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Sardone (Lega): “No all’islamizzazione e all’immigrazione clandestina. Chi viene in Italia a delinquere torni a casa sua”

Ad Affari le parole di Silvia Sardone, vice segretario della Lega, sulla manifestazione di sabato 18 aprile a Milano

Sardone (Lega): “No all’islamizzazione e all’immigrazione clandestina. Chi viene in Italia a delinquere torni a casa sua”

A Milano il “raduno dei patrioti” contro islamizzazione, immigrazione clandestina e politiche europee. La leghista Silvia Sardone: “L’UE sospenda il patto di stabilità, prima che sia troppo tardi”

Una manifestazione sulla difesa dell’identità, sul no all’islamizzazione e sull’urgenza dell’indipendenza energetica. A dirlo, ad Affaritaliani, Silvia Sardone – vice segretario della Lega, eurodeputata e consigliere comunale a Milano – che difende dalle critiche il Remigration summit” – così come è stato definito, in modo sarcastico, dalle opposizioni – che si svolgerà sabato 18 aprile in Piazza Duomo, a Milano. Il raduno dei “Patrioti”, infatti, sta alimentando un confronto sempre più acceso tra centrodestra e centrosinistra, divisi sia sul significato politico dell’iniziativa sia sul diritto stesso di scendere in piazza.

“C’è chi ha parlato di Remigration Summit, ma è una definizione per portare avanti la loro vuota propaganda. La manifestazione riguarda in primo luogo i danni subiti dall’Europa e la sua capacità di rispondere alla crisi. Non si vuole sospendere il Patto di stabilità per intervenire sui costi del carburante, ma si trovano risorse per acquistare armi: quelle risorse devono esserci anche per affrontare le crisi economiche. Aspettare di entrare in recessione prima di agire mi sembra folle: significa attendere che le imprese chiudano, mentre sarebbe molto meglio prevenire. È questo che chiediamo”, ha detto Sardone. In secondo luogo, il raduno è un modo per dire no all’immigrazione clandestina e alle relative conseguenze sul tema della sicurezza.

Islamizzazione e lotta all’immigrazione clandestina

“La lotta all’immigrazione clandestina è il secondo motivo che ci porta in piazza, per ribadire il principio secondo cui, chi viene in Italia a delinquere, non deve essere il benvenuto e deve essere rimandato al proprio Paese. Il tema della delinquenza straniera è sotto gli occhi di tutti: il 35% dei reati è commesso da stranieri, con punte del 48% a Bologna, del 55% a Milano e dati elevati anche a Firenze”, prosegue la leghista, che ricorda poi come nel resto d’Europa ci sono governi, anche socialdemocratici, che adottano politiche molto più dure su espulsioni e contrasto all’islamizzazione, come Inghilterra, Danimarca, Austria, Germania.

“L’unica sinistra che resta ideologica e continua a parlare di integrazione è quella italiana. Il futuro dell’islamizzazione è già una realtà: a Bruxelles, Berlino, Londra Mohammed è il nome più diffuso tra i nuovi nati; a Colonia e Londra c’è il richiamo del muezzin; esistono tribunali legati alla sharia in Inghilterra; in alcune scuole europee incomincia a essere proposto l’obbligo di menù halal. Per questo diciamo: fermiamoci, scendiamo in piazza sia per ragioni economiche, per chiedere a Ursula von der Leyen una deroga al Patto di stabilità, sia per contrastare l’islamizzazione crescente e per fermare l’immigrazione clandestina”, dice Sardone. “Qualcuno a sinistra attacca sulla remigrazione. Il termine remigrazione, di per sé, non deve spaventare: dipende da come viene utilizzato. Non significa rimpatriare gli immigrati onesti, anzi: spesso sono proprio loro i primi a essere stanchi delle conseguenze della criminalità e del degrado”, prosegue.

L’appello all’Europa

L’eurodeputata rilancia poi la necessità per l’Europa di dotarsi del nucleare per raggiungere l’indipendenza energetica e per evitare gli effetti più duri sulla crisi, qual è quella che stiamo vivendo: “L’Europa non può aspettare la recessione, così come non può intervenire solo quando è troppo tardi. In primis, serve una deroga al Patto di stabilità per affrontare la crisi energetica. In secundis, urge dotarsi del nucleare per non dipendere più da nessuno. Le politiche sul Green Deal si sono rivelate ideologiche e oggi mostrano tutta la loro debolezza. Al contrario, ciò che deve essere incentivato, è il nucleare di nuova generazione. Serve più pragmatismo, non possiamo trovarci ogni volta impreparati quando scoppia una guerra o una crisi. Aspettare che il malato stia per morire prima di intervenire è una follia: bisogna curarlo prima”.

La manifestazione di sabato, dice la Sardone, vedrà una grande partecipazione, nonostante le dichiarazioni dei centri sociali e le manifestazioni di protesta annunciate: “La Questura e la Prefettura hanno garantito che l’evento sarà sicuro. Sarà una piazza piena di cittadini perbene: ci saranno anche i trattori, perché siamo stati l’unica realtà a opporci al Mercosur, che rischia di mettere in ginocchio l’agricoltura. Ci saranno poi i motociclisti, contrari al blocco delle moto a Milano, ennesimo provvedimento ideologico legato alle politiche green. Ci saranno tante famiglie. È una mobilitazione per chiedere un cambiamento in Europa e ci aspettiamo molto”, conclude.

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