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Desirèe Digeronimo Liste e carta valori

Desirèe Digeronimo, candidata a Sindaco per Bari 2014, presenta le liste che intendono sostenere la sua candidatura e a tutti fa "firmare", con l'impronta a colori della mano, la sua Carta dei Valori.

Con lei saranno l'Associazione "Riconosciamo Bari" con Patrizia Facchini, "Desideriamo Bari" con Donato Cippone, "Rifondazione Italia per la Legalità" con Mauro Solfrizzi e "Giovani in Movimento" con Diego de Marzo e Angela Perna. Portavoce di tutte le liste: Roberto Varricchio.

 

Carta Valoriale

Il rispetto della dignità umana praticato contestualmente al dovere di fraternità (art. 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo) è quanto viene richiesto, con urgenza, dai cittadini baresi che sono in procinto di eleggere un nuovo Governo della Città.

In contrapposizione alle pratiche della partitocrazia, coloro che sottoscrivono questo documento valoriale esprimono unanime consenso perché questi principi - “dignità dell’uomo” e “fraternità” - si affermino mediante un radicale cambiamento culturale che consiste nel vivere l’Amore alla Città in quanto Comunità.

In una Comunità, infatti, le pratiche utilizzate sono attenzione, ascolto, accoglienza, partecipazione, condivisione, servizio: senza alcuna forma di mercificazione.

Le Persone che appartengono a una Comunità camminano insieme e tutte sono nelle condizioni di migliorare il loro benessere materiale e spirituale perché chi governa deve essere capace di coniugare il principio di Solidarietà con il principio di Sussidiarietà, concedendo a tutti, in modo agevole e trasparente, l’accesso alle informazioni e ai servizi mediante le relazioni umane e le nuove tecnologie.

Del resto, dovere di un'Amministrazione efficace è innanzitutto quello di riconoscere a tutti lo status effettivo di Cittadino nella pienezza dei suoi diritti.

Chi sottoscrive questo documento, infatti, condivide l'impegno a vivere l’umiltà come requisito per essere utile alla collettività.

Quanti lavorano alla realizzazione di questa idea, partecipando ai tavoli politici con lo scopo di redigere un programma condiviso, si impegnano a vivere questa esperienza con lealtà, sobrietà e senza privilegiare interessi personalistici.

Non a caso, la campagna elettorale è proprio l’inizio di un percorso che una Comunità intraprende per trasformare la propria città nel luogo migliore in cui vivere.

Per fare ciò, la Politica in questa Città deve riappropriarsi del suo senso più genuino, sanando quel vulnus costituito dallo scollamento sempre più evidente tra rappresentati e rappresentanti, dovuto alla percezione che la gente avverte dell’elefantiasi della macchina amministrativa, dell’inadeguatezza dei partiti politici contemporanei, della inaffidabilità della classe che ha gestito sinora Bari, della dilagante corruzione di cui ogni giorno le cronache danno conto, dell’innegabile tramonto delle illusioni della ‘primavera pugliese’ ed ancor più ‘barese’, che è declinata ben presto verso il gelido inverno.

Del resto, dal futuro Sindaco di Bari è giusto pretendere molto.

Di certo si chiede che valorizzi il territorio, occupandosi dei problemi quotidiani di ciascun cittadino, decongestionando la Città dal traffico, liberandola dalle buche sui marciapiedi, migliorando i servizi sociali, potenziando i mezzi di trasporto, avendo a cuore le periferie così come Bari Vecchia ed il centro, ampliando i luoghi ed i contenuti culturali, riconferendo l’antico splendore alla Fiera del Levante come al Petruzzelli, operando secondo i canoni classici di una madre che cura i propri figli con uguale amore e dedizione.

La grande questione allora da porsi consiste nel chiedersi come utilizzare al meglio ed in maniera trasparente le risorse che appartengono a tutti i cittadini e, dunque, come promuovere l’interesse pubblico attraverso una adeguata allocazione di beni e servizi, assumendo un senso di responsabilità verso la collettività.

Si tratta di creare un modello di sviluppo di lungo periodo, socialmente responsabile, capace di realizzare un sistema evoluto non solo da un punto di vista di efficienza ma soprattutto di civiltà.

Desiree valoriale
 

Per recuperare una capacità progettuale autentica occorre allora collocarsi in una prospettiva di lungo periodo, ricostruendo un canale di comunicazione diretto fra il mondo politico e quello soprattutto della cultura, affinché quest’ultimo ricominci a proporre idee utili che il primo sappia valorizzare nella mediazione politica, in un’ottica di interesse collettivo, di crescita culturale, di equità distributiva tra classi e generazioni. E’ questo che conferisce senso all’essere ‘pubblico’.

Ciò richiede ogni giorno un investimento di natura morale. Un investimento che è ‘giusto’ non solo perché ‘conveniente’ da un punto di vista utilitaristico, ma soprattutto perché è condizione necessaria per la realizzazione di una società basata sui principi della convivenza civile.

Non servono superuomini al comando, non necessitano colossi o ego smisurati. Serve solo qualcuno che faccia coscienziosamente il proprio lavoro, lontano dalle telecamere, dalla ribalta dei giornali inseguita ad ogni costo. Qualcuno che non usi il Palazzo di Città per ambire a diversi traguardi, che non intessi strumentalmente relazioni di scambio internazionale al fine di trarne personale vantaggio da un punto di vista mediatico. Qualcuno che si ricordi sempre del motivo per cui la gente lo ha votato: il bene dei suoi concittadini.

 In questo scenario, si inserisce l’appoggio di un consistente gruppo di Liste civiche alla candidatura alla carica di Sindaco di Bari dei Desirèe Digeronimo. Una candidatura slegata dai partiti, scevra da interessi precostituiti, svincolata dalla pressione delle lobbies, una candidatura che nasce dal basso, da uno spontaneo movimento popolare che è partito ormai da mesi ed ha attratto la cittadinanza proprio per il fascino insito nell’innegabile carisma di una donna che è riconosciuta come leader proprio in virtù della sua semplicità e della concretezza della sua specifica storia personale e del suo progetto politico.

Desirèe
 

Un progetto politico che vuole ristabilire una ‘concordia ordinum’, improntato alla trasparenza ed alla legalità, che vuole costituire, però, un deciso momento di rottura rispetto alle vecchie logiche di schieramento partitico, che, dietro il paravento di rispettabili ideologie, celano solo interessi particolaristici e dinamiche di corruttela.

Desirèe Digeronimo, infatti, propone ed incarna per Bari un nuovo patto sociale, finalizzato a far uscire la nostra Città dall’impasse e dall’immobilismo e farle riscoprire quello spirito di unione e di collaborazione teso alla ripresa e alla crescita. Una visione strategica di sintesi, di condivisione e di riconoscimento reciproco, a tutela dell’interesse comune, che riesca a sviscerare e a risolvere le contrapposizioni radicate nel tessuto sociale, mettendo da parte egoismi personali e di gruppo e che, quindi, sappia raccogliere la necessità del confronto tra le diverse anime che compongono Bari.

Un progetto di pacificazione fra rappresentanti e rappresentati, che favorisca il dialogo e rimuova odiose logiche di distinzione e di separazione. Un processo che la Politica con la P maiuscola – quella incarnata dalla gente - vorrà sostenere, riscoprendo il suo spirito di servizio affrancato da conflitti d’interesse, riacquistando il coraggio necessario alla sua missione, offrendo pari opportunità per tutti e abbandonando ogni forma di clientelismo.
Bari ha bisogno di una classe dirigente che si renda autonoma dal mondo imprenditoriale ed al tempo stesso di un pool di imprenditori che investa sul territorio e che partecipi compatto alla conservazione e al potenziamento dei principi di solidarietà che danno forma e sostanza al contratto sociale.

E’ doveroso ripartire, dunque, da un accordo virtuoso tra cittadini, istituzioni, imprenditori e associazioni che riunendo forze, competenze e “risorse”, conduca ad una rigenerazione del territorio non soltanto dal punto di vista urbanistico, ma soprattutto commerciale e culturale, al fine di agevolare l’integrazione e la coesione sociale, di fronteggiare il fenomeno dell’immigrazione, e di offrire un efficace presidio di legalità. Una Città ricca di Cultura, che ne sappia incentivare la produzione, che voglia investire democraticamente nelle buone idee, incoraggiando così i giovani a sperimentare, è una Città pronta ad affrontare con fiducia le sfide del futuro, per preparasi alle quali è necessario l’impegno di tutti nel presente.
Le Liste che si attivano per questo progetto di riedificazione sociale e culturale riconoscono in Desirèe Digeronimo la sintesi del loro impegno, che è proteso a rendere Bari una Città sicura e vivibile, in cui si sviluppi il commercio ed il turismo, in cui il lavoro non sia più oggetto di scambio alla mercè di logiche clientelari e fenomeni di corruttela pubblica e privata.

Questo è ciò che grazie a Desirèe vogliamo che avvenga a Bari, e vogliamo che avvenga attraverso un percorso di discontinuità rispetto alla gestione degli ultimi anni, ponendo finalmente un freno alle discutibili logiche da tempo diffuse nei vecchi partiti e a quei teatrini orditi dai politicanti di professione, che mistificano e confondono l’interesse collettivo con il proprio tornaconto individuale.

Perché, al di là degli infingimenti, dei proclami, delle diffuse ipocrisie e dei fuochi di fila dei tradizionali schieramenti della ormai vetusta partitocrazia, Bari ha bisogno di un Sindaco che sia soprattutto onesto quanto capace. Un Sindaco che sappia far di conto e che – come Desirèe – possa davvero essere la sintesi della coesione sociale della operosa Comunità di Bari.

Perché i baresi sono persone laboriose e splendidamente semplici, che per essere fieri della loro Città reclamano un Sindaco che, spente le luci della ribalta, si occupi soprattutto di una cosa: fare coscienziosamente il proprio lavoro.

(gelormini@affaritaliani.it)

 

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