Sette anni per rimuovere le incrostazioni e gli appannamenti che la salsedine degli scandali, dei baronati e della parentopoli aveva sedimentato sulla lente-lanterna del Faro nel sigillo dell’Università degli Studi di Bari.

Un vetro che torna ad essere trasparente, dopo essersi scollato di dosso le reminiscenze offuscate del mito, nostalgico e decadente, per trovare nuova luce nella figura martire e nobile di uno dei suoi più illustri docenti, prim’ancora che statista raffinato: Aldo Moro.

Corrado Petrocelli, Magnifico Rettore, tra qualche settimana passerà la mano al collega Antonio Felice Uricchio, Direttore della Facoltà di Giurisprudenza di Taranto, perché l’Università italiana è una delle poche realtà istituzionali, se non l’unica, a prevedere l’elezione del nuovo rettore prima della fine del mandato di quello precedente.

Aveva ricevuto un’Università “disastrata” con un bilancio di ben più dei 52milioni di debiti allora appurati, ai quali si sono aggiunti nel corso degli ultimi anni tagli di risorse, da parte del Ministero, per ben 38milioni: il che ha determinato un recupero necessario di 90milioni di euro. “Essere oggi a solo meno 30milioni – sottolinea il Rettore – è un risultato più che virtuoso. E’ per questo che mi piacerebbe essere ricordato come Signor +60, anziché meno trenta”.

Un processo di snellimento delle procedure d’iscrizione, di modernizzazione dei sistemi organizzativi e di comunicazione, di valorizzazione del patrimonio immobiliare ereditato e di quello acquisito nel corso del suo mandato, che Corrado Petrocelli rivendica con modestia, ma al tempo stesso con fermezza.

Ad essi va aggiunta la crescente internazionalizzazione dei rapporti di formazione, l’apertura alle declinazioni di coinvolgimento dei diversamente abili, del servizio civile (che per la prima volta offre possibilità di espletamento anche all’estero) e l’avvio  dei lavori di ristrutturazione per dare vita al “primo asilo nido” nella storia dell’Università di Bari.

L’azione rinnovatrice ed innovatrice, costantemente condivisa dal Rettore con i suoi collaboratori, con i docenti e con gli stessi studenti, ha portato a risultati apprezzati, che hanno visto anche nella ricerca dei riscontri di estremo valore (da Farmacia le interessanti scoperte sull’alzheimer). L’Università degli Studi di bari “A. Moro” è tra le prime venti università italiane con rating internazionali e numerosi punti d’eccellenza in diversi suoi settori di ricerca e di formazione. Naturalmente lacune e sacche di produttività persistono, e su questo bisognerà ancora lavorare.

Ben 165 ricercatori assunti, di cui 22 retribuiti da investitori stranieri, che hanno avuto fiducia nell’istituzione barese, a testimonianza della qualità offerta e dell’attenzione riservata a questa Università. Qualcosa che fa ben sperare per il futuro e che accentua il ruolo complementare e determinante dell’Università di Bari all’affermazione, sempre più incisiva, della Puglia in senso lato.

ATENEO

Sette anni per rimuovere le incrostazioni e gli appannamenti che la salsedine degli scandali, dei baronati e della parentopoli aveva sedimentato sulla lente-lanterna del Faro nel sigillo dell’Università degli Studi di Bari.

Un vetro che torna ad essere trasparente, dopo essersi scollato di dosso le reminiscenze offuscate del mito, nostalgico e decadente, per trovare nuova luce nella figura martire e nobile di uno dei suoi più illustri docenti, prim’ancora che statista raffinato: Aldo Moro.

Corrado Petrocelli, Magnifico Rettore, tra qualche settimana passerà la mano al collega Antonio Felice Uricchio, Direttore della Facoltà di Giurisprudenza di Taranto, perché l’Università italiana è una delle poche realtà istituzionali, se non l’unica, a prevedere l’elezione del nuovo rettore prima della fine del mandato di quello precedente.

Aveva ricevuto un’Università “disastrata” con un bilancio di ben più dei 52milioni di debiti allora appurati, ai quali si sono aggiunti nel corso degli ultimi anni tagli di risorse, da parte del Ministero, per ben 38milioni: il che ha determinato un recupero necessario di 90milioni di euro. “Essere oggi a solo meno 30milioni – sottolinea il Rettore – è un risultato più che virtuoso. E’ per questo che mi piacerebbe essere ricordato come Signor +60, anziché meno trenta”.

Un processo di snellimento delle procedure d’iscrizione, di modernizzazione dei sistemi organizzativi e di comunicazione, di valorizzazione del patrimonio immobiliare ereditato e di quello acquisito nel corso del suo mandato, che Corrado Petrocelli rivendica con modestia, ma al tempo stesso con fermezza.

Ad essi va aggiunta la crescente internazionalizzazione dei rapporti di formazione, l’apertura alle declinazioni di coinvolgimento dei diversamente abili, del servizio civile (che per la prima volta offre possibilità di espletamento anche all’estero) e l’avvio  dei lavori di ristrutturazione per dare vita al “primo asilo nido” nella storia dell’Università di Bari.

L’azione rinnovatrice ed innovatrice, costantemente condivisa dal Rettore con i suoi collaboratori, con i docenti e con gli stessi studenti, ha portato a risultati apprezzati, che hanno visto anche nella ricerca dei riscontri di estremo valore (da Farmacia le interessanti scoperte sull’alzheimer). L’Università degli Studi di bari “A. Moro” è tra le prime venti università italiane con rating internazionali e numerosi punti d’eccellenza in diversi suoi settori di ricerca e di formazione. Naturalmente lacune e sacche di produttività persistono, e su questo bisognerà ancora lavorare.

Ben 165 ricercatori assunti, di cui 22 retribuiti da investitori stranieri, che hanno avuto fiducia nell’istituzione barese, a testimonianza della qualità offerta e dell’attenzione riservata a questa Università. Qualcosa che fa ben sperare per il futuro e che accentua il ruolo complementare e determinante dell’Università di Bari all’affermazione, sempre più incisiva, della Puglia in senso lato.

ATENEO

Sette anni per rimuovere le incrostazioni e gli appannamenti che la salsedine degli scandali, dei baronati e della parentopoli aveva sedimentato sulla lente-lanterna del Faro nel sigillo dell’Università degli Studi di Bari.

Un vetro che torna ad essere trasparente, dopo essersi scollato di dosso le reminiscenze offuscate del mito, nostalgico e decadente, per trovare nuova luce nella figura martire e nobile di uno dei suoi più illustri docenti, prim’ancora che statista raffinato: Aldo Moro.

Corrado Petrocelli, Magnifico Rettore, tra qualche settimana passerà la mano al collega Antonio Felice Uricchio, Direttore della Facoltà di Giurisprudenza di Taranto, perché l’Università italiana è una delle poche realtà istituzionali, se non l’unica, a prevedere l’elezione del nuovo rettore prima della fine del mandato di quello precedente.

Aveva ricevuto un’Università “disastrata” con un bilancio di ben più dei 52milioni di debiti allora appurati, ai quali si sono aggiunti nel corso degli ultimi anni tagli di risorse, da parte del Ministero, per ben 38milioni: il che ha determinato un recupero necessario di 90milioni di euro. “Essere oggi a solo meno 30milioni – sottolinea il Rettore – è un risultato più che virtuoso. E’ per questo che mi piacerebbe essere ricordato come Signor +60, anziché meno trenta”.

Un processo di snellimento delle procedure d’iscrizione, di modernizzazione dei sistemi organizzativi e di comunicazione, di valorizzazione del patrimonio immobiliare ereditato e di quello acquisito nel corso del suo mandato, che Corrado Petrocelli rivendica con modestia, ma al tempo stesso con fermezza.

Ad essi va aggiunta la crescente internazionalizzazione dei rapporti di formazione, l’apertura alle declinazioni di coinvolgimento dei diversamente abili, del servizio civile (che per la prima volta offre possibilità di espletamento anche all’estero) e l’avvio  dei lavori di ristrutturazione per dare vita al “primo asilo nido” nella storia dell’Università di Bari.

L’azione rinnovatrice ed innovatrice, costantemente condivisa dal Rettore con i suoi collaboratori, con i docenti e con gli stessi studenti, ha portato a risultati apprezzati, che hanno visto anche nella ricerca dei riscontri di estremo valore (da Farmacia le interessanti scoperte sull’alzheimer). L’Università degli Studi di bari “A. Moro” è tra le prime venti università italiane con rating internazionali e numerosi punti d’eccellenza in diversi suoi settori di ricerca e di formazione. Naturalmente lacune e sacche di produttività persistono, e su questo bisognerà ancora lavorare.

Ben 165 ricercatori assunti, di cui 22 retribuiti da investitori stranieri, che hanno avuto fiducia nell’istituzione barese, a testimonianza della qualità offerta e dell’attenzione riservata a questa Università. Qualcosa che fa ben sperare per il futuro e che accentua il ruolo complementare e determinante dell’Università di Bari all’affermazione, sempre più incisiva, della Puglia in senso lato.

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Un vetro che torna ad essere trasparente, dopo essersi scollato di dosso le reminiscenze offuscate del mito, nostalgico e decadente, per trovare nuova luce nella figura martire e nobile di uno dei suoi più illustri docenti, prim’ancora che statista raffinato: Aldo Moro.

Corrado Petrocelli, Magnifico Rettore, tra qualche settimana passerà la mano al collega Antonio Felice Uricchio, Direttore della Facoltà di Giurisprudenza di Taranto, perché l’Università italiana è una delle poche realtà istituzionali, se non l’unica, a prevedere l’elezione del nuovo rettore prima della fine del mandato di quello precedente.

Aveva ricevuto un’Università “disastrata” con un bilancio di ben più dei 52milioni di debiti allora appurati, ai quali si sono aggiunti nel corso degli ultimi anni tagli di risorse, da parte del Ministero, per ben 38milioni: il che ha determinato un recupero necessario di 90milioni di euro. “Essere oggi a solo meno 30milioni – sottolinea il Rettore – è un risultato più che virtuoso. E’ per questo che mi piacerebbe essere ricordato come Signor +60, anziché meno trenta”.

Un processo di snellimento delle procedure d’iscrizione, di modernizzazione dei sistemi organizzativi e di comunicazione, di valorizzazione del patrimonio immobiliare ereditato e di quello acquisito nel corso del suo mandato, che Corrado Petrocelli rivendica con modestia, ma al tempo stesso con fermezza.

Ad essi va aggiunta la crescente internazionalizzazione dei rapporti di formazione, l’apertura alle declinazioni di coinvolgimento dei diversamente abili, del servizio civile (che per la prima volta offre possibilità di espletamento anche all’estero) e l’avvio  dei lavori di ristrutturazione per dare vita al “primo asilo nido” nella storia dell’Università di Bari.

L’azione rinnovatrice ed innovatrice, costantemente condivisa dal Rettore con i suoi collaboratori, con i docenti e con gli stessi studenti, ha portato a risultati apprezzati, che hanno visto anche nella ricerca dei riscontri di estremo valore (da Farmacia le interessanti scoperte sull’alzheimer). L’Università degli Studi di bari “A. Moro” è tra le prime venti università italiane con rating internazionali e numerosi punti d’eccellenza in diversi suoi settori di ricerca e di formazione. Naturalmente lacune e sacche di produttività persistono, e su questo bisognerà ancora lavorare.

Ben 165 ricercatori assunti, di cui 22 retribuiti da investitori stranieri, che hanno avuto fiducia nell’istituzione barese, a testimonianza della qualità offerta e dell’attenzione riservata a questa Università. Qualcosa che fa ben sperare per il futuro e che accentua il ruolo complementare e determinante dell’Università di Bari all’affermazione, sempre più incisiva, della Puglia in senso lato.

ATENEO

Su questo fronte Corrado Petrocelli esorta: “Se i nostri studenti sono richiesti dall’estero e si affermano oltre confine, vuol dire che sono preparati bene. Allora c’è da insistere nell’azione di recupero di questi cervelli in fuga, fare in modo che trovino anche da noi le condizioni offerte all’estero e favorire processi di controtendenza, per attrarre anche da noi cervelli stranieri. Solo così sarà possibile un autentico e salutare dinamismo di crescita. Anche perché è paradossale continuare a finanziare la competitività degli altri Paesi a nostro danno”.

“Recupero della legalità e di una ritrovata identità, in particolari anni di crisi” è quello che la maggior parte dei docenti contattati riconosce all’attività del Rettore Petrocelli, che vanta il varo del “codice etico” e la sua applicazione, così come la pubblicazione on-line dei verbali - come primo atto del suo mandato – a partire dagli del Consiglio d’Amministrazione del Senato Accademico: un segno di marcata trasparenza e di concreto cambiamento, che ne ha contraddistinto l’intera attività.

Un’Università larga, aperta al sociale, un laboratorio che torna ad essere “Agorà”, dove ritrovano cittadinanza piena innanzitutto gli studenti: il cuore pulsante di quella che Petrocelli ha voluto definire, persino nello Statuto, “la Comunità Universitaria”.

Il futuro del Magnifico Rettore sarà un periodo di meritato riposo, che sia ri-generatore per poter continuare l’attività di docente soprattutto. L’esperienza elettorale verso il Parlamento, mortificata dal risultato al di sotto delle aspettative del Partito Democratico, lo mette in guardia in caso di future ipotesi politiche. Resta una risorsa, che al momento osserva la confusione in atto, ma che la passione e l’attaccamento al territorio continueranno ad esaltarne il patrimonio culturale ed intellettuale per la Puglia intera.

(gelormini@affaritaliani.it)

 

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