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Segre: “Sul ddl antisemitismo ci sia la più ampia convergenza”

La senatrice a vita Liliana Segre auspica “una convergenza trasversale” sul ddl antisemitismo per fronteggiare con maggiore efficacia l’ondata che abbiamo davanti

Segre: “Sul ddl antisemitismo ci sia la più ampia convergenza”
Liliana Segre

“Rinnovo il mio auspicio che si possa realizzare ‘una convergenza trasversale, la più ampia possibile’ nell’adozione di nuove norme che permettano di fronteggiare con maggiore efficacia l’ondata di antisemitismo che abbiamo davanti. Una convergenza che, al di là degli schieramenti e delle collocazioni parlamentari, abbia il respiro che dicevo cioè di vedere nell’antisemitismo un nemico di tutti. Come nemica di tutti è ogni forma di razzismo, di discriminazione, di persecuzione di persone, di idee, di fedi”. Così la senatrice a vita Liliana Segre riferendosi al disegno di legge contro l’antisemitismo che nel pomeriggio dovrebbe essere esaminato dall’aula di Palazzo Madama. Segre l’ha citato nel saluto inviato alla presentazione del rapporto sull’antisemitismo in Italia 2025 da parte dell’ Osservatorio antisemitismo in corso al Senato.

“Negli ultimi anni, soprattutto dopo il pogrom terrorista del 7 ottobre 2023 e il dramma umanitario derivato dalla reazione militare e dalla lunga e atroce guerra a Gaza, si è registrato un costante aumento dei casi di antisemitismo, delle aggressioni verbali e fisiche, degli episodi di intolleranza e degli atti ostili contro gli ebrei, al punto che può essere pericoloso per gli ebrei mostrarsi come tali nella vita di ogni giorno. E in altri paesi della nostra Europa si assiste purtroppo a fenomeni simili. Insomma, siamo di fronte a una chiara emergenza antisemitismo”. Lo ha detto la senatrice a vita Liliana Segre nel messaggio inviato alla presentazione del rapporto sull’antisemitismo in Italia 2025, da parte dell’Osservatorio antisemitismo, in corso al Senato. E ha ribadito: “Sarebbe un errore considerare l’emergenza che abbiamo di fronte come un problema della minuscola minoranza ebraica: è invece una minaccia complessiva alla nostra vita democratica e alla qualità della convivenza civile. Come ho avuto occasione di dire lo scorso 27 gennaio, il valore universale della Shoah ci obbliga a considerare ogni offesa alla dignità degli altri esseri umani come offesa a ciascuno di noi, a tutti noi”. La senatrice si è poi soffermata sulle “campagne di diffusione dell’odio”, di cui è stata bersaglio più volte e su cui ha sollecitato “particolare attenzione alla regolamentazione delle piattaforme online di servizi digitali. Occorre cioè responsabilizzare chi gestisce quelle piattaforme e realizza ingenti guadagni sulle persone che passano tanto del loro tempo a insultare il prossimo”. E ha aggiunto: “Non si tratta di introdurre forme di censura alla libertà, ma di contrastare chi guadagna lucrando sull’odio e sulla violenza verbale e non solo. Anche con la commissione anti discriminazioni, che ho l’onore di presiedere, ci siamo occupati e dovremo tornare a occuparci di questi temi, ma il Parlamento nel suo insieme, se si accinge a legiferare, dovrà affrontare con la dovuta attenzione temi tanto sensibili, quanto ineludibili”.