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Unioni civili: sette su dieci sono favorevoli

Unioni civili: sette su dieci sono favorevoli
ispo
La netta maggioranza degli italiani (più di sette su dieci) è oggi d’accordo con l’opportunità di riconoscere legalmente le unioni tra omosessuali. Si tratta di un notevole mutamento rispetto al passato: ancora dieci anni fa, la maggioranza era contraria

L’INDAGINE DELL’ISTITUTO ISPO

Il dibattito sulla opportunità o meno di concedere alle coppie omosessuali gli stessi (o una parte dei) diritti spettanti alle coppie eterosessuali continua a restare acceso. Il fatto che alcuni sindaci abbiano registrato matrimoni di coppie di persone dello stesso sesso, contravvenendo così alle indicazioni del Ministro dell’Interno, ha suscitato molto scalpore e le proteste di quest’ultimo.

In realtà, la netta maggioranza degli italiani (più di sette su dieci) è oggi d’accordo con l’opportunità di riconoscere legalmente le unioni tra omosessuali. Si tratta di un notevole mutamento rispetto al passato: ancora dieci anni fa, la maggioranza era contraria; poi, pian piano, i favorevoli hanno finito per prevalere, fino ad oggi in cui costituiscono la larga maggioranza. Sono particolarmente d’accordo con la concessione dei diritti alle coppie gay le donne e, come prevedibile, i giovanissimi. Viceversa, si ravvisa una maggiore contrarietà al Sud e tra chi vive in una famiglia particolarmente numerosa. Questo seconda una indagine dell’Istituto Ispo.

Entrando nel merito dei diritti da concedere, naturalmente, il consenso varia. Si va dalla quasi unanimità nel caso dell’opportunità di assistere il partner, anche se dello stesso sesso, in caso di bisogno di assistenza sanitaria e ospedaliera: un aspetto per il quale anche i contrari alle unioni gay sono comunque d’accordo. Il consenso è elevato anche per il subentro nella locazione e nell’affitto e per la possibilità di continuare ad abitare nell’appartamento di proprietà del convivente dopo la sua morte. Sin qui, come si è detto, si tratta di concessioni per le quali si dichiarano favorevoli anche coloro che, in linea di principio, sono contrari alla legalizzazione delle unioni gay. Ci sono altri punti in cui il consenso è minore e non viene dato da parte dei contrari in generale: ad esempio, chiedere permessi di lavoro nel caso in cui il partner si ammali, riscuotere la quota obbligatoria di eredità nel caso di decesso del partner, ottenere la reversibilità della pensione o un sostegno economico quando termina la convivenza.

C’è poi un aspetto per il quale comunque la maggioranza degli italiani rimane contraria. Si tratta della possibilità per le coppie gay di adottare un figlio. C’è da dire che i favorevoli a concedere anche questa opzione non sono pochi, dato che superano il 40%. Anche in questo caso, sono nettamente più favorevoli le donne, i giovanissimi (ove i favorevoli costituiscono la maggioranza assoluta). Al contrario, sono più sfavorevoli i residenti al Sud e chi vive in una famiglia numerosa. Nell’insieme, come si è detto, la maggioranza degli italiani è però ostile a concedere l’adozione di figli alle coppie gay.

Al di là di questo aspetto, tuttavia, si riscontra un netto favore e, di conseguenza, un consenso al recente comportamento dei sindaci “ribelli”.