“Il fatto che il colosso giapponese della Bridgestone sia disposto a trattare è certamente una buona notizia e un ottimo segnale di distensione per i lavoratori dell’azienda che ha sede nel barese. Mi auguro che, nei prossimi incontri, il tavolo tecnico-operativo si impegni al massimo per garantire continuità lavorativa, attraverso un accordo equilibrato e ragionevole che trovi il sostegno delle istituzioni locali e nazionali con azioni costruttive e lungimiranti". Lo dichiara in una nota il sen. Luigi d’Ambrosio Lettieri, coordinatore PdL Grande Città di Bari.

"Ma sotto il titolo disoccupazione e povertà, purtroppo, c’è scritto il nome di tante aziende - molte delle quali con meno di 15 dipendenti che, in caso di licenziamento, non possono usufruire neanche degli ammortizzatori sociali - che hanno chiuso battenti o rischiano la chiusura imminente. Occorre mantenere alta l’attenzione sulla vicenda dolorosa della Bridgestone, come pure su un’altra vertenza che vede oltre 200 lavoratori sospesi in un’angosciante attesa, quella della Om-carrelli, ma i riflettori vanno accesi su tutto il comparto produttivo che si è trasformato in un bollettino di guerra".
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“Il fatto che il colosso giapponese della Bridgestone sia disposto a trattare è certamente una buona notizia e un ottimo segnale di distensione per i lavoratori dell’azienda che ha sede nel barese. Mi auguro che, nei prossimi incontri, il tavolo tecnico-operativo si impegni al massimo per garantire continuità lavorativa, attraverso un accordo equilibrato e ragionevole che trovi il sostegno delle istituzioni locali e nazionali con azioni costruttive e lungimiranti". Lo dichiara in una nota il sen. Luigi d’Ambrosio Lettieri, coordinatore PdL Grande Città di Bari.

"Ma sotto il titolo disoccupazione e povertà, purtroppo, c’è scritto il nome di tante aziende - molte delle quali con meno di 15 dipendenti che, in caso di licenziamento, non possono usufruire neanche degli ammortizzatori sociali - che hanno chiuso battenti o rischiano la chiusura imminente. Occorre mantenere alta l’attenzione sulla vicenda dolorosa della Bridgestone, come pure su un’altra vertenza che vede oltre 200 lavoratori sospesi in un’angosciante attesa, quella della Om-carrelli, ma i riflettori vanno accesi su tutto il comparto produttivo che si è trasformato in un bollettino di guerra".
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“Il fatto che il colosso giapponese della Bridgestone sia disposto a trattare è certamente una buona notizia e un ottimo segnale di distensione per i lavoratori dell’azienda che ha sede nel barese. Mi auguro che, nei prossimi incontri, il tavolo tecnico-operativo si impegni al massimo per garantire continuità lavorativa, attraverso un accordo equilibrato e ragionevole che trovi il sostegno delle istituzioni locali e nazionali con azioni costruttive e lungimiranti". Lo dichiara in una nota il sen. Luigi d’Ambrosio Lettieri, coordinatore PdL Grande Città di Bari.

"Ma sotto il titolo disoccupazione e povertà, purtroppo, c’è scritto il nome di tante aziende - molte delle quali con meno di 15 dipendenti che, in caso di licenziamento, non possono usufruire neanche degli ammortizzatori sociali - che hanno chiuso battenti o rischiano la chiusura imminente. Occorre mantenere alta l’attenzione sulla vicenda dolorosa della Bridgestone, come pure su un’altra vertenza che vede oltre 200 lavoratori sospesi in un’angosciante attesa, quella della Om-carrelli, ma i riflettori vanno accesi su tutto il comparto produttivo che si è trasformato in un bollettino di guerra".
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“Il fatto che il colosso giapponese della Bridgestone sia disposto a trattare è certamente una buona notizia e un ottimo segnale di distensione per i lavoratori dell’azienda che ha sede nel barese. Mi auguro che, nei prossimi incontri, il tavolo tecnico-operativo si impegni al massimo per garantire continuità lavorativa, attraverso un accordo equilibrato e ragionevole che trovi il sostegno delle istituzioni locali e nazionali con azioni costruttive e lungimiranti". Lo dichiara in una nota il sen. Luigi d’Ambrosio Lettieri, coordinatore PdL Grande Città di Bari.

"Ma sotto il titolo disoccupazione e povertà, purtroppo, c’è scritto il nome di tante aziende - molte delle quali con meno di 15 dipendenti che, in caso di licenziamento, non possono usufruire neanche degli ammortizzatori sociali - che hanno chiuso battenti o rischiano la chiusura imminente. Occorre mantenere alta l’attenzione sulla vicenda dolorosa della Bridgestone, come pure su un’altra vertenza che vede oltre 200 lavoratori sospesi in un’angosciante attesa, quella della Om-carrelli, ma i riflettori vanno accesi su tutto il comparto produttivo che si è trasformato in un bollettino di guerra".
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"I dati che attestano una disoccupazione sempre crescente, a cominciare proprio dal territorio della provincia di Bari, testimoniano un allarme sociale e uno stato di emergenza che non va sottovalutato e che deve essere affrontato a livello nazionale, quanto a livello locale".
 
"Se la crisi internazionale rappresenta una forte contingenza in relazione alla morìa di imprese, anche nel terzo settore, non si può girare la testa dall’altra parte di fronte al degrado e all’abbandono in cui viene lasciata la zona industriale di Bari e alla solitudine inflitta ai piccoli imprenditori, che sono poi la colonna vertebrale del nostro sistema economico".
 
"Il governo deve agire immediatamente sul fronte del lavoro con il rifinanziamento della cig e l’alleggerimento della leva fiscale. Ma qui, sul territorio, le istituzioni devono farsi carico della convocazione immediata di stati generali del settore imprenditoriale soprattutto del commercio, dell’edilizia e dei servizi per comprenderne e condividerne le problematiche, attuando di conseguenza interventi programmatici che rispondano ad un disegno complessivo di sostegno e di sviluppo del comprensorio barese”.
 
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