Sul caso dell’accoltellamento di una professoressa da parte di uno studente 13enne in una scuola della Bergamasca, interviene anche il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara con parole nette: “I Social sono devastanti, tra sfide estreme e odio. Vietarli ai più piccoli non è rimandabile. C’è una proposta di legge bipartisan in discussione in Parlamento, occorre accelerarne l’approvazione. Serve però – spiega Valditara a Il Corriere della Sera – una vera e propria svolta culturale nel Paese, in cui siano tutti protagonisti, famiglie e società civile. Nell’attesa cominciamo ad applicare le norme e i divieti vigenti, responsabilizziamo i genitori e proseguiamo con i progetti per
l’educazione al rispetto e per aiutare, con il supporto dello psicologo, i giovani che vivono situazioni di difficoltà“.
“La scuola – prosegue Valditara – non può fare tutto da sola. Se un ragazzo esce di casa con un coltello, peraltro con una grande lama, e nessuno in famiglia se ne accorge…”. Valditara poi parla anche della norma per installare i metal detector agli ingressi delle scuole. “Non comprendo le polemiche contro i metal detector. La sinistra parla di repressione: cosa non si dovrebbe reprimere? Il portare coltelli in classe? La scuola può chiedere il ricorso al metal detector qualora ne ravvisi la necessità, ma non sempre tutto è prevedibile”. Poi l’annuncio: “Andrò in quella scuola della Bergamasca”.

