
“Vorrei capire perché le banche non offrono spiegazioni del perché non sostengono investimenti e crescita ma solo i mercati speculativi. La Bce ha trasferito risorse ciclopiche alle banche per sostenere le imprese, ma quelle risorse non sono diventate un supporto alle aziende, ma sono andate ad incentivare la speculazione. Quando si renderanno conto le banche che l’economia senza lavoro si tramuta in catastrofe?”.
Così il presidente della Regione, Nichi Vendola, apostrofa il sistema del credito, alla Fiera del Levante per la “Giornata del credito”, promossa da Obiettivo Finanza (lo sportello per facilitare l’accesso al credito istituito dalla Camera di Commercio di Bari) e organizzata da Promem Sud Est spa, Fiera del Levante, Confindustria Bari e Bat.
La Regione, attraverso il fondo di garanzia ha stanziato in una prima tranche cinquanta milioni di euro che hanno sviluppato investimenti per cinquecento milioni e in una seconda tranche ulteriori cinquanta milioni, “è il più cospicuo fondo stanziato da qualsiasi regione d’Italia”, sostiene Vendola che bacchetta i bancari, rei di non fare abbastanza per l’economia reale.

Il fondo del microcredito alle piccole e piccolissime imprese invece, agevolerà, secondo le stime di Loredana Capone, assessore allo sviluppo economico della Regione, circa milletrecento aziende pugliesi nell’arco di tre anni.
I bancari respingono le critiche del presidente Vendola, sostenendo che la questione sia ben più complessa.

Le banche sono da sempre al fianco delle centinaia di migliaia di imprese che costituiscono un tessuto imprenditoriale caratterizzato da capacità non comuni: se la via della ripresa sarà di nuovo imboccata esse proseguiranno il loro cammino al fianco degli imprenditori italiani”.
Per il presidente della Fiera del Levante, Ugo Patroni Griffi, “il sistema del credito, per non diventare oligarchia dei più forti, dovrebbe mettere in atto un approccio diverso sulla base del merito creativo. Mentre le piccole banche devono concentrarsi”.

Secondo l’Osservatorio Findomestic, la spesa per beni durevoli in Puglia è diminuita dell’11,8 per cento, risentendo del calo del reddito disponibile pro capite, con punte di contrazioni dei consumi che hanno raggiunto il 21,6 per cento, in alcuni settori.
La causa di questa crisi, secondo Giorgio Salvo, direttore della sede barese della Banca d’Italia va ricercata nella “debolezza della domanda soprattutto quella legata agli investimenti. Inoltre l’offerta è ancora troppo selettiva. L’atteggiamento prudente delle banche risente del deterioramento della qualità dei prestiti”.
(gelormini@affaritaliani.it)
