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Di Gioia: focus sull'Agricoltura pugliese, Coildiretti lo pungola

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, l’assessore alle Politiche Agricole, Leo di Gioia, e il direttore di dipartimento, Gianluca Nardone, fanno il punto “Sullo stato dell’agricoltura e delle politiche agricole in Puglia”. Occasione utile, anche, per fare il punto sull’attuazione del PSR, il piano di sviluppo rurale finanziato con fondi comunitari, c onsiderata autentica linfa per il mondo contadino.

Coldieretti DiGioia Emiliano
 

 

“Al momento del nostro insediamento - ha spiegato Di Gioia - abbiamo dovuto rifare quasi tutto daccapo. Erano scadute le posizioni dirigenziali del Psr, che era stato in gran parte osservato da Bruxelles, abbiamo ereditato la situazione bloccata per i Consorzi di Bonifica indebitati, ci siamo trovati davanti l’emergenza Xylella. Insomma abbiamo dovuto riorganizzare il sistema nel suo complesso, rimettendolo in piedi davanti a problemi ultraventennali”.

 

“Eppure - ha sottolineato di Gioia - la Puglia agricola cresce, con nel 2016 un +0,6 di imprese agricole e un +0,7 di imprese agroalimentari. E un +10% di imprese agricole giovanili. In Puglia l’agricoltura vale il 4% del Pil, contro una media del 2% nazionale e conta per il 10% dell’export regionale. Quella pugliese dunque è un’agricoltura forte, giovane, vitale innovativa, che esporta e che rispetta l’ambiente”.

 

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Sul Psr Di Gioia ha detto che: “Non è fermo: finora sono stati pagati oltre 91 milioni di euro, ovvero circa il 5% di quanto previsto in totale: siamo in linea con le altre Regioni italiani di pari dimensioni e di pari finanziamento. Non ci sarà alcun problema di disimpegno delle risorse, sono sereno per il nostro lavoro che per i numeri è migliore anche di quello del Ministero”.

 

“Il Psr non è fermo: lo dicono gli indicatori fisici di risultato. E stiamo continuando a programmare per tutte le annualità. Sulle questioni principali inoltre il partenariato è stato riunito 11 volte in un anno. Gli uffici poi hanno lavorato sulle richieste di modifica del Psr provenienti dalle associazioni. Sono state sbloccate le misure 10 e 11, con una particolare attenzione per il biologico.

 

"Per i Gal, sono state ridotte a 23 le strutture - ha precisato l'Assessore - con un iter di concertazione ed entro un mese saranno chiuse tutte le procedure. Sulla misura 11 i problemi di pagamento sono da attribuirsi ad alcuni problemi dell’Agea.  Ma sono le cose fatte in due anni che vanno comunque ricordate e che ci rendono orgogliosi: penso al riordino dei consorzi di Bonifica, ai 160.000 ettari controllati per la Xylella, i consorzi di difesa, le riforme per la legge per la caccia che è ferma dal 1998 e che va rifatta”.

xylella Ostuni2
 

 

“Eravamo partiti - ha ricordato Emiliano nel suo intervento  - da un punto in cui la Conferenza delle Regioni voleva toglierci il coordinamento degli assessorati regionali italiani, per darlo a una regione del Nord, vista la gestione non positiva. Nonostante questo, non abbiamo mai fatto polemiche con i nostri predecessori, ci siamo resi credibili, ci abbiamo messo la faccia e abbiamo deciso di operare un deciso cambio di passo per il settore. Questo cambio di passo è stato avvertito fino a Bruxelles, che non ha aperto alcuna procedura di infrazione nei nostri confronti come era stato paventato. Ci siamo difesi ascoltando tutti, costruendo una comunità anche tra gli scienziati che studiano la lotta alla Xylella. Facendo il nostro dovere abbiamo approvato la riforma dei consorzi di bonifica e abbiamo rispettato quanto prescritto dalla UE per la Xylella. Insomma, abbiamo scardinato vecchie prassi, riconoscendo l’autorità di tutti i cittadini del mondo agricolo, utilizzando la partecipazione e difendendo la dignità di tutti. Anche se restiamo sotto pressione”.

 

Il presidente Emiliano ha infine definito “una bufala” il permesso di dare la caccia a cani e gatti in Puglia nell’ambito della riforma della legge sulla caccia. 

 

Coldiretti emiliano di gioia
 

Perentorio, a margine dell'incontro/riflessione, il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele: “In Puglia sul PSR siamo messi peggio delle regioni terremotate", ha detto pungolando sia il presidente Emiliano che l'Assessore Di Gioia, "In Umbria e Marche, per esempio, nonostante le difficoltà oggettive causate dal sisma, sono già stati finanziati progetti per l’insediamento dei giovani in agricoltura, bando che in Puglia è stato pubblicato nel luglio 2016 e mai reso operativo".

 

"Anche la vicina Basilicata, per rimanere al Sud, è più veloce della Puglia. Da noi sono bloccati da 1 anno oltre 120 milioni di euro per bandi pubblicati e finiti nel cassetto - ha aggiunto Cantele -  a dimostrazione che l’opacità della burocrazia continua a fare più danni delle calamità. Al netto delle difficoltà strutturali e strumentali, il ‘così è se vi pare’ del Presidente Emiliano vanifica ogni tentativo di ripartenza e aggiustamento del tiro. Stiamo perdendo competitività e serve 'davvero' un immediato e deciso cambio di passo”.

"E’ lunga la lista - precisa Coldiretti Puglia - di imprese agricole che hanno anticipato investimenti per l’acquisto di macchinari, strumenti, realizzazione di serre,  prefabbricati, impianti irrigui e che a distanza di un anno non hanno potuto neppure perfezionare le pratiche di finanziamento e chissà quando potranno avere le risorse utili all’innovazione e allo sviluppo.

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“PSR e mancata semplificazione amministrativa sono le due facce della stessa medaglia - ha aggiunto poi il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti- perché manifestano sordità della Pubblica Amministrazione verso le necessità delle imprese agricole pugliesi, che chiedono meno burocrazia. Lo hanno chiesto anche in occasione del Tour Coldiretti che ha riunito nel 2016 al TeatoTeam oltre 7000 imprenditori agricoli, che hanno espresso chiare aspettative per il futuro, con il 62% percento che ha chiesto con forza proprio la semplificazione amministrativa".

"La burocrazia - ha chiosato Crosetti - fa perdere fino a 100 giorni di lavoro all’anno, che vengono sottratte all’attività degli agricoltori in un difficile momento di crisi. Eppure anche il provvedimento ‘azzera burocrazia’, approvato con delibera di Giunta regionale n. 243 nel lontano 18 febbraio del 2013, non è mai divenuto operativo”.

(gelormini@affaritaliani.it)

 

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