI

E intanto arriva il decalogo delle Sardine. Ai lettori di Affaritaliani.it, però, il "manifesto" delle Sardine non piace, almeno per ora. Quasi il 90 per cento dei partecipanti al sondaggio durante la giornata di sabato ha infatti detto di non condividerlo. Solo poco più del 10 per cento ha invece votato a favore del decalogo. 

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I "DIECI COMANDAMENTI" DELLE SARDINE

1. I numeri valgono più della propaganda e delle fake news;

2. E’ possibile cambiare l’inerzia di una retorica populista. Come? Utilizzando arte, bellezza, non violenza, creatività e ascolto; 

3. La testa viene prima della pancia, o meglio, le emozioni vanno allineate al pensiero critico;

4. Le persone vengono prima degli account social. Perché? Perché sappiamo di essere persone reali, con facoltà di pensiero e azione. La piazza è parte del mondo reale ed è lì che vogliamo tornare;

5. Protagonista è la piazza, non gli organizzatori. Crediamo nella partecipazione;

6. Nessuna bandiera, nessun insulto, nessuna violenza. Siamo inclusivi;

7. Non siamo soli, ma parte di relazioni umane;

8. Siamo vulnerabili e accettiamo la commozione nello spettro delle emozioni possibili, nonché necessarie. Siamo empatici;

9. Le azioni mosse da interessi sono rispettabili, quelle fondate su gratuità e generosità degne di ammirazione. Riconoscere negli occhi degli altri, in una piazza, i propri valori, è un fatto intimo ma rivoluzionario;

10. Se cambio io, non per questo cambia il mondo, ma qualcosa comincia a cambiare. Occorrono speranza e coraggio.

La presentazione dei 10 "comandamenti" è accompagnata da questo testo:

Sarà una festa, oggi. Sarà un segnale. Sarà Piazza San Giovanni. Perché sei scesa in piazza? Perché ho trovato finalmente delle persone come me. Corpi reali, cervelli pensanti, anime accoglienti. A contarle quasi non ci riesci per quante sono. Ma CONTARE è anche il loro desiderio: contare nella collettività, nella fiducia l’una sull’altra. Vogliamo darci da fare anche in un altro modo, dare voce e sostegno ai tanti progetti sociali che da tempo nuotano nella nostra stessa direzione. Ce ne occuperemo con cura, partendo da ora con questo primo progetto. La ricetta è sempre la stessa: crea la tua sardina e scendi in piazza per difendere i valori di democrazia e uguaglianza! Unisciti a banco! Unisciti alla più grande rivoluzione ittica d’Italia! C’è chi critica le sardine per la loro mancanza di “contenu - ti”. Le sardine ascoltano sorprese. Ricordano piazze vuote. Ora le vedono piene. Piene di persone in carne e ossa. Sono stati giorni bellissimi. Mai avremmo pensato di scatenare questa ondata di follia creativa, di ricevere 50 foto di sardine al giorno, di essere intervistati da tutti i giornali. (...) Vorremmo che fosse chiaro che non l’abbiamo fatto per noi, ma per tutti, e soprattutto per quella parte di Paese che ogni giorno oltre a lavorare presta il proprio tempo all’associa - zionismo, al volontariato e alla cura del territorio. Ogni giorno i vostri spunti ci sono stati d’aiuto per aggiungere dei pezzetti a quello che succederà. Sarà un evento di tutti, creato da una comunità che si è appena conosciuta, ma che potrà fare grandi cose insieme.

E ancora:

Non è più il tempo di stare a guardare. Di lamentarsi e di criticare. Non è più il tempo di dividersi. Oggi possiamo iniziare a scrivere una nuova storia. Oggi il nostro compito è incrinare poco a poco una triste epoca populista durata troppo a lungo. Serviranno gli anziani, gli insegnanti, i liceali. Le famiglie e i lavoratori. Gli educatori, il mondo del volontariato, chi fa politica. Gli studenti fuori sede e chi vive in provincia. Nella nostra regione abbiamo fatto miracoli. Facciamone un altro. A un mese dalla piazza di Bologna, le sardine di tutt’Italia si incontrano a Roma. La piazza ci aspetta. E ci spetta!

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