Space economy, approvato il piano da 7,8 miliardi. Meloni: “Il finanziamento pubblico? Importante, ma non basta: occorre più capitale privato”
L’Italia punta con decisione sullo spazio e rafforza la propria strategia nel settore aerospaziale. Durante la 29ª riunione del Comitato interministeriale per le politiche relative allo Spazio e alla ricerca aerospaziale (Comint), presieduta a Palazzo Chigi dalla premier Giorgia Meloni, il governo ha approvato il nuovo Documento strategico nazionale per la Space economy. Il piano si fonda su tre direttrici principali: governance, regole e sviluppo della filiera industriale italiana. L’obiettivo è creare un sistema più coordinato tra istituzioni, ricerca e imprese, integrando anche gli ambiti civile e militare per ridurre ritardi e sovrapposizioni operative. “La seduta di oggi del Comint aggiunge un tassello in più alla strategia del Governo attraverso l’approvazione del Documento strategico di politica spaziale nazionale. È un passaggio cruciale perché traduce in programmazione e azioni concrete gli indirizzi che questo Governo ha fissato”, ha scritto la Premier su X.
Il documento punta inoltre a consolidare i comparti in cui l’Italia è già competitiva – come osservazione della Terra, telecomunicazioni ed esplorazione spaziale – e ad ampliare la presenza nazionale nei nuovi mercati emergenti: servizi in orbita, logistica spaziale, infrastrutture commerciali in orbita bassa, sicurezza e resilienza. Sul piano normativo, il governo rivendica il primato italiano in Europa grazie alla legge n. 89 del 13 giugno 2025, che ha introdotto un quadro organico dedicato alla Space economy. La normativa mira a garantire maggiore certezza agli investitori e a definire con chiarezza responsabilità e regole del settore. “È una legge che chiarisce responsabilità, colma il vuoto regolatorio, dà una cornice stabile alle attività spaziali, sostiene gli investimenti con un Fondo pluriennale, rafforza la collaborazione tra pubblico e privato”, ha commentato la Premier.
Il fulcro della strategia resta però il sostegno economico alla filiera nazionale. L’esecutivo ha infatti confermato investimenti pari a 7,8 miliardi di euro fino al 2028, destinati a infrastrutture, ricerca e innovazione. Le risorse coinvolgeranno grandi gruppi industriali, piccole e medie imprese, start-up e centri di ricerca. Nel corso dell’incontro, Meloni ha anche sottolineato la necessità di aumentare il contributo dei capitali privati. “Oggi l’ecosistema spaziale italiano vive una fase di espansione. È un patrimonio che va sostenuto, ma anche responsabilizzato. Perché il finanziamento pubblico rimane cruciale nei settori strategici e nelle fasi di rischio tecnologico, ma non può essere l’unico orizzonte. Occorre più capitale privato, più apertura internazionale, più collaborazione tra grandi imprese, pmi, start-up, università e centri di ricerca. L’Italia ha competenze industriali e scientifiche di primissimo livello. Abbiamo grandi gruppi, piccole e medie imprese innovative, start-up, università, centri di ricerca, distretti territoriali, oltre ad un capitale umano che ogni giorno è in grado di costruire valore e che ci consente di restare competitivi”, ha concluso.

