Parte da Bari in Puglia, la terra di Pinuccio Tatarella e di Mimmo Mennitti, il tour per l’Italia di Gianfranco Fini, per organizzare e presentare la sua nuova associazione Liberadestra. Con incontro nel Multisala Galleria, con i giovani e i fondatori della nuova associazione, culminato con l’intervento dell’ex presidente della Camera.

“Innanzitutto mi premere precisare che Liberadestra – ha dichiarato l’ex leader di Alleanza Nazionale – non è l’ennesimo partito del centrodestra e che non abbiamo intenzione di prendere parte a competizioni elettorali. E’ più semplicemente un’associazione politico-culturale, che vuole avanzare proposte per ridare identità al centrodestra italiano, nella consapevolezza che in questi anni la società italiana è cambiata. Non è un’operazione nostalgica, perché non si può ricostruire qualcosa che non c’è più e perché come, diceva Almirante, l’unica nostalgia che abbiamo è per l’avvenire”.

Gianfranco Fini ha anche parlato dell’attuale situazione politica. “Purtroppo il centrodestra come lo conoscevamo noi non esiste più, questa disgregazione è colpa di tanti, fra i quali ci sono anch’io, che a differenza di altri non ho problemi a fare autocritica. Attualmente il centro destra è diviso almeno in quattro formazioni ed è singolare che sul governo ci siano tre differenti posizioni. Il nuovo Centro Destra di Alfano che è al governo, Fratelli d’Italia e la Lega che sono fortemente critici e Forza Italia che cambia giudizio a seconda delle circostanze”.

“La stessa costituente Popolare – ha pa proseguito – annunciata più volte, che dovrebbe mettere insieme NCD, Udc e Scelta Civica ha all’origine una forte ambiguità, perché non si capisce se nasce per rafforzare il centrodestra o il Governo. Purtroppo, se nel centro destra nei prossimi mesi non si riuscirà a trovare una sintesi sui programmi e sulle cose da fare partendo dal basso, coinvolgendo i territori e rinunciando alle decisioni verticistiche, credo che Renzi governerà senza problemi per i prossimi dieci anni”.
“Gianfranco Fini è intervenuto anche sulle questioni di carattere etico. “Quando fui messo alle porte dal Popolo delle Libertà, partito che ricordo, contribuì a fondare anch’io, fra le motivazioni c’erano anche le mie reiterate nuove posizioni sulle politiche dell’immigrazione. A distanza di anni quindi non posso che essere contento che Berlusconi oggi abbia cambiato idea e la pensi come me”.
“Sono stato il primo a dire che la giusta mediazione tra chi è favorevole allo ius soli e l’attuale legge che permette di ottenere la cittadinanza solo al compimento del 18° anno, è quella di concederla al termine del primo ciclo scolastico per chi è nato in Italia. Sulla questione delle unioni civili il discorso è ben più ampio. Di sicuro è necessario aprire un serio dibattito, perché l’Italia è una delle poche nazioni che non ha una legislazione chiara. Per quanto mi riguarda, sono favorevole al modello Tedesco che riconosce una serie di diritti patrimoniale e affettivi alle unioni civile, senza intaccare l’istituto del matrimonio. Resto invece contrario all’adozione per coppie omosessuali”.
