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Comm. Sanità, Pino Romano si dimette. Lacarra: 'Maggioranza, urge chiarimento'

Il presidente della Commissione Sanità, Pino Romano, che all’esito della votazione sul piano di riordino ospedaliero e della rete emergenza-urgenza regionale le aveva preannunciate, ha formalizzato le dimissioni dall’incarico attraverso una lettera inviata al Presidente del Consiglio regionale, ai componenti dell’Ufficio di presidenza, al Presidente della Regione e a tutti i componenti della III Commissione.

Pino Romano 2
 

“Sento sulla funzione istituzionale da me svolta il fallimento politico su due punti da me dichiarati prioritari all’atto della mia elezione avvenuta con un consenso ampissimo: autorevolezza della Commissione nell’interlocuzione con il Governo regionale e ricerca della massima convergenza politica”, scrive Romano nella premessa con cui motiva le dimissioni dalla presidenza della Commissione Sanità.

“Tutti i commissari - prosegue - durante questo anno di attività hanno manifestato il dissenso, la scarsa considerazione, l’inesistenza documentale soprattutto in materia di riordino, nei confronti del Governo regionale”.

“Regolamenti importanti e di sistema - aggiunge Romano - hanno conseguito in Commissione consenso unanime, contributo poco considerato in fase di approvazione definitiva”.

ciraci piano riordino
 

Più politica la seconda parte della comunicazione a firma di Romano: “Le tornate degli ultimi 5 anni dimostrano che la Sanità e le sue problematiche sono sempre meno influenti sul consenso elettorale. Questa consapevolezza mi ha portato a collocare la sanità al di sopra della quotidiana e demagogica querelle politica, impegnandoci tutti a dare un contributo super partes a migliorare ed efficientare il sistema nell’interesse supremo della Puglia e dei pugliesi”.

“Mi rendo ben conto della ghiotta opportunità offerta dalla maggioranza alle forze di opposizione con le sue defaillances, ma la seduta poteva comunque concludersi diversamente dopo le garanzie date dal dott. Ruscitti, alle quali ritengo comunque di aver dato un importante contributo” conclude Romano, che auspica che le sue dimissioni possano consentire una discussione politica sia in seno alla maggioranza sia all’interno della Commissione sanità.

Non si è fatta attendere la nota del Segretario regionale del Partito Democratico e consigliere regionale Marco Lacarra, che solo pochi giorni aveva invitato il Partito a "ricompatarsi.

Emiliano Lacarra
 

“Votare contro il piano di riordino ospedaliero in Commissione Sanità, causando la seconda bocciatura, è stata una scelta estremamente rigida che non ha tenuto conto di alcuni fattori. In primis che il governo regionale ha avuto margini di manovra estremamente ristretti rispetto all’applicazione del Decreto Ministeriale 70. Questo deve indurci ad una riflessione e a domandarci fino a che punto l’attività del governo può essere censurabile".

"Comprendo le difficoltà dei miei colleghi consiglieri regionali - prosegue Lacarra - di dover giustificare ai territori di appartenenza situazioni poco felici che si sono verificate in alcuni dipartimenti ed unità operative, ma non si può non tener conto del grande sforzo messo in campo dal governo in lunghi mesi di lavoro, per gestire situazioni assai complesse oggetto del piano di riordino".

"E ancora, questa secca bocciatura - sottolinea Marco Lacarra - non ha considerato che il piano di riordino è in una fase di applicazione dinamica, quindi ancora suscettibile di interventi e limature nella fase attuativa, sempre nell’ambito di parametri rispettosi dei dettami imposti dal DM70. Alla luce di quanto avvenuto credo sia urgente ed indispensabile un chiarimento all’interno della maggioranza”.

Pellegrino Paolo
 

Prova a recuperare la situazione, avviata verso un piano inclnato per niente rassicurante, il presidente de La Puglia con Emiliano e vicepresidente della III Commissione Sanità, Paolo Pellegrino, che comunque indica una possibile conseguenza politica, nel caso non si ritrovasse l'unità auspicata: “Preso atto con rammarico, ma comprensione, delle dimissioni annunciate dal presidente della III Commissione Sanità, Pino Romano, mosse evidentemente dalla natura politica del risultato del voto sul piano di riordino, invito il collega a recedere dalla sua decisione nell’interesse della commissione stessa e della tenuta della maggioranza che nelle ultime ore ha manifestato un certo disagio”.

“Ho provveduto, per dovere istituzionale - sottolinea - a convocare per lunedì prossimo, alle ore 9 e 30 nella Sala Guaccero, la III Commissione per l’audizione del presidente Emiliano sul piano di riordino. In quella sede anche io rassegnerò formalmente le mie dimissioni da vicepresidente della Commissione, salvo che insieme al collega Romano, e tenuto conto delle reazioni politiche che si sono manifestate, non riscontreremo la necessità di continuare il lavoro di coordinamento della Commissione. Ma solo a condizione – conclude Pellegrino - che la maggioranza ritrovi l’unità e manifesti piena coerenza con il programma politico di Emiliano”

(gelormini@affaritaliani.it)

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Pubblicato sul tema: Sanità, il Piano riordino non passa Emiliano addita la lobby dei Primari

                               Lacarra (PD) chiede al partito di ricompattarsi

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